martedì 26 febbraio 2013

DIARIO DI NAVIGAZIONE 11

Nel rammentare "La ginestra" di  Leopardi e il mio ritrovato amore per il giallo, non avevo fatto i conti con la giornata di oggi.
E' iniziata presto, come al solito a fare  dei caffè, oggi 28 dicembre invece della nebbia si è alzato un bel sole, il giallo dei suoi raggi si rinfrangeva sulle vetrate del bar sino ad arrivare ai miei occhi.
Pensavo fra me che oggi sarebbe stata una bella giornata, per essere tale deve filare liscia, giusta e in armonia e a dire la verità sino alle ore sedici  si è mantenuta tale.
Dovete satere che la simbologia del numero 28 è legata a quella del 10 ( 2+8 =10).
Il 10 ha come significato esoterico la perfezione ma anche l'annullamento di tutte le cose, è l'eterno ricominciare, infatti dopo la bella mezza giornata conclusasi con la passeggiata  fra i campi inondati dal sole,  smangiucchiando delle succose arance, la giornata è andata in malora ed io ora ho disgusto e nausea di me stessa, sentite un po' cosa è successo.
Sono andata a Ravenna, prima in un grande supermercato, dovevo comprare un tappetino per il bagno, sono andata alla cassa fai da te, c'era un sacco di gente, ho fatto la fila pure lì e quando ho iniziato il pagamento la cassa si è bloccata, è venuta l'assistente, ha messo a posto con la tessera magnetica, e appena ha girato le spalle la cassa si è smagnetizzata, l'addetta è ritornata, io ero imbarazzata, è successo come prima,  la commessa velocemente ha ripassato il badge, ha detto:"faccio io, può andare" e io come un salame non ho saputo che fare e me ne sono andata senza pagare, la stima di me stessa è scivolata repentinamente ai  piedi.
Sono poi andata in pasticceria dove avevo visto dei certosini ( tipici dolci ferraresi) per regalarne uno alla mia amica...erano finiti.
Sconsolata ho telefonato a due amici ravennati per incontrarci in una sala dove presentano  tutti i venerdì  i libri e farci così gli auguri di fine  Anno e quelli di Natale (anche se già passato).
Durante la presentazione del libro mi sono girata molte volte ma di loro niente, neanche l'ombra e non mi hanno neanche inviato un messaggio...boh io non telefono più, forse sono a loro antipatica, non mi sopportano.
Nel tragitto per ritornare a casa, con l'autobus, mi è squillato il telefono, era  mia cugina che era stata in Puglia per le vacanze di Natale e che mi aveva fatto una promessa, quella di portarmi il piatto locale di Bari:"riso, patate e cozze" che è nella mia fantasia da tanto tempo, ebbene mi telefonava per dirmi che si era dimenticata e io che avevo già comprato la bottiglia di vino adatta.
Vado a letto senza cena prima che succeda altro.


immagine di Teoderica

4 commenti:

cosimo ha detto...

Mmmmm...riso, patate e cozze.
Si potrebbe pure spedire, é un piatto che tiene bene 3/4 giorni, poi bisogna riscaldarlo a fuoco indiretto, d'inverno poggiando sui termosifoni.
Lo spedisco?.:-)
Per il resto il pomeriggio/sera é stato grigino...ma chi se ne frega, un sorriso e riparti subito. La vita é pure questo, una tantum:-)
Un beso, Paola cara.

teoderica ha detto...

Certo Cosimo, potresti spedirmelo tu, visto che abiti a Bari...lo aspetto, spediscilo :), no sei molto gentile,ho già fatto, io non mi abbatto, me lo sono cucinato da sola.
Grazie del pensiero...ciao.

cosimo ha detto...

wowow...un piatto tipico pugliese cucinato in Romagna e per di più da una romagnola:-)...
...da assaggiare!

teoderica ha detto...

E mi è venuto assai buono.
Ciao