martedì 1 ottobre 2013

OFFRI UN GALLO AD ASCLEPIO


Asclepio ( Eusculapio per i romani) era ritenuto figlio di Apollo e della Ninfa Coronide. Coronide, gravida, fu uccisa da una freccia per essersi data a uno straniero. Deposta sulla pira funebre, Mercurio ebbe l'incarico di far nascere Asclepio dalla madre ormai senza vita. Venne quindi affidato alle capaci mani del centauro Chirone che lo istruì con grande profitto nella Medicina: acquisì delle capacità tanto elevate che resuscitò addirittura Ippolito divorato dai propri cavalli. Plutone indispettito, dato che Asclepio non si limitava a guarire gli ammalati ma resuscitava anche i morti, si lagnò con Giove impensierito dal fatto che il suo regno potesse trasformarsi in un deserto se questi non fosse stato fermato. Giove lo fulminò.
Il principale attributo di Asclepio è il serpente; questo lo aiutava nelle guarigioni lambendo le ferite. Poi anche il cane ne era un importante attributo; cane e oche ricoprivano nei sanatori lo stesso ruolo del serpente: disinfettavano con la loro saliva. Il rito prevedeva il sacrificio di un gallo, a lui sacro; come il gallo annuncia il nuovo giorno, così Asclepio ridava la vita e rinnovava i giorni a coloro che erano stati malati.
Fedele alle sue antiche origini misteriche il culto di Asclepio celava ai più i dettagli delle guarigioni che avvenivano all’interno dei santuari. Un alone di mistero aleggiava, nel luogo dove i malati si preparavano all’incontro con il Dio, poi per aumentarne la suggestione si tendeva a trasformare le prime cure mediche dei sacerdoti in atti di devozione astratta affinchè avessero l’impressione che fosse avvenuto un miracolo. In realtà i sacerdoti effettuavano operazioni chirurgiche e vere e proprie terapie mediche, sempre però mascherandole da atti dovuti al Dio. Bisogna pensare a questi santuari come a luoghi che somministravano effettivamente cure al pari, se non a livelli superiori, degli ospedali gestiti da medici laici; luoghi a cui ricorrevano persone di ogni estrazione sociale: dal popolino alle fasce più agiate.


Immagine di Teoderica



3 commenti:

cosimo de bari ha detto...

Oggi invece dagli ospedali vogliono tutti scappare, se non addirittura mai arrivarci. C'è una bella fetta di personale medico e non che, come dicono le cronache quotidiane, sono semi incapaci fino a portare il paziente sull'orlo del baratro, se non oltre.
Il tuo post poi fa fare pure un'altra considerazione, quella dei miracoli grandi e piccoli, taciuti o gridati al mondo.
E sono questi miracoli che hanno dato vita ai pellegrinaggi verso Santi o Madonne, dislocate in diverse parti del mondo. Sono viaggi di fede, anche per chi, fino a quel momento, non ha mai pensato ad un Dio o ad una Madonna.
Insomma mai dire mai a priori.
Buona settimana Paola.
Ciaoooo

paola tassinari ha detto...

Mai dire mai :)
Ciao Cosimo

Ettore Bonato ha detto...

Mi lasci perplesso. Paragonare Internet ad una persona, uomo o donna, tu hai detto che è il tuo, o della donna (?) migliore compagno, bisogna essere malati, e molto. Buona fortuna.