lunedì 23 marzo 2009

AMARE LA LIBERTA' SIGNIFICA NON ABUSARNE

"Quando un popolo , divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo dei Coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che se i Governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere , servo ; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari e non è più rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui; che i giovani pretendano gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi e questi , per non sembrare troppo severi , danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà , nel nome della medesima , non vi è più riguardo, nè rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una malapianta : La tirannia."
PLATONE 390 a. c.

9 commenti:

Pier Luigi Zanata ha detto...

Grande Platone, nella sua lungimiranza aveva previsto il cavalier piduista.
Ritornero' per unm commento piu' approfondito.
Vale

pietro d. perrone ha detto...

carissima Paola, se mi concedi un pizzico di ironia, ti farei notare che, tra Bobbio e Platone, la tua propensione per la filosofia ed i filosofi è cresciuta ultimamente in modo preoccupante. Cosa succede?
Ovviamente sai che condivido il senso di quello che hai pubblicato. Lo condivido molto profondamente.
Il pensiero di Platone cercava, quasi duemila e quattrocento anni fa, di costruire un sistema di conoscenza fatto dall'Uomo per l'Uomo. Erano i primi passi della filosofia,che volevano tracciare un percorso più alto e nobile ancora della saggezza. Più vero.
L'Uomo aveva in sè la forza di capire e conoscere. Non doveva ricorrere ad alcun artificio, ad alcun intermediario. Neanche agli dei.
Devi interpretare le parole di Platone partendo da questo presupposto.
"Quando un popolo , divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo dei Coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che se i Governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere , servo ; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari e non è più rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui; che i giovani pretendano gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi e questi , per non sembrare troppo severi , danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà , nel nome della medesima , non vi è più riguardo, nè rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una malapianta : La tirannia."
Non si tratta solo di parole con il significato che gli diamo correntemente oggi. Oggi siamo abituati - dovremmo ormai essere educati - a quei precetti.

Al tempo di Platone, invece, quelle parole risuonavano probabilmente per la prima volta. Nessuno le aveva mai udite. E nessuno prima di lui aveva forse avuto la forza di pensarle.
Perciò sono ancora più importanti.

La realtà di oggi va anche oltre i limiti tracciati da Platone. L'ipocrisia ha fatto si che la mancanza di dignità si nasconda sotto discorsi che potrebbero sembrare alti, nobili, scimmiottando le parole del Maestro.

Lascio a te ogni conclusione.

Mi limito a restare ammirato per chi ancora crede alla forza del Pensiero, alla dignità dell'Uomo, alla luce della Ragione.
Io sono con loro. Con tutte le mie forze. Piccole o grandi che siano.

Pier Luigi Zanata ha detto...

La propensione per la filosofia e i filosofi (anche se scritto in senso ironico)non e' mai preoccupante.
Al ''Café des Phares'' a Parigi, ogni domenica, da alcuni anni, grazie al filosofo Marc Sautet, la mattinata scorre tra scambi ininterrotti di argomentazioni piu' o meno solide. All' una si pronuncia la parola fine e si prende appuntamento per la settimana successiva. Cosi' da piu' di due anni in place de la Bastille si pratica la filosofia, che ritrova la sua dimensione piu' antica per cercare di rispondere ai problemi quotidiani dell' uomo contemporaneo.
A Modena, non molto lontano da Ravenna, si svolge un interessante festival della filosofia.
Platone e' importante perche' tratta questioni che riguardano la condizione umana, mettendo in stato d' accusa la tradizione ellenica e il sistema educativo della Grecia.
W. Jaeger, nel suo Pideia, scrive ''E, in realta', e' questo', dell' anima dell' uomo, il tema vero e l' interesse fondamentale di Platone nella Repubblica. Quel che egli dice, propriamente, sullo Stato e sulla sua struttura, quella che si suole chiamare la concezione organica dello Stato, nella quale molti vedono il nucleo della Politeia platonica, e' introdotta soltanto come immagine ingrandita dell' anima e della sua struttura. Anzi: nello stesso problema dell' anima l' interesse primo di Platone non e' teoretico, ma pratico: e' l' interesse del formatore di anime''.
Per Platone il male comincia a esplodere nel momento in cui l' aristocrazia perde i privilegi a vantaggio dei ricchi commercianti e si passa all' oligarchia. Ma un simile regime non puo' resistere a lungo, si hanno allora due citta': quella dei poveri e quella dei ricchi, nello stesso luogo e l' una sempre contro l' altra. Platone sa che una volta giunta a questo stadio, la mentalita' popolare non puo' che alimentare la lotta tra i ricchi e i poveri. Se nessuno interverra' per arbitrare questo conflitto e far ragionare gli uni e gli altri la citta' sara' perduta. Nel migliore dei casi, la democrazia condurra' alla tirannia: un tiranno ristabilira' la pace, privando i cittadini del potere decisionale e della liberta' d' azione. Il governo del demos, fondato sull' amore della liberta', dell' uguaglianza e della fraternita', finira' percio' per governare sempre il suo contrario fatalmente.
La lezione di Platone si puo' trasferire al mondo d' oggi?
Credo di si'.
Il genere umano per la maggior parte non si rende conto di vivere nel regno delle ombre per il solo fatto di essere subordinati alle necessita' del corpo. Si crede libero, mentre e' piu' che mai prigioniero di una fatalita' che lo opprime. In alcune persone la sete di ricchezza e' tale che nulla puo' fermare la loro cupidigia, quando a regnare e' la ''liberta''. Per la grande massa, le catene della necessita' diventano percio' piu' strette che mai, senza che per questo venga fatta luce: manipolati in un primo tempo da coloro che si arricchiscono a loro scapito, lo saranno in seguito da coloro che promettono di dividere tutto. E quando queste promesse non valgono piu', e' ancora possibili distrarli (la tv generalista e ricreativa, i reality, oh quanto aiutano).
Per quanto sia difficile ammetterlo, la condizione umana e' tale che la maggior parte delle persone non uscira' mai dalla caverna.

Se mi permettete chiudo con una conversazione tra due partecipanti al festival della filosofia di Modena:

A- Dunque, caro, sembra che tu sia uno di quei tizi che pensano che non ci sia una verita' assoluta, che ogni verita' sia relativa.
B- Giusto.
A- Ne sei sicuro?
B- ASSOLUTAMENTE SI'.

Vale

Pier Luigi Zanata ha detto...

Naturalmente volevo scrivere Paideia e non Pideia (5° capoverso).
Vale

teoderica ha detto...

Caro Pietro , grazie ci si è talmente abituati a questi concetti che non si pensa a quando sono stati concepiti per la prima volta, alla meraviglia del nuovo di allora, a me sembrano tanto attuali oggi, che mi ci aggrappo con tutte le forze , mi aggrappo ai filosofi come un' assetata all' acqua perchè certe volte il mondo di oggi mi fa paura. Ciao.

teoderica ha detto...

Caro Pier Luigi spero non ti dispiaccia se faccio un post con le tue parole ma calzano perfettamente le mie idee,io non sarei riuscita ad esporle così chiaramente .Ciao.

Pier Luigi Zanata ha detto...

Teo, grazie. Non mi dispiaccio.
Buona serata
Vale

Anonimo ha detto...

Grande PLATONE, con lungimiranza ha sintetizzato quello che è accaduto a questo paese nel momento in cui la sinistra è andata al potere

Anonimo ha detto...

Commento al commento di Pier Luigi Zanata del 23 marzo (ma io sto passando di qui per caso...cercavo appunto il brano di Platone -grazie per averlo proposto)
"Grande Platone, nella sua lungimiranza aveva previsto il cavalier piduista."

No no no.
"Grande Platone, nella sua lungimiranza aveva previsto elementi come i piduisti"
che possono sedere a destra come a sinistra (qualcuno è anche stato in vaticano, purtroppo).
Io sono convinto che abbiamo assitito a come le logge massoniche regolano i conti tra loro,
e qualcuno è rimasto preso nel tritacarne
--
.______-- --_______
(-__-<_.\.|./.._>-__-)
..(.-_-<_.\|/._>-_-)
~~~~~~~ V