lunedì 27 luglio 2009

CANTO DI JENO HELTAI ( 1871/ 1957)




Jenő Heltai (1871-1957)

CANTO



Sulla maestra via dell’indigenza

Viandante solitario mi trascino,

Colei che io amavo m’ha lasciato,

Non sono quanti amavo a me vicino.



Coloro ormai coi quali io sognavo

Fecero in porto un dopo l’altro capo,

Ed io la lotta eterna, l’odissea,

Posso ancora riprendere daccapo.



Battaglia grande, misera la gloria;

Ad ogni modo bella è l'esistenza!

La rosa da me colta è valsa sempre

La spina di cui aveva la presenza.

Parigi, 1900.

5 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Paola, ti copia una poesia di Jenò Heltai. Molto carina.
Leggila con un pizzico di ironia.
Volevo spiritosamente dedicartela.

CONFESSIONE

Noi non ci capiamo cara signora
mi dispiace molto a dirlo,
ma se non mi vuole come amante,
per altro non sono disponibile.

Per esempio per quello che lei
descrive entusiasta tante volte,
che io diventi l'amico migliore del suo tormentato povero cuore.

Migliore amico, perbacco,
è un incarico molto onorevole
ma io non sono abbastanza vecchio
e lei è maledettamente giovane.

Lei è piena di vita, profuma,
acceca, brilla e brucia, infiamma,
come potrei non desiderare il suo bacio
io che angelo non sono ?

E' tanto poco che desidero
e sebbene dividere non è bello,
che sia la sua anima di qualcun altro,
mi basterà il suo corpo.

Che abbia pure un amico,
con cui chiacchierare è un piacere,
ma quel matto e imbranato,
quell'amico non sarò io.

Che lui abbia tutto ciò che è poesia,
ed io quello che è concreto,
lui scioglierà i suoi problemi
mentre i vestiti solo io.

Che questo discorso è inaudito
per lei, non ne dubito affatto,
ma che ci capiamo bene signora,
questo è proprio necessario.

Che il Signore che dà bene e male
con le stesse mani,
dia per lei peggior morale,
o per me la migliore !


Eh ?
Ma cerca su google immagini la foto di Jenò Heltai.
Non somiglia al tuo disegno.
Più fascinoso il tuo.
Un pò bolso, lui, il meraviglioso poeta.

Annarita ha detto...

Non ho letto molto di questo autore ungherese, ma apprezzo la vena facile, elegante, tra ironico e sentimentale, del suo stile.

Intrigante e suggestiva la tua elaborazione grafica.

Bacioni
annarita

teoderica ha detto...

Caro Piero, arriverà prossimamente un ironico Cappuccetto rosso di Jeno Heltai che spiega la sua visione sulle donne.
Ma tu lo conoscevi già?
Per me è stata una piacevole sorpresa, mi piace la sua ironia allegra......ciao.
Sono contenta che ti piaccia la mia raffigurazione .....a me pare un po' strana..... ciao.

teoderica ha detto...

Un caro saluto a te Annarita.....ciao.

Gaetano ha detto...

Che devo dire Paola, grazie per, CHAPEAU, perché c’è dell’altro per farti meravigliare... forse.

Jeno Heltai è morto nel 1957 e il post relativo lo avevi programmato il giorno 26/07 prima di conoscere la magia del 57. Così hai detto.

A dire il vero questo intraprendente poeta (con le donne) - vedi “Confessioni” - non è che abbia avuto tanta fortuna per ottenere il successo. Ironia della sorte ottenne il premio Kossuth nel 1057, poco prima di morire. Dunque, può essere anche vero - per chi è superstizioso - che il 57 sia un numero infelice. Ma forse se le cercata proprio lui, chissà a causa della sua vanagloria con le donne, tant’è che in “Confessioni” comincia così:

Noi non ci capiamo cara signora,
mi dispiace molto a dirlo,
ma se non mi vuole come amante,
per altro non sono disponibile.

Da parte tua c’è da indagare sul tuo disegno che ritrae appunto una donna., che tu hai inteso legare al nostro Heltai, non è così?

Ti confesso che in proposito non mi sono preoccupato per niente di “vederci dentro”, perché una certa cosa, forse a riguardo, mi è stata servita su un piatto d’argento mentre facevo la ricerca sull’Enciclopedia per Heltai, come anzidetto.

Ebbene, sfogliando, mi si è presentata un’immagine di un dipinto che mi ha colpito per la capigliatura ricordandomi quella della donna del tuo disegno in questione.

Per questa immagine, che riguarda un’opera d’arte di un famoso pittore giapponese, Katsushika Hokusai, facendo ulteriori ricerche, ma sul web, sono incappato in un blog, il cui post ha per tema una leggenda legata al quadro in questione.

Il tema del dipinto (esposto a Bruxelles, Musées Royaux d'art et d'histoire) è così descritto dall’autore: Lo spirito di una donna appare in una lanterna semibruciata.

Ed ecco il testo del post (vedi qui):

MITI e LEGGENDE - OIWA (OIWA-SAN)

L'opera che vediamo nell'immagine è del famoso artista giapponese Katsushika Hokusai, nell'insieme trovo l'immagine grottesca e a tratti anche un po' impressionante... anche se mi ricorda lo stile di un manga (^^)...

Ad ogni modo ho scoperto che l'immagine si riferisce al mito di Oiwa, una povera donna che era stata sfigurata con il veleno al volto dal marito. La donna morì in preda alla follia e la leggenda narra che essendo uno spirito tormentato si ripresentava sotto varie forme (tipicamente quella di una lanterna di carta) per uccidere il marito e avere così vendetta.

Non dico altro, che per altro mi è stato suggerito dalla casualità, e dirai tu il resto... se c’è.

Sul 57 poi, aspetta a vedere un mio lavoro che esporrà a breve Annarita su Matem@ticamente. Si tratta del Countdown della fine del mondo... che con meraviglia Harry Potter scongiurerà con la sua “matematica” ben in linea con quella della prof Annarita Ruberto!

H.P. Alias Gaetano