sabato 30 gennaio 2010

SONO UNA STELLA

Sono una stella - Hermann Hesse

Sono una stella del firmamento

che osserva il mondo, disprezza il mondo
E si consuma nel proprio ardore.

Io sono il mare di notte in tempesta
il mare urlante che accumula nuovi
peccati e agli antichi rende mercede.

Sono dal vostro mondo esiliato,
di superbia educato, dalla superbia frodato,
io sono il re senza corona.

Son la passione senza parole
senza pietre del focolare, senz’arma nella guerra,
è la mia stessa forza che mi ammala.

12 commenti:

Gaetano Barbella ha detto...

È Jacinto che ti attira nella sua orbita, cara Paola! Prova ne è questa poesia di un'anima turbinosa, Hermann Hesse.
Una stella del firmamento che tanto si lega ad una frase di un suo libro, "Knulp": "Non diventerò vecchio: io sono come una stella cadente".

Knulp

Il vagabondo è l’eterno protagonista dei racconti e dei romanzi di Hesse. Da Peter Camenzind a Siddharta il viandante per Hesse è l’espressione di una ricerca continua verso una felicità diversa, è l’anarchico che distrugge i valori codificati per costruirne altri, è il portatore di un impegno morale volto a liberare le potenzialità interiori inibite dai codici borghesi. Un personaggio chiave, senza patria e senza legami, perdigiorno e buono a nulla rispetto alla morale corrente ma invece instancabile messaggero di libertà, il cui sorriso anticipa la grazia malinconica dei vagabondi di Chaplin. Un libro tenerissimo che prelude al "vagabondo" Siddharta che incarnerà l’ansia di una ricerca assoluta, profetica e sacra. (Recensione di Mario Specchio che insegna letteratura tedesca all’Università di Urbino).

Non trovi somiglianza di Knulp con lo zingaro Jacinto? e con Hesse stesso?
Ci voleva questo post per rispondere a quello precedente.

Ciao,
Gaetano

sara ha detto...

Pensa, Teodorica,
ho un bel libro scitto da una mia amica giornalista, ftutto di una sua lunga intervista al figlio Ermann Hesse, molto molto interessante." Da Ermann Hesse al Paese delle nevi".
Bel post, davvero.

teoderica ha detto...

Ciao Gaetano, quando arrivi tu è sempre festa, una ricerca di felicità diversa, come un vagabondare libero tra le idee, mi dico, Paoletta stai coi piedi a terra, ma poi può l' ape resistere al fiore? Puo?
Tu mi commenti il re senza corona come il vagabondo, come lo zingaro, come pure Hesse .....bada bene sono figure che non amo ma da cui sono attratta.......prima di venire al computer stavo leggendo un libro sull' accidia (non ricordo nè titolo nè autore perchè io mi butto voracemente sul contenuto e solo dopo passo ai dettagli).....ebbene sull' accidia come malinconia,accidia che porta a vagabondare cioè andare senza sapere dove,un' accidia che è madre degli altri vizi capitali, un' accidia che ci riporta al peccato originale, un' accidia che ci porta ad altre vite vissute.......ho chiuso il libro e ne ho aperto un altro ( un saggio sull' arte islamica e l' arte bizantina)e leggo ......un tempo la figlia maggiore del beduino( altro vagabondo), quando i tempi erano "di magra", accompagnava in una passeggiata il padre, questi si fermava e si faceva aiutare per scavare un pozzo, scavato il pozzo il padre la gettava nella fossa e poi velocemente la ricopriva di terra.......ho chiuso il saggio pensando come non essere triste, forse ero un tempo la primogenita sepolta viva, forse tutte le primogenite risentono la paura che hanno provato con la terra in bocca e l' aria che manca ed il dolore perchè è stato tuo padre.
Vado al computer, e a questa macedonia di tristezza si aggiunge .......Nikola Tesla....sì qualcuno proprio prima di venire al computer mi dice Tesla....non conosci Tesla chiedilo a Gaetano lui lo conosce certamente..........ho vagabondato nel web, ho trovato Tesla eeeeeeeeeeeeeee mi ha affascinato, devo approfondire.
Dopo tutto questo zigzagare, sai che ti dico Gaetano...... mi tengo occupata nella vita reale, così sto lontana dai vizi ( solo quelli peggiori)e vagabondo nel web.
Che ne dici????????????????????????'''''''
Ciao Gaetano, buona domenica e forever thank.

kicca ha detto...

Ciao Cara ,in una sola parola bellissima :)
Ti auguro una buona domenica
baci
kicca

teoderica ha detto...

Ciao Sara, H. Hesse è stato anche un valido acquerellista, ho avuto la fortuna di vedere i suoi paesaggi in una mostra a Ravenna......ti dirò che era un ottimo colorista dai verdi molteplici.
Buona domenica.

teoderica ha detto...

Kikka.....una poesia anche un poco femminile, non trovi?
Un poco androgina.
Kikka che la domenica sia per te una......Kikka.
^_ì

kicca ha detto...

Sono tornata ,per ringraziarti del commento e per dirti che la cosa è reciproca ,sai le persone vere le si percepisce subito e tu mi arrivi come tale .

ribacio
kicca

Annarita ha detto...

Questa poesia ripropone con toni, che trovo struggenti,il tema di fondo del pensiero hessiano, che è quello dell'uomo errante, dell'uomo che cerca.

Dal verbo suchen (cercare), i tedeschi fanno il participio presente, suchend, e lo usano sostantivato, der Suchende (colui che cerca), PER DESIGNARE QUEGLI UOMINI CHE NON S'ACCONTENTANO DELLA SUPERFICIE DELLE COSE, MA D'OGNI ASPETTO DELLA VITA VOGLIONO RAGIONANDO ANDARE IN FONDO, e rendersi conto di se stessi, del mondo, dei rapporti che tra loro e il mondo intercorrono. Quel cercare che è già di per sé un trovare, come disse uno dei più illustri fra questi "cercatori", e precisamente sant'Agostino; quel cercare che è in sostanza vivere nello spirito.

Suchende sono quasi tutti i personaggi di Hesse: gente inquieta e bisognosa di certezza, gente che cerca l'Assoluto, ossia una verità su cui fondarsi nell'universale relatività della vita e del mondo, e tale assoluto trovano - se lo trovano- in se stessi. Facendo uso di un titolo pirandelliano, si potrebbe dire che "trovarsi" è l'ansia costante di questi personaggi: pervenire a quella consapevolezza di sé che permette alla personalità di realizzarsi completamente e di vivere, allora, realmente, quelle ore, quei giorni, quegli anni che vengono di solito sciupati nella banalità quotidiana di una esistenza "d'ordinaria amministrazione".

Massimo Mila

Io mi sento molto vicina ai personaggi hessiani, Teo. Il mio affermare che è pressoché impossibile verificare, quel che paopasc cerca di verificare, nel suo penultimo post, si riferisce a questa condizione umana in cui io mi ritrovo.

L'essere uno-nessuno-centomila è una considerazione da intendersi in ottica pirandelliana, condizione che è dell'uomo.

Non vi è necessità di precisare (per quel che mi riguarda) che tu sei così nella vita reale come nella vita virtuale perché stai asserendo proprio ciò che io penso essere vero.

Un abbraccio domenicale

ps: qui trovi Nikola Tesla, un genio dimenticato, su Scientificando.
annarita

teoderica ha detto...

Grazie del lungo commento che hai lasciato.......questo uno, nessuno, centomila è talmente bello ma talmente difficile......la curiosità ti afferra in mondi in cui tutto è possibile, io credo che siamo un po' tutti hessiani.Paopasc tenta di verificare una cosa impossibile...è vero, non è vero, perchè in quell' uno, nessuno, centomila c'è una parte di verità, si cerca di esprimere quel momento pensante, in quel momento è vero, ma può essere vero anche dopo, siamo un puzzle ed i pezzi sono tanti ma nessuno va scartato......cara Annarita quello che mi piace del web è che mi da un sacco di idee...balzane......forse....ma comunque consolatorie......uno, nessuno, centomila e perchè siamo così.....forse perchè abbiamo altre vite in noi....... e poi mi viene in mente ( chissà perchè)la torre di Babele, se il linguaggio universale di un tempo fosse stata la mimica facciale???? Mah, termino qui altrimenti chissà dove vado a finire, sono reduce da una ricerca su Tesla(scienziato, fantascienziato o.....)ora vado al link che mi hai segnalato......GRAZIE.
Buona domenica e fruttifera settimana lavorativa.
^_^

teoderica ha detto...

Che puzzle......sono di ritorno dal tuo link Annarita......Il nome Tesla quando ieri sera mi hanno detto....il tuo amico Gaetano lo conosce....mi rimbombava in testa, non ero capace di annodare i fili.....e tu hai fatto luce Annarita......il fatto che Tesla io lo associavo agli UFO, e al Raggio e ad un esperimento che Marconi fece per il Duce.......un calderone di fili......un calderone di fili in cui il ridicolo ha buon gioco........in questo calderone rientra anche l' Islam ed uno strano libro che ha scritto Buttafuoco.............ciao Annarita è meglio che vada a farmi un caffè.
^_.

kicca ha detto...

Ciao Cara grillo parlante,da me puoi parlare quanto ti pare ,senza problemi ,se guardi il mio blog è un parlatorio e ci trovi di tutto ,ma a me piace cosi .
Tornando al post...io sono fatta cosi ,sono una che incassa e soffre dentro ,poi se mi incontri per strada ,manco tenen accorgi perche' sembro l'immagine dell'allegria ,ma in qualche modo devo sfogare e io lo faccio cosi ,mi siedo e scrivo .
Si dice spesso che la vita non è tutta rose e fiori ,io i fiori non li ho manco mai visti nella mia .

Grazie del passaggio
e buona giornata

kicca

teoderica ha detto...

Come non hai mai visto fiori nella tua vita.....il FIORE sei TU.
^_^