lunedì 2 giugno 2014

RAVENNA 2019 la città ideale



Passiamo finalmente a ciò che di buono ha fatto Ravenna per la sua candidatura a capitale della cultura. Ha coinvolto il maggior numero di persone, associazioni, scuole, tutti ma proprio tutti, se volevano farlo, hanno avuto la possibilità di proporre le loro idee. Le proposte sono state le più fantasiose o concrete o pazzerelle ma libere da ogni interesse personale, con qualche intromissione in odor  di cementificazione. La proposta di spostare la stazione ferroviaria in periferia con tunnel o ponti, il cui costo esorbitante sarebbe ammortizzato dalla costruzione di edifici sul terreno lasciato libero dai binari. Sic! Altro che cultura, la stazione in centro è una ricchezza e un pregio per una città che accoglie comodamente i turisti, gli studenti, i pendolari, eliminando un po’ di traffico automobilistico.  Mi scappa da ridere, piangere in realtà, Roma, Venezia, Firenze le più celebri città d’arte hanno la stazione in centro e a Ravenna la vogliono portare via! Poi le stazioni oggi sono viste come i “non luoghi” dove ci si incontra in tanti, ci si sfiora, insomma sono divenute contenitori d’arte, per mostre e performance, senza contare l’arte dei graffiti, non ci sono solo dei deturpatori ci sono delle vere opere artistiche che viaggiano sui treni e abbelliscono i muri delle stazioni. Non bisogna portare via la stazione, occorre semmai togliere  il monumento a Luigi Carlo Farini,  per carità non ho nulla contro di lui, è stato un’ottima persona, ma in questo luogo è… fuori luogo. In questa zona c’è la basilica di San Giovanni  Evangelista del V secolo, a quel tempo l’acqua del mare era al posto della stazione, legata ad un salvataggio/miracolo marino perciò via Luigi Farini, mettiamolo in un posto in cui ci siano legami  ottocenteschi e valori peculiari allo spirito illuminista. E per favore date una rinfrescata al monumento che l’ottimo Farini pare seduto sulla tazza del water. Al posto di Farini io vedrei assai bene una barca da corsa… perché non il famoso Moro di Venezia? 


immagine di Teoderica, la stazione di Ravenna nella mia fantasia 

2 commenti:

cosimo de bari ha detto...

In effetti spostare una stazione che è al centro di una città così ricca di arte, come Ravenna, sarebbe pura follia suicida. Però portarla in periferia, ovvero fare viaggiare quintali di soldini per realizzare l'opera, sarebbe come già mettere i soldi sulla via della spartizione e della sparizione:-D
Insomma, si vuole fare cultura politica/affaristica. Tanto uttto sarà sempre per la serie, "chi ha dato ha dato, scuradammoce do passat".
L'idea della imbarcazione, quella evidenziata da te, è davvero unica. E' la cultura del mare, ovvero quella degli arrivi e delle partenze delle genti, indipendentemente dalle ricchezze arrivate o depredate.

paola tassinari ha detto...

La mia é un'idea folle la barca é troppo grande però io ammiro ciò che gli architetti e gli ingegneri riescono a fare chissà all is possible.
Ciao Cosimo