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venerdì 11 luglio 2014

RAVENNA 2019 la città ideale



Il Duomo fu completamente ricostruito  tra il 1734-45  sul luogo in cui, alla fine del IV secolo, il vescovo Urso aveva edificato la chiesa cattedrale della città (Basilica Ursiana), il cui pavimento originale si trova oggi a oltre 3 metri di profondità rispetto il piano stradale. L’ interno della chiesa è a tre navate ed ha una grande cupola affrescata. Della prima costruzione rimane qualche frammento conservato al Museo Arcivescovile, mentre l'ambone marmoreo del periodo del vescovo Agnello (557-570) decorato con figure di animali  e il “saint sasol”, il presunto sasso usato per la lapidazione di Sant’Apollinare, si trovano dentro al Duomo. Prima di andare al Museo arcivescovile, entriamo al Battistero degli Ortodossi, un gemello un po’ più grande e un po’ più decorato del Battistero degli Ariani, la simbologia sembra la medesima, ma non lo è qui si evidenzia la divinità di Cristo mentre nell’altro Battistero si mette più in luce la sua umanità. Le differenze fra ariani e cristiani ortodossi erano piccolissime, si discuteva se Gesù era più divino o più umano, eppure per queste, che a me sembrano inezie si è fatta una sanguinosa guerra  che ha portato ai cosiddetti secoli bui. Uscendo  dal Battistero alzate gli occhi e ammirate l’armonia dei volumi degli edifici. Il museo Arcivescovile è di piccole dimensioni ma ricco di bellezze. il Museo accoglie numerose opere d'arte provenienti dall'antica cattedrale e da altre costruzioni ora distrutte. In particolare la spettacolare cattedra di Massimiano, una delle più celebri opere in avorio di cui si è a conoscenza, eseguita da artisti bizantini nel VI secolo d.C. (ricordatevi di quelle viste al Museo Nazionale per fare un raffronto). Il Museo ospita la Cappella di Sant’Andrea, un oratorio paleocristiano a croce greca decorato con splendidi mosaici ed edificato tra il 494 e il 519 che è Patrimonio dell’Umanità. Qui c’è un insolito Cristo guerriero, sotto ad una volta mosaicata decorata da innumerevoli volatili, come se da loro provenisse un linguaggio ultraterreno, gli uccelli sono tramite fra il cielo e la terra, mosaicato sulle pareti c’è un carme  che ha un incipit famoso ed indimenticabile. “La luce o è nata qui o qui, catturata, libera regna. Davanti a noi sta la luce, da cui venne l’attuale splendore, e qui racchiusa sfolgora la luce sfuggita all’Olimpo.” 


immagine di Teoderica, I Magi del Museo Arcivescovile

lunedì 23 giugno 2014

RAVENNA 2019 la cittè ideale



Per una visita a Ravenna, la prima tappa è San Vitale. L‘edificio ha pianta ottagonale, la struttura esterna è semplice nei materiali, mattoni lineari e sottili, ma assai ricca nei volumi, con rientranze e masse di varie dimensioni.  All’interno si somma un secondo ottagono, i cui lati si dispiegano aprendosi in absidi con due ordini di arcatelle sovrapposte. Lo spazio centrale è coperto da una cupola affrescata. La struttura massiccia è alleggerita da capitelli traforati come un delicato merletto.Ma tutto scompare dinanzi alla ricchezza dei rutilanti mosaici dove primeggiano i cortei imperiali di Giustiniano e Teodora. La coppia imperiale non è mai venuta a Ravenna ma la loro effige ha fatto sì che si identifichino strettamente con Ravenna. In San Vitale, nei mosaici predomina il colore verde. Uscendo da San Vitale si accede, sono nello stesso cortile, al Mausoleo di Galla Placidia, esternamente in mattoni ma questi sono  tozzi e di forma irregolare. Galla Placidia (386-452),sorella, figlia, madre di imperatori, fu lei stessa imperatrice dei Romani e regina dei Barbari, non fu sepolta nel suo mausoleo ma a Roma. Entrando ci si sente proiettati in un mondo magico, ci si gira di qua e di là esclamando di meraviglia, ciò che forse inchioda è la fantastica volta decorata con cristalli di varie dimensioni, è una geometria che sfonda le pareti, forse antesignana di quelle forme geometriche dell’arte araba. Qui è tutta una profusione di blu. Le innumerevoli stelle della cupola hanno colpito nel corso dei secoli la fantasia dei visitatori tanto che si narra che Cole Porter, in viaggio di nozze a Ravenna, rimase talmente colpito dall'atmosfera, da comporre la sua famosissima canzone Night and Day.


immagine di Teoderica, interno di Galla Placidia

venerdì 20 giugno 2014

RAVENNA 2019 la città ideale



Vi ho spiegato l’importanza della Chiesa per Ravenna, eppure nonostante la Diocesi si sia prodigata per la manutenzione e il decoro di cotanti monumenti, anche formando già da parecchi anni  dei volontari, è criticata. Dei volontari ne ho fatto parte anch’io, le lezioni erano a tuttotondo, arte, cultura, ma anche economia ed accoglienza. Il volontariato consisteva nel tenere aperto le chiese “minori”, nell’accoglienza ai turisti e nella compilazione di elaborati in cui al turista si chiedevano, impressioni, pareri e richieste. La Chiesa già prima del 2000 sapeva che una grave pecca di Ravenna sono le indicazioni segnaletiche… la gente che arriva a Ravenna si perde! Non faccio più parte dei volontari, con rammarico ho lasciato, perché il personale effettivo non ci vedeva di buon occhio, in pratica ci vedevano come chi gli portava via il lavoro. Anche fare il volontariato ha i pro e i contro. Ho comunque rimasto una forte affezione per i luoghi  artistici della Curia ed ho notato che sono assai migliorati come visibilità. La biglietteria è ubicata accanto a San Vitale, appena poco fuori al portone.  All’esterno un grande totem con tutte le indicazioni in più lingue, l’interno luminoso con tanti souvenir di classe, ma ciò che più mi ha colpito è che sul vetro all’esterno è posizionato un grande schermo a led, dove 24 ore su 24 ore scorrono le indicazioni per visitare i monumenti, ubicazione, orari e prezzi, e biglietto unico cumulativo. Ahi, ahi! Nota dolente, il sindaco con poco tatto ha richiesto (forse ha ragione) un biglietto unico comprensivo anche… di cosa? Fuori dal biglietto c’è solo la Pinacoteca (MAR) e il Museo Nazionale (in quanto nazionale non ha che fare col sindaco). Pare che il biglietto unico sia un punto essenziale per ottenere la candidatura…mah.   


immagine di Teoderica, San Vitale           

martedì 17 giugno 2014

RAVENNA 2019 la città ideale



Beh credo sia ora di scrivere qualcosa sui monumenti di Ravenna che sono Patrimonio dell’Unesco. Sono tutti di proprietà della Chiesa. Dovete sapere che l’importanza di Ravenna è molto legata alla Chiesa, non solo per i monumenti unici al mondo, ma per i personaggi clericali  di alto spessore che qui hanno lavorato.( La chiesa ravennate era un tempo  autocefala cioè indipendente da Roma) I nomi sono tanti ad iniziare da Apollinare che fu il primo a portare la parola di Cristo, forse contemporaneo di San Pietro. Come nello splendido periodo Ottoniano che appoggia la Chiesa di Ravenna, vi erano figure come San Pier Damiano, il più grande teologo dei suoi tempi, Gerberto d’Aurillac, divenne papa col nome di Silvestro II, ma non si può dimenticare San Romualdo, né Guido da Pomposa (viene chiamato d’Arezzo) a cui si deve lo sviluppo della musica. Ma ce ne saranno tanti che io non conosco, ve ne cito altri due, facciamo un salto in avanti, siamo nel XVII secolo, Don Francesco Negri esploratore e scrittore, Mons. Francesco Ingoli dotto giurista, nomi noti che caratterizzano l’impegno della Chiesa in tutti i campi. Anche la Chiesa è un buon motivo per la candidatura di Ravenna, tenuto conto che proprio qui, a Ravenna si tengono le Conferenze  episcopali per tentare di riunire i cattolici occidentali con quelli ortodossi, sarebbe bellissimo che ciò potesse accadere con Ravenna che media fra Mosca e Roma, ma sarà molto dura se non impossibile, non crederò mai che Roma lasci il potere. Dovevo scrivere dei monumenti mi sono impelagata, ma la Chiesa è parte integrante di Ravenna forse più di Roma. Qui hanno inventato una pasta che si chiama strozzapreti…ma il romagnolo è profondamente religioso, non so fino a quando visto i tempi che corrono sempre più veloci incontro al nulla.


immagine di Teoderica, Cristo guerriero nel  Museo Arcivescovile 

mercoledì 11 giugno 2014

RAVENNA 2019 la città ideale



Vi ho parlato della morte più eccellente, quella di Dante perché l’Alighieri  è sinonimo di cultura, ma occorre che vi elenchi qualche altra morte  illustre. La morte può ben essere un altro motivo importante per ottenere la candidatura. La cultura è nata per cercare di spiegare la morte, per dare un senso al nostro vivere. Ravenna come città di morte, ma quest’ultima è la porta per la vita, per la teoria del verificato, non verificato, se la  vita è la porta della morte, di conseguenza la morte è la porta della vita… dalla morte  non si può che rinascere, come dal chicco di grano secco spunta il germoglio verde. L’Impero romano finì a Ravenna nel 476, poco tempo prima Stilicone il grande generale che riusciva a contenere i barbari fu ucciso a Ravenna e più o meno nello stesso periodo a Ravenna morì l’imperatore romano Onorio. Odoacre il primo re d’Italia fu ucciso da Teoderico, il quale forse fu avvelenato, morì comunque anche lui a Ravenna, dove fu tumulato nel suo mausoleo. Teoderico fu un grande re, un “tedesco” allevato dai bizantini, la sua memoria era così forte, la sua figura così tenace che subì la damnatio memoriae, di lui non esistono più raffigurazioni, cancellati i mosaici che lo ritraevano nella sua chiesa ariana, la sua salma gettata via, rimane forse il suo sarcofago di porfido. A Ravenna morì papa Giovanni I, imprigionato con l’inganno da Teoderico. E Rosmunda la regina dei Longobardi, quella famosa che  secondo la leggenda, dopo una notte di gozzoviglie a Verona, nella reggia che era stata di Teoderico, Alboino bevve vino in una coppa ottenuta dal cranio del padre di Rosmunda, e costringendo la moglie a imitarlo. Rosmunda che alla morte del marito, fuggì a Ravenna con l’amante Elmichi e qui si avvelenarono a vicenda. A Ravenna muore anche Peredeo un guerriero valoroso a cui Rosmunda fece uno scherzetto. Ella era desiderosa di uccidere il marito Alboino, decise di affidare l’incarico di ucciderlo  a Peredeo, questi però non lo vuole fare. Rosmunda, per costringerlo,sostituì nel letto l'ancella che conviveva con Peredeo. In questo modo Peredeo, credendo che la donna nel suo letto fosse la sua amata, fece l'amore con lei. Quando si accorse che la donna con cui aveva fatto sesso era Rosmunda, quest'ultima gli disse:“E certo, Peredeo, quello che hai compiuto è atto sì grave che, ormai, o tu devi uccidere Alboino, o lui deve uccidere te con la sua spada”. E Peredeo divenne regicida. Come dimenticare il vescovo Rinaldo da Concorezzo, contemporaneo di Dante,  illuminato prelato che sfidò il Papa ed assolse i Templari, con motivazioni che saranno riprese  molto più tardi da Cesare Beccaria? Gaston de Foix  l’Alessandro Magno del 1500 ebbe una morte poco eroica sulle sponde del fiume che bagnava Ravenna. Infine Anita Garibaldi spirò nella landa desolata fra la terra e il mare di Ravenna. Avrò dimenticato tanti personaggi ma anche solo questi mi sembra che possano bastare per la candidatura di Ravenna. 


immagine di Teoderica, Rosmunda col teschio