domenica 1 luglio 2012

UN VIAGGIO SU UNA NAVE ROMANA


La nave romana di epoca imperiale è stata rinvenuta in maniera fortuita nell'immediata periferia di Comacchio, durante i lavori di manutenzione dei canali di bonifica .
La nave naufragò, probabilmente a causa di una mareggiata e si arenò presso la foce del fiume durante il suo tragitto verso il Po.
Si tratta di un'imbarcazione della lunghezza di venti metri circa, a propulsione velica e a fondo piatto per la navigazione in acque interne o sottocosta.
Il veloce insabbiamento della nave permise la conservazione dei carico, ora esposto nelle sale del museo, e dello scafo, ad albero unico e vela quadrata, custodito in un padiglione-laboratorio adiacente.

A bordo si cuocevano i cibi, come testimonia la presenza di una cambusa a poppa fornita di un piano di cottura in argilla refrattaria e coperta da tegole, a protezione dagli incendi. C'era un calderone di bronzo da fuoco.

Vi sono anche strumenti per la pesca (ami in bronzo tenuti in ordine in un cestino di vimini, pesi da rete) tra cui un'ancoretta per la cattura di grossi pesci, polpi o calamari. Inoltre è stata trovata una nassa piena di mitili, pronti per essere consumati.

Si sono ritrovati alcuni importanti strumenti per l'attività commerciale come i calamai per la registrazione di carico e scarico di merci il giornale di bordo.
Per la pesatura delle merci si usava una bilancia a una coppa con asta a due portate e un peso in calcare per la vendita dei lingotti di piombo.

Si sono conservate parti di abbigliamento in cuoio, un materiale robusto e impermeabile quando ingrassato. In cuoio doppio sono i grembiali, in cuoio le sacche da viaggio, le parti rimaste di un giubbetto. In cuoio naturalmente le scarpe. Le robuste caligae allacciate alte sulla caviglia, in qualche caso sono chiodate, come quelle dei militari, e veniamo a sapere che si indossavano con all'interno un calzino o una pantofola morbida in cuoio. C'è una piccola scarpa chiusa e un affusolato sandalo ad infradito che hanno tutta l'aria di essere appartenuti rispettivamente ad un bambino e ad una donna. È l'indizio più importante della presenza di passeggeri a bordo. Come testimoniano le fonti, i civili che avevano necessità di viaggiare per lunghi tratti, si imbarcavano su navi commerciali, attendendo in porto anche per giorni una barca che partisse per la loro destinazione. Nella prima sezione del Museo, al primo piano sono esposti gli oggetti di uso quotidiano ( mazzuoli, pialle, pesi, bilance, cime, ecc) oggetti per l' igiene personale, per pescare, per cucinare ed anche per passare il tempo libero a giocare d' azzardo.



Nella sala al primo piano è esposto il carico commerciale con i 102 lingotti di piombo, la massa delle anfore vinarie, contenitori per vino pregiato resinato, una grande quantità di ceramica comune da cucina e da mensa, profumi, vetro, lucerne e lanterne. Qui sono custoditi anche sei tempietti, sono un raro ritrovamento ,avevano funzione protettiva, e sono dei piccoli modelli uguali in tutto e per tutto a quelli grandi.
Una visita al Museo di Comacchio è un viaggio
a ritroso nel tempo su una nave romana.


immagine: Tempietto di Teoderica

4 commenti:

cosimo ha detto...

Cara Paola, le nostre coste sono ricche di mistero. Anche dalle mie parti, Porto Badisco, che secondo un'interpretazione ricorrente fu Badisco il primo approdo di Enea, descritto nell'Eneide di Virgilio. Che aggiungeva poi « Dove due rocce spumeggiano d'acqua salata,
mentre il porto rimane nascosto. ».
Insomma dove c'è il mare c'è vita d'amore infinito.
Un abbraccio e buon pomeriggio di mare, sole e cose belle.
Un beso.

teoderica ha detto...

Comacchio è chiamata anche la piccola Venezia ed è famosa per la pesca delle anguille...chissà forse anche i marinai di questa nave romana le avrebbero mangiate volentieri.
Ciao...qua si soffoca dal caldo.

cosimo ha detto...

...qua pure, ieri 45° mentre oggi 41°
un caldo abbraccio:-))

teoderica ha detto...

...qua solo 37° :)