giovedì 9 luglio 2009

L' UOMO CHE AVEVA DELLE IDEE 4 PUNTATA

" E' ben inteso , voi ci proporrete di acquistare questi nuovi proiettili..non è vero? Poi , quando li avremo acquistati ci annunzierete che avete ancora in serbo una corazza della qualità più resistente da opporre a codesti proiettili ...non è forse così?"
" Certamente." acconsentì l' inventore.
" E ce la venderete per un milioncino, poi immaginerete qualche altra diavoleria?"
" Senza dubbio ."
Il generale si strappò un ciuffo di capelli ed urlò .
" Maledetto! Voi ci avete trascinati in un tale imbroglio senza uscita che tutto il nostro paese sprofonderà ed andrà in rovina. Ma ditemi chi siete voi maledetto!"
Lo sconosciuto fece un balzo .Il suo volto pieno di intelligenza si abbuiò, mentre il suo labbro inferiore aveva un tremito di sdegno.
" Potete insultarmi , ma voi non diventerete per questo più intelligente , nè io meno. Come mi chiamo non ve lo dirò, ma io sono la Logica incarnata. Il vostro spirito è ottuso e perciò non potete subito intuire e comprendere come sia indifferente che il vostro Paese si rovini con gli armamenti in dieci anni, oppure in dieci minuti. Certamente io semplice Buon Senso , non ho niente a che vedere nelle faccende vostre . Ognuno è padrone di rovinarsi secondo il suo gusto e temperamento . A voi non basta l' animo di rovinarvi tutto in una volta senza tanti fastidi e grattacapi?"
E, tirandosi dietro con fracasso la porta, lo sconosciuto se ne andò. FINE

Arkadij Timofervič Averčenko
Scrittore russo (n. 1881 - m. Praga 1925). Redattore della rivista Satirikon, fu, prima della rivoluzione, uno dei più noti umoristi russi, a tendenza tragico-grottesca. I suoi racconti e feuilleton (romanzi di appendice), pubblicati prima nella rivista, sono raccolti nei due volumi Vesélye ustricy (« Le allegre ostriche », 1910) e Umorističeskie rasskazy (« Racconti umoristici », 1910). Emigrato dopo la rivoluzione in Francia, rivolse la sua satira non solo contro la rivoluzione, ma contro la stessa emigrazione di cui faceva parte: Rasskazy cinika («I racconti di un cinico», 1925).

10 commenti:

stella ha detto...

Bel racconto, insegna, quanto insega...se gli ottusi capissero!
Abbraccio Teo.

teoderica ha detto...

Grazie Stella......ti aspetto perchè prossimamente avrò un altro bel racconto.
PS ti piace il fatto che sia a puntate?
Ciao.

Gaetano ha detto...

Cara Paola,

occorrono "tanti occhi" per capire le cose fin dentro i suoi oscuri meandri. Arkadij Timofervič Averčenko, un russo nato nella rivoluzione del suo paese preso dalla satira, alla fine, dopo averla rivolta contro la rivoluzione, finì per la rivolgerla contro sé stesso e chi come lui cercò di sfuggirne ai suoi effetti devastatori. Ecco che si può cominciare a vederci nella storia dei due Leoni del racconto in questione, il ministro della guerra e l'inventore.

Ma aguzzando gli argomentati "occhi" (chi lo può, ma occorre essere "sensitivi"...), caso ha voluto che l'amica Annarita allestisse proprio oggi un posto speciale su Scientificando. Riguarda appunto uno "geniale" inventore non da poco, «Nikola Tesla, Un Genio Dimenticato» come titola ad hoc il post la solerte Annarita.

Dico subito che Nicola Tesla era un russo pure lui e per giunta suo contemporaneo. Per il resto della sua storia riporto l'anteprima del post di Annarita (vedi qui).

Nikola Tesla, Un Genio Dimenticato

Pubblicato 10/07/2009 alle 13:23 da nereide1

Cari ragazzi e cari lettori, come avrete appreso dal logo di Google, oggi ricorre l'anniversario della nascita di Nikola Tesla, (in cirillico Никола Тесла) (Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943) fisico, inventore e ingegnere serbo naturalizzato statunitense nel 1891.

Vi invito a leggere la corposa biografia messa a punto da wikipedia sul grande e sfortunato scienziato, che, dopo una lunga esistenza dedicata all'evoluzione della scienza e del benessere dell'Umanità, morì solo, povero e quasi dimenticato.

Solo pochi mesi dopo la sua morte, la Corte Suprema Federale degli Stati Uniti d'America gli riconobbe la paternità della radio, da lui contestata a Marconi. Ancora una volta la sua vita è coerente con quanto egli scrisse o disse: "Lasciamo che il futuro dica la Verità, e giudichiamo ciascuno secondo la propria opera e gli obiettivi"

Cara Paola, l'inventore di Averčenko non era il giusto Marte bianco che faceva al caso dell'ingenuo ministro della guerra del racconto. L'inventore era solo uno che aveva certe idee ma era cieco, non come l'altro commentato da Annarita (una matematica...). Di qui la nuova maschera che tu hai coniato.

Dove allora il "Buon Senso" di cui si arrogava quell'inventore del racconto? Era nell'altro russo, il vero inventore di cose reali e buone per l'umanità, Nikola Tesla, dotato di straordinari "occhi" (paranormali), ma ahimé, incapace di farsi valere al punto di finire i suoi giorni da «povero e quasi dimenticato». Un vero paradosso del destino degli uomini, non ti pare?

Il "Buon Senso" è una virtù molto diffusa, ma è come se fosse rara. Per fortuna il destino predispone anche coppie ben assortite dove può germogliare questa pianta virtuosa...

Gaetano.

teoderica ha detto...

Caro Gaetano, la mia raffigurazione ha gli occhi come due puntini,interrogativi, non si riconosce pienamente nè col generale nè con l' inventore, nè con la guerra ma neanche col nichilismo dell' inventore che sembra suggerire che forse è meglio non nascere , perchè prima o poi devi morire.
Tu hai portato l' idea della speranza con......l'altro russo, il vero inventore di cose reali e buone per l'umanità, Nikola Tesla, dotato di straordinari "occhi" (paranormali), ma ahimé, incapace di farsi valere al punto di finire i suoi giorni da «povero e quasi dimenticato». Un vero paradosso del destino degli uomini, non ti pare? No non è un paradosso chi è più " avanti" degli altri non sarà compreso perchè gli altri non riescono a vedere quello che vede lui.......ma saranno questi pochi, queste Cassandre che permetteranno i passi "giusti" per l ' Umanità.
Gaetano mi hai fatto un dono, il racconto mi piaceva ma il finale mi lasciava titubante, non ero daccordo ma non trovavo via d' uscita............tu me l' hai indicata : "Lasciamo che il futuro dica la Verità, e giudichiamo ciascuno secondo la propria opera e gli obiettivi"
Buona domenica a te e ai tuoi cari.

stella ha detto...

A puntate c'è più ansia...
Ma, se il racconto è lungo, va bene così lo si assapora maggiormente!
Buona domenica, Teo.

teoderica ha detto...

Grazie della risposta .
Cari saluti a te cara Stella.

Annarita ha detto...

Ho letto il racconto a puntate e non posso che concordare con Gaetano, Teo. Ho apprezzato molto anche il tuo commento sopra.

Scusa la brevità, ma dispongo soltanto di una connessione mobile, spesso ballerina che mi lascia in panne.

Un caro saluto e buona domenica.

stella ha detto...

Buona domenica Teo.

teoderica ha detto...

Un bacio ad Annarita e a Stella .
Mi piace pensarle entrambe serene e gaie.

Pier Luigi Zanata ha detto...

Arkadij Timofervič Averčenko illustra alla perfezione come l' uomo vada spesso, ahime' troppo spesso, contro il buon senso.
Evidenzia poi il discorso della guerra perpetua, dell' irrazionalita' bruta e nuda.
Felice e radioso giorno.
Vale