domenica 3 maggio 2009

CALENDIMAGGIO

Il concetto di folklore come insieme di documenti e resti del passato è molto vivo in Romagna, al ciclo della vita fanno parte il Calendimaggio o cantar maggio , che trae il nome dal periodo in cui ha luogo, cioè l' inizio di maggio, è una festa stagionale che si tiene per festeggiare l'arrivo della primavera. Si tratta di una celebrazione che risale ai Celti(festeggiavano Beltane ), Etruschi e Liguri che celebravano l'arrivo della bella stagione, essendo questi popoli molto integrati con i ritmi della natura. Dopo la " resurrezione " pasquale, c' era la necessità di rinvigorire le forze produttive della natura e con questo intento venivano piantate frasche , rami o addirittura alberi nei solchi dei campi, davanti alle stalle e davanti alle case, soprattutto quelle delle innamorate. Oltre al significato pratico di impedire l' accesso degli insetti all' interno delle abitazioni, tale consuetudine aveva un chiaro significato sessuale /generativo nel ramo che penetrava nella terra feconda.

5 commenti:

Annarita ha detto...

Sì, si festeggia infatti anche in Lombardia, Toscana e Umbria.

Un interessante approfondimento su Wikipedia nei Canti del Maggio:
http://it.wikipedia.org/wiki/Canti_del_Maggio

Bello e suggestivo il tuo dipinto:)

stella ha detto...

Molto bello il tuo dipinto.
Ignoravo l'aspetto sessuale.
Buona giornata, Teo!

teoderica ha detto...

Un abbraccio sia a Stella che ad Annarita. Buona giornata.

pietro d. perrone ha detto...

Sono molto belle le tradizioni popolari, che legano l'omo moderno alle sue radici, oggi che le radici sembrano spezzarsi dovunque, per avanzare in un presente continuo e senza speranza.
Sono spariti, stanno sparendo sia il passato, sia il futuro. L'uno all'altro legati indissolubilmente.
Più è profondo, lontano, l'uno, più è lontano ed alto l'altro.
L'unica cosa che secondo me è certa è che senza passato, senza memoria, e senza futuro, quindi senza speranza, l'Uomo non esiste più.
Nel presente astratto sparisce ogni caratteristica umana. Si diventa meno che bestie. Le quali, pure, conservano memoria ed addirittura la tramandano geneticamente adattando i propri caratteri e mutandoli nel tempo. Darwin docet.
L'uomo, immerso fino ad annegare, nel presente senza spessore, perde ogni coscienza del proprio essere.

Perciò amo le tradizioni popolari, la mitologia, la capacità di raccontare. Perchè in questo modo ogni cosa resta nella memoria, ma cambia ogni volta, rimandandoci al futuro, in cui speriamo di trovarci distesi ad ascoltare le nuove vecchie storie.

teoderica ha detto...

Ieri , sono andata alle letture dantesche, si parlava del XXIX canto del paradiso, quando arriva il carro trionfale con Cristo, seguito dalle virtù. Qui Dante esalta come virtù più importante la Prudenza, perchè senza la Prudenza le altre hanno meno valore. La Prudenza è raffigurata con 3 occhi, con uno deve conoscere il passato, con un altro il presente ,e con l' ultimo il passato.Come vedi Piero, Dante è sempre attuale.