mercoledì 11 giugno 2014

RAVENNA 2019 la città ideale



Vi ho parlato della morte più eccellente, quella di Dante perché l’Alighieri  è sinonimo di cultura, ma occorre che vi elenchi qualche altra morte  illustre. La morte può ben essere un altro motivo importante per ottenere la candidatura. La cultura è nata per cercare di spiegare la morte, per dare un senso al nostro vivere. Ravenna come città di morte, ma quest’ultima è la porta per la vita, per la teoria del verificato, non verificato, se la  vita è la porta della morte, di conseguenza la morte è la porta della vita… dalla morte  non si può che rinascere, come dal chicco di grano secco spunta il germoglio verde. L’Impero romano finì a Ravenna nel 476, poco tempo prima Stilicone il grande generale che riusciva a contenere i barbari fu ucciso a Ravenna e più o meno nello stesso periodo a Ravenna morì l’imperatore romano Onorio. Odoacre il primo re d’Italia fu ucciso da Teoderico, il quale forse fu avvelenato, morì comunque anche lui a Ravenna, dove fu tumulato nel suo mausoleo. Teoderico fu un grande re, un “tedesco” allevato dai bizantini, la sua memoria era così forte, la sua figura così tenace che subì la damnatio memoriae, di lui non esistono più raffigurazioni, cancellati i mosaici che lo ritraevano nella sua chiesa ariana, la sua salma gettata via, rimane forse il suo sarcofago di porfido. A Ravenna morì papa Giovanni I, imprigionato con l’inganno da Teoderico. E Rosmunda la regina dei Longobardi, quella famosa che  secondo la leggenda, dopo una notte di gozzoviglie a Verona, nella reggia che era stata di Teoderico, Alboino bevve vino in una coppa ottenuta dal cranio del padre di Rosmunda, e costringendo la moglie a imitarlo. Rosmunda che alla morte del marito, fuggì a Ravenna con l’amante Elmichi e qui si avvelenarono a vicenda. A Ravenna muore anche Peredeo un guerriero valoroso a cui Rosmunda fece uno scherzetto. Ella era desiderosa di uccidere il marito Alboino, decise di affidare l’incarico di ucciderlo  a Peredeo, questi però non lo vuole fare. Rosmunda, per costringerlo,sostituì nel letto l'ancella che conviveva con Peredeo. In questo modo Peredeo, credendo che la donna nel suo letto fosse la sua amata, fece l'amore con lei. Quando si accorse che la donna con cui aveva fatto sesso era Rosmunda, quest'ultima gli disse:“E certo, Peredeo, quello che hai compiuto è atto sì grave che, ormai, o tu devi uccidere Alboino, o lui deve uccidere te con la sua spada”. E Peredeo divenne regicida. Come dimenticare il vescovo Rinaldo da Concorezzo, contemporaneo di Dante,  illuminato prelato che sfidò il Papa ed assolse i Templari, con motivazioni che saranno riprese  molto più tardi da Cesare Beccaria? Gaston de Foix  l’Alessandro Magno del 1500 ebbe una morte poco eroica sulle sponde del fiume che bagnava Ravenna. Infine Anita Garibaldi spirò nella landa desolata fra la terra e il mare di Ravenna. Avrò dimenticato tanti personaggi ma anche solo questi mi sembra che possano bastare per la candidatura di Ravenna. 


immagine di Teoderica, Rosmunda col teschio  

2 commenti:

cosimo de bari ha detto...

Opera d'arte tua, importantissima. Complimenti!
Descrizione dei funesti eventi, come meglio non avresti potuto fare- Ancora complimenti!

paola tassinari ha detto...

Sei troppo gentile Cosimo... come al solito
Ciao