mercoledì 20 maggio 2009

IL DUBBIO MEGLIO VIVERLO IN SENSO TEORICO

Pirrone di Elea( 360-275 a. C.) diceva che il dubbio andava coltivato in senso pratico. Ciò aveva strane conseguenze sulla vita quotidiana. Si dice che rifiutò persino di dire che una biga avrebbe o no potuto investirlo. Fu spesso salvato dai suoi discepoli in situazioni pericolose, in cui rifiutava di impegnarsi con giudizi di qualunque genere.Si dice che si lasciasse mordere dai cani affermando di non sapere se ciò fosse un bene o un male. Gli chiesero , visto che si faceva investire dalle bighe e mordere dai cani, - perchè non ti uccidi?- Ma la risposta era sempre la stessa : - come faccio a sapere se è un bene o un male ?-

4 commenti:

Pier Luigi Zanata ha detto...

Bel dubbio amletico. Come si fa a sapere se e' bene o e' male?
Platone scriveva, nel libro settimo della Repubblica, che alla definizione di 'bene' si perviene solo 'astraendola' da tutte le altre, dopo averle passate in esame ad una ad una. Sempre secondo Platone chi non riesce a separare l' Idea del Bene da tutte le altre, non ha conoscenza del Bene, e quindi non potra' vivere se non in una dimensione non filosofica, e, come dormendo e sognando, terminera' il suo sonno scendendo nell' Ade .
Aristotele affermava, tra l' altro, che il fine (telos) della vita umana fosse la conoscenza del bene, e quindi la felicita'. Anche Sant' Agostino, sette secoli dopo Aristotele, pensava che il telos della vita fosse sempre il bene, cioe' amare Dio.
Per un esistenzialista del ventesimo secolo come Martin Heidegger, il telos dell' uomo e' vivere senza negare la realta' della condizione umana, il bene e il male, e in particolare la morte.
La felicita', il bene, il male? Che cose
superficiali.
Una storiella
Un uomo in cerca del bene sente dire che il guru piu' saggio vive sulla cima della montagna piu' alta dell' India. Allora si mette in viaggio e attraversa colline e citta' fin quando raggiunge la montagna di cui si favoleggia.
Quando raggiunge la cima davanti alla sua caverna c' e' il guru.
''O saggio guru'', dice l' uomo, ''sono giunto da te per chiederti qual' e' il segreto del bene''.
''Ah si', il segreto del bene'', dice il guru. ''Il segreto del bene e' una tazza di té''.
''Una tazza di té? Mi sono arrampicato fin qui per scoprire cos' e' il senso del bene e mi dici che e' una tazza di té''.
Il guru scrolla le spalle: ''Allora forse non e' una tazza di té''.
Vale

pietro d. perrone ha detto...

Se non è la montagna che va a Maometto è Maometto che va alla montagna.
E' un pò come la storia del saggio guru indiano. Puro buon senso.
E' il buon senso che ci deve guidare.
Il buon senso ci indica quando diffidare. In pratica, quando non capiamo bene dobbiamo cercare di capire meglio. Quindi dubitiamo di quello che abbiamo capito e chiediamo meglio la strada per la verità.
Poi, sappiamo che i sensi ci possono ingannare. Per esempio, facendoci credere ce sia il sole a girare intorno alla Terra, e non viceversa. Oppure che il bene coincida con la ricchezza.
Quindi dobbiamo dubitare dei nostri sensi. Ma guidati dal buon senso ognuno di noi riesce a vivere degnamente la propria esistenza. E riesce a giustificare gli inevitabili errori di percorso con la Buona Fede.
Non credo che esiste una filosofia migliore.
Non amo il dubbio scettico, fine a sè stesso, incredulo, irridente.
Non amo l'atteggiamento dubitativo di coloro che non credono in nulla, pensando di giustificare così la rincorsa all'egoismo più sfrenato. Perchè è facile concludere che, se non si può credere a niente, allora si devono soddisfare almeno i propri desideri, ben vivi e chiari ad ognuno di noi.

Non amo neanche la filosofia ascetica, che predica il distacco totale da ogni cosa terrena. Esatto contrario dell'atteggiamento precedente, questo comportamento finisce per... buttare il bambino insieme all'acqua sporca.

Noi che siamo persone normali, dobbiamo dubitare di chiunque e qualunque cosa non ci appaia chiara e vera al giudizio delle nostre conoscenze. E dobbiamo sforzarci di capire come è fatto il mondo, ricercando la verità delle cose con l'umiltà di poveri uomini che si sforzano di cercare, pronti a scusarsi di tutti gli errori che possono commettere in buona fede.

Ma dobbiamo diffidare di chiunque e qualunque cosa si proponga come una verità preconfezionata, che non vuole farsi comprendere, ma vuole imporsi come assoluta, tradendo così l'esame del nostro giudizio che, solo, può darci indicazioni sulle cose in cui crediamo.

Buona Fede. E' ispirata al principio del rispetto per ogni altro uomo, alla simpatia per ogni altro uomo. Simpatia, significa essere certi che ogni uomo vive - gioisce e/o soffre - un destino comune con tutti gli altri. Rispetto, implica che ogni essere umano è l'immagine riflessa dell'Uomo. Per chi crede in Dio, l'Uomo è l'immagine riflessa di Dio.

Grazie, Paolissima mia, dell'occasione per fare qualche umile riflessione.

teoderica ha detto...

La felicita', il bene, il male? Che cose
superficiali.
Caro Pier Luigi, in questi tempi, ma forse in tutti i tempi è difficile distinguere il bene dal male, perchè come dice Umberto Eco noi a volte crediamo di fare il bene e poi col tempo risulta che abbiamo fatto il male,,,cosa ci salva? Il cercare di fare il bene se poi sbagliamo era non voluto, ma anche questo non va bene perchè allora si può giusticare tutto. allora che fare? La mia filosofia è cercare di mettermi nei panni degli altri , ma alla fine giustifico tutti. Il problema è insolubile a che fare col senso della vita eeeeeeeeeeee tu caro Pier mi hai raccontato la storiella che era già pronta per il prossimo post.....evidentemente ci somigliamo. Ciao

teoderica ha detto...

Sai Piero, in fondo noi siamo Dio. Se ci pensi siamo l' Uno ( il primo uomo) e l' Infinito ( l' umanità)siamo l' Uno e il Tutto, discendiamo dalla stessa persona tutti, chissà quale sarà la nostra evoluzione, se saremo dei robot oppure delle menti in grado di leggersi fra loro, in grado di distinguere il bene tenendo conto del passato, del presente ed anche del futuro con certezza, se scopriremo il senso della vita. Ciao.