venerdì 24 luglio 2009

LE CICALE IROSE

POESIA SEGNALATA DA GAETANO BARBELLA"http://www.webalice.it/gbarbella/


Sentimento nel tempo, la Morte mediata" di Ungaretti.
Canto Terzo
1932

Incide le rughe segrete
Della nostra infelice maschera
La beffa infinita dei padri.

Tu, nella luce fonda,
O confuso silenzio,
Insisti come le cicale irose.

10 commenti:

Gaetano ha detto...

Poesia A. Lugli - Sole a picco

...ma "il frinire pazzo delle cicale", "una mattina all'alba", "è soverchiato dall'iroso frastuono della trebbiatrice"...
Mancava la «TECNICA» alla "Morte mediata" di Ungaretti.


Sembra che le cicale nascoste fra gli alberi
invochino il sole, perché non le bruci vive. Non si
muove una foglia: in lontananza, le case della
campagna tremolano nella gran luce. In quest'ora
nessuno si azzarda a lasciare il fresco rifugio
delle stanze.
Soltanto un carro, laggiù, rotola all'ombra
dei pioppi, lungo il canale. Il rumore delle
ruote riempie tutta la campagna insieme con
il frinire pazzo delle cicale ed al
cinguettio continuo dei passeri.
Poi, una mattina all'alba, sono cominciati
i lavori della trebbiatura: sull'aia il gran polverone
glorioso nel quale si muovono le figure brune
dei contadini. Il canto delle cicale, sui pioppi del
torrente, è soverchiato dall'iroso frastuono della
trebbiatrice. Attorno al motore caldissimo,
puzzolente d'olio e di nafta, si aggira il meccanico,
asciugandosi ogni tanto i rivoli di sudore
che gli scendono per la nuca e sul viso.
Il sole si arrampica su per l'arco del cielo e
l'afa comincia a gravare sui campi.
Verso mezzogiorno i contadini
si rifugeranno all'ombra del portico,
per ristorarsi un poco.

Gaetano

teoderica ha detto...

Caro Gaetano, ti ho scoperto sai,.....tu sei ottimista, sei andato oltre e non credi più al nulla, quindi credi fermamente che la tecnica ci salverà, in fondo , in fondo ci credo anche io....ma molto in fondo.
Hai notato come la stessa inquietudine , l' eternità, serpeggi anche da Annarita e da Pier Luigi ?
Sì, che lo hai notato, hai lasciato interessanti commenti.
Ciao e buona domenica.

stella ha detto...

Teo, sento di abbracciarti!

Gaetano ha detto...

Ma è una TECNICA che si deve integrare con la natura e l'uomo con essa. Non si tratta di un uomo dotato di una eccezionale cultura tecnica, tutt'altro, anche se ne dà l'impressione. Non so dartene l'essenza poichè è uomo ed essenza stessa come quei due leoni cibernetici che sai. Una realtà paradossale come quella che ha scatenato la fantasia del “pittore matematico” Mauritius Cornelius Escher, per esempio.

Colgo fra le Poesie di Corolle, "Il trionfo del sole".

Il grano è maturo. Le bionde distese
di pianticelle ondeggeranno ancora
per pochi giorni.
Già si sente nei campi lo scoppiettio
sonoro delle mietitrebbie, le moderne
macchine capaci di tagliare il frumento
e di liberarlo contemporaneamente
dalla paglia e dalla pula.
Sui campi d'oro e sulle verdi
distese coltivate si leva intanto
il monotono frinir delle cicale.
il canto dell'estate, un inno al sole intenso
di questi giorni, che dà luce, vita, gioia.
Ridono, rosse e fresche nel banco
del fruttivendolo, le prime fette di popone.
Le fontane invitano a dissetarsi.
I giardini son tutti una festa di fiori e di colori.

Gaetano

teoderica ha detto...

Un abbraccio anche a te Stella. Ciao.

teoderica ha detto...

Sì Gaetano, ti capisco bene, infatti le cicale non sono più irose, sono solo monotone.
Ciao e sempre grazie per gli scritti che mi fai conoscere.
PS le tavole dei " due leoni" sono molto belle, non ci capisco molto ma lo sviluppo delle figure mi ricorda la bellezza tecnica e di metamorfosi di Escher .

Gaetano ha detto...

Cara Paola, non riuscivo a spiegarti sull'essenza del tipo d'uomo cui mi riferivo. Ora sì, giusto per essere in armonia con il mondo rurale delle cicale e della trebbiatrice col sole a sorridere compiaciuto. Ho avuto l'occasione di fare un singolare commento al blog di Maria, "Laboratorio di Scrittura". Leggi qui.
Buon fine domenica,
Gaetano
.

Gaetano ha detto...

Cara Paola, il cerchio si stringe sempre di più sulla TECNICA... e in modo magico (ma a me...)
Stai attenta ad un altro mio commento che questa volta ho rilasciato su Matem@ticamente, clicca qui.
Si parla su un numero, il 57 e della famosa data dei Maya, l'anno 2012. Viene annunciato Hrumachis (una forma di Horus), il Signore del doppio orizzonte (Est-Ovest), il Signore del Mahon di Horus-Maat. Ma si tratta di cose di Harry Potter! (In meccanica HP è il simbolo di potenza, ossia in italiano Cavallo Vapore che equivale a 0.736 Kw).
Gaetano

teoderica ha detto...

Caro Gaetano, l' essenza del tipo d' uomo a cui ti riferivi, me l' avevi fatta capire bene, non potevi scegliere argomento più chiaro che il commento lasciato al blog di Maria......la differenza della poesia dall' italiano al dialetto sta tutta nel suono/musica/mito antico del dialetto, anche se non si capisce bene il significato balzano al cuore le lettere nel loro addizzionare diverso , nella loro gutturale potenza..... certe volte per esprimermi uso parole dialettali perchè trovo che certune siano pregne di un significato intraducibile in italiano, traducendloe perdono la loro "freschezza".
Anni fa, Luisa Muraro ( filosofo teoretico allieva di Severino)parlando del "Bene"disse che di questo Ente non si poteva "filosofare" ma solo "dimostrare"e la "dimostrazione" era di solito nelle persone più semplici ed umili.
In quanto al 57 mi hai un po' spaventato, non ho letto per intero il tuo commento, sono saltata al blog di Annarita e da lì a Google per informarmi sul Liber Legis ( non sapevo cosa fosse)e ho trovato nientedimeno che un sito dei "bambini di satana". Poi invece ho capito che tu travestendoti da "maghetto"con molta ironia hai , briciola dopo briciola, legato l' impossibile al possibile dichiarando la vittoria della tecnica. CHAPEAU !!!!!!
PS tanto per stare , briciola dopo briciola, nota che l' autore del prossimo post Jeno Heltai è morto nel 1957 ........e il post lo avevo programmato ieri 26/07 prima di conoscere la magia del 57.
Ciao.....sono stata lunghissima , scusami.

Pier Luigi Zanata ha detto...

Carissimi e' bellissimo il crepitio delle cicale d' estate. L' inquietudine, l' eternita' sono, per quanto riguarda me, aspetti della vita. Inquietudine che, sempre per me, non significa tormento, ma essere sempre in grado di donare agli altri qualcosa di se'. Eternita' perche' il mio sogno ruggente nella mia mente, talora silenziosa, e' poter essere sempre compiacente e nobile, generoso, per poter colmare la vuotezza di questo nostro piccolo luogo, ma anche mia.
Felice e radiosa giorno.
Vale