mercoledì 29 dicembre 2010

I VIAGGI DI GILLES ( racconto incasinato)

S ANTONIO da PADOVA 23 puntata

Per una catena di S. Antonio, il mio Gilles perse la fama.

Le cosiddette catene di sant’ Antonio sono un sistema per propagare un messaggio inducendo il destinatario a produrne molteplici copie da spedire, a propria volta, a nuovi destinatari. A volte sono bene augurali a volte contengono minacce e superstizioni e come un virus si propagano senza fine. Anche se a volte sono simpatiche e ben fatte è bene non cadere nel tranello perché sono comunque un entrare in casa degli altri senza chiedere permesso.

Ora vi devo parlare di sant’ Antonio l’ ispiratore delle catene. Vedrete che il discorso sarà un po’ confuso, ma chi mi ha letto sino a qui, si sarà reso conto di essere in un coacervo di caos. Le catene sono ispirate al santo più venerato ma io non so scegliere fra i due Antonio, cioè fra quello di Padova e l’ Antonio eremita .

Ambedue i santi hanno forti legami con la Romagna e quindi anche con me.

Sant’ Antonio da Padova nasce nel 1195 a Lisbona il 15 agosto, nel 1220 viene ordinato sacerdote poi scosso per l'uccisione di cinque frati francescani missionari in Marocco, chiede e ottiene di farsi francescano e di partire in missione. Appena arrivato in terra africana, una strana malattia infrange il suo sogno ed è costretto a ritornare. La nave sulla quale si era imbarcato, per evitare il naufragio è costretta ad approdare in Sicilia. Da qui parte per prendere parte al Capitolo generale dei francescani, ad Assisi. Antonio incontra san Francesco. Frate Graziano, ministro generale della Romagna, conduce con sé il frate portoghese, affinché celebri la santa Messa ai Frati del romitorio di Montepaolo. Questo eremo esiste ancora, è quello raffigurato nella foto, qui vi è conservato una reliquia del santo e vi sono due percorsi esterni : il Sentiero della Speranza con pannelli che rappresentano la vita del Santo e il Viale dei Mosaici dove é raffigurata la storia di Montepaolo. E' qui, a Montepaolo che Antonio vive da eremita la regola francescana. Nel 1222 il 24 settembre, in occasione di una ordinazione sacerdotale celebrata a Forlí, deve tenere, per obbedienza, un sermone, che fa un'enorme impressione. Cosí comincia la sua grande epopea di predicatore, di docente e di ministro dell'Ordine. Di qui la sua predicazione si estende a tutta l'Italia settentrionale e alla Francia meridionale.
Nel 1224 diviene insegnante di teologia nelle scuole di Bologna e di Montpellier. Nel 1226 è custode della provincia di Limoges e poi ministro provinciale della Romagna. Nel 1230 provato dalla malattia, si ritira a Padova, nel convento di S. Maria Madre del Signore. Qui si dedica alla compilazione dei Sermoni. Il 13 giugno 1231 muore.


immagine: Eremo di Montepaolo

11 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Sant'Antonio è il santo che ha il dono dell'ubiqità.
Si dice che mentre predicava in chiesa un suo doppio, un alter-ego, faceva la carità ai poverelli in piazza.
Credo sia successo, il miracolo, a Padova. Ma non ne sono sicuro.
Questo è quello che so, a parte le notizie che hai pubblicato tu, più sopra.

Comunque, non risultano, almeno a me, legami del santo con le famose catene.
Almeno per quanto ne so.
Io, per parte mia, continuo a fermarle, quando mi arrivano.
Sono curioso e le leggo. Ma poi desisto - qualche volta, resisto - dal continuare.
Sbaglio?
Chissà.
Io, lo so, sono piuttosto a-sociale.

Un abbraccio.

pietro d. perrone ha detto...

P.S. Prima di Capodanno ci facciamo gli auguri.

hector49 ha detto...

Auguri a tutti e, se volete, potete leggermi il 3 gennaio sulla Voce di Romagna, in un beneaugurante siparietto. Vi aspetto tutti in edicola lunedì 3. Sì, anche e soprattutto tu, scassabobli Paola. Dai che mi diverto....auguriiiii Ps alle catene non credo, mi incutono, non so il perchè, il terrore, le trovo barbare....mi scuso con i seguaci ....

teoderica ha detto...

Caro Piero,
mi hanno incuriosito le catene, ci sono incappata, ed il Gilles ha fatto ricerche, che scoprirai più avanti nel racconto se vorrai.
Certo che vanno cestinate perchè rompi la catena ma hanno anche il fascino della gioventù, ai tempi nostri c' erano una moltitudine di catene che oggi sono rifiorite su internet, perchè?
BOH!
Gli auguri te li faccio già oggi te li vengo a portare da te.
Bacioloni.

teoderica ha detto...

Caro Ettore,
fossi per me ti leggerei tutti i giorni, dì al tuo direttore che ti faccia scrivere un po' di più perchè la Voce sta perdendo smalto, è un po' di giorni che non trovo niente di interessante, spero nel 3 gennaio.
Non volendo hai trovato l' aggettivo giusto, le catene sono di origine barbara, druidica direi.
Dopo aver perso la fama il Gilles ha fatto serie ricerche.
Augurissimi.

Annarita ha detto...

Cara Paola, ricambio con affetto i tuoi splendidi auguri. Che il 2011 possa soddisfare i tuoi desideri.

Un abbraccio.
annarita

Jose Ramon Santana Vazquez ha detto...

...traigo
sangre
de
la
tarde
herida
en
la
mano
y
una
vela
de
mi
corazón
para
invitarte
y
darte
este
alma
que
viene
para
compartir
contigo
tu
bello
blog
con
un
ramillete
de
oro
y
claveles
dentro...


desde mis
HORAS ROTAS
Y AULA DE PAZ


COMPARTIENDO ILUSION
TEODORICA

CON saludos de la luna al
reflejarse en el mar de la
poesía...


AFECTUOSAMENTE : OS DESEO UNAS FIESTAS ENTRAÑABLES 2010- Y FELIZ AÑO 2011 CON TODO MI CORAZON….


ESPERO SEAN DE VUESTRO AGRADO EL POST POETIZADO DE ACEBO CUMBRES BORRASCOSAS, ENEMIGO A LAS PUERTAS, CACHORRO, FANTASMA DE LA OPERA, BLADE RUUNER Y CHOCOLATE.

José
Ramón...

teoderica ha detto...

Grazie Annarita ed un caldo abbraccio per tutto il 2011.

teoderica ha detto...

Estimado Ramón, yo estaba muy impresionado por la visita que has hecho a mi blog.
Sorprendido y feliz en su personalidad dulce y hermosa.
Un regalo por valor de cierre del ejercicio sinceramente quiere 365 días de luz y amor el nuevo '.
Yo te doy uno de mis poemas favoritos.
Feliz Año Nuevo.

Il più bello dei mari


Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli

non è ancora cresciuto.
Il più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.


Nazim Hikmet

teoderica ha detto...

Commento di Gaetano Barbella

Paola, pensa un po' alle "catene del Dna", se si ha tanto da dire per spezzare le tante mistificanti "catene di S. Antonio"!

Le cose stanno così, immaginando che la forza di dissuasione, per tenere a bada le catene di S. Antonio, sia per le catene del Dna una certa fonte di energia.

Praticamente, tutti gli atomi (che uniti insieme all’interno delle cellule che formano il corpo di un essere vivente), hanno tra loro (nel formare la catena molecolare), una "forza" di unione o di legame che permette di creare una catena molecolare (di DNA, di Proteine, di Mitocondri, di Enzimi ecc.).

Se l’Energia E = m x c2 assunta dall’atomo (che partecipa alla formazione della catena molecolare) nel suo movimento obbligato, causato dal CEM (Campi Elettro Magnetici) ambientale penetrato all’interno della cellula (proprietà SUSCETTIVA dei materiali ferromagnetici), è superiore alla forza di unione che l’atomo ha (con l’atomo precedente e quello successivo) nel formare la propria catena molecolare di appartenenza, la stessa si "rompe" perdendo tutta o in parte la sua capacità biologica, determinando una alterazione biologica della cellula cui appartiene o è inserita. Naturalmente la o le catene molecolari così interrotte, possono riunirsi o riformarsi casualmente tra loro dando origine (se il fenomeno si ripete in modo simile o analogo in molte cellule, alle più imprevedibili "malattie" quali i TUMORI. In effetti, esistono moltitudini di TUMORI biologicamente differenti e la rottura casuale di catene molecolari (a opera del CEM ambientale penetrato nelle cellule) e la ricombinazione casuale di tratti di catene molecolari interrotte, può nel tempo originare i più casuali TUMORI!

Fonte: http://www.militarieuranio.com/intro-ita.htm

Dunque a certe catene da non spezzare mai. E poi ci pensa da solo il Dna a spezzarsi, ma per uno scopo assai importante.
Quando la cellula si duplica, la lunga catena del DNA si spezza in filamenti più piccoli: i CROMOSOMI, l’uomo ne ha 46
La divisione cellulare non è, quindi altro, che una duplicazione, cioè un raddoppiamento di tutte le strutture esistenti. La prima cosa da duplicare è il DNA alla cui duplicazione corrisponde quella dei CROMOSOMI.

Dimenticavo un'altra catena, quella degli auguri di questi giorni che è ben accetta.
Auguri dunque, Buon 2011 in arrivo, ma senza radioattività moleste!

Gaetano

Simpatica la catena di Jose Ramon
Vivir siempre vivir! Un augurio che vale, e che ti giunge dalla Spagna, pensa un po'!

teoderica ha detto...

Caro Gaetano,
il tuo commento arriva puntualmente là dove duole il dente . Perchè la catena è vista da un lato come negativa e malefica e dall' altro lato è positiva e benefica?
Perchè inizia augurando e termina maledicendo?
E se avesse un fondo di verità?
In fondo si sa ormai che non siamo al 100 per 100 razionalità, anzi l' irrazionalità dilaga, embè alcuni dicono che lo stesso pensiero espresso da tante persone può persino avverarsi.
Ma sai che ti dico Gaetano la prossima catena la invierò 10 volte a me stessa, così avrò fatto l' invio senza scocciare nessuno ed avrò salvato capra e cavoli.
Buonanotte Gaetano.

PS la catena di Ramon è stata una piacevole sorpresa.