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martedì 8 luglio 2014

RAVENNA la città ideale



Adesso andiamo a visitare il Duomo, il Museo Arcivescovile e il Battistero Ortodosso. Torniamo indietro, facciamo i nostri acquisti, un souvenir è sempre attraente, non importa che qualcuno li consideri paccottiglia, il valore non è la cosa ma ciò che rappresenta per noi e Ravenna val bene un ricordo. Questa volta non passiamo per via Diaz, prendiamo la via Mariani, passiamo davanti al teatro di Ravenna dedicato a Dante Alighieri, proseguiamo, possiamo svoltare a destra in quella via chiamata un tempo “delle Melarance” e luogo di ritrovo della famosa e tragica “setta degli accoltellatori”, oggi si chiama via Mentana, qui sulla destra c’è una deliziosa bottega di un tempo: una drogheria già questa attività non esiste più, qui c’è un’ulteriore attrattiva in più, l’arredamento è di fine ‘800 in stile liberty, era l’arredamento della farmacia dei domenicani, che avevano la loro chiesa poco distante. Dopo questo negozio vi è una rifornita cartoleria in stile vecchia Inghilterra, poi una coltelleria con strani armi ed infine una vetrina con la tipica stampa romagnola su disegni di Tonino Guerra, dalla parte opposta di via Mentana locande ed un forno da poco aperto che sforna delizie da fine del mondo. Ma dirigiamoci al Duomo, prima di arrivarci incontreremo maestosi palazzi, ognuno ha la sua storia, a volte tragica. Ci troveremo in una grande piazza, contornata di Palazzi, oggi parcheggio, domani non si sa, qui se avete fame troverete un ristorante con una buona cucina a prezzi modici: “Scaì”. Se volete assaggiare il rito domenicale di un tempo dei romagnoli, qui lo potete fare: passatelli in brodo, lesso misto, zuppa inglese, ottima anche la pizza. Siccome ci siamo fermati a fare shopping e  a mangiare ci dirigiamo verso il Giardino delle erbe dimenticate che è proprio qui sulla piazza a rilassarci fra le antiche piante, al Duomo andremo nel pomeriggio.   


immagine di Teoderica, La Fauna del Museo Arcivescovile   

lunedì 23 giugno 2014

RAVENNA 2019 la cittè ideale



Per una visita a Ravenna, la prima tappa è San Vitale. L‘edificio ha pianta ottagonale, la struttura esterna è semplice nei materiali, mattoni lineari e sottili, ma assai ricca nei volumi, con rientranze e masse di varie dimensioni.  All’interno si somma un secondo ottagono, i cui lati si dispiegano aprendosi in absidi con due ordini di arcatelle sovrapposte. Lo spazio centrale è coperto da una cupola affrescata. La struttura massiccia è alleggerita da capitelli traforati come un delicato merletto.Ma tutto scompare dinanzi alla ricchezza dei rutilanti mosaici dove primeggiano i cortei imperiali di Giustiniano e Teodora. La coppia imperiale non è mai venuta a Ravenna ma la loro effige ha fatto sì che si identifichino strettamente con Ravenna. In San Vitale, nei mosaici predomina il colore verde. Uscendo da San Vitale si accede, sono nello stesso cortile, al Mausoleo di Galla Placidia, esternamente in mattoni ma questi sono  tozzi e di forma irregolare. Galla Placidia (386-452),sorella, figlia, madre di imperatori, fu lei stessa imperatrice dei Romani e regina dei Barbari, non fu sepolta nel suo mausoleo ma a Roma. Entrando ci si sente proiettati in un mondo magico, ci si gira di qua e di là esclamando di meraviglia, ciò che forse inchioda è la fantastica volta decorata con cristalli di varie dimensioni, è una geometria che sfonda le pareti, forse antesignana di quelle forme geometriche dell’arte araba. Qui è tutta una profusione di blu. Le innumerevoli stelle della cupola hanno colpito nel corso dei secoli la fantasia dei visitatori tanto che si narra che Cole Porter, in viaggio di nozze a Ravenna, rimase talmente colpito dall'atmosfera, da comporre la sua famosissima canzone Night and Day.


immagine di Teoderica, interno di Galla Placidia