lunedì 20 dicembre 2010

I VIAGGI DI GILLES ( racconto incasinato)

22 puntata


Ci fu un altro pomposo contatto, da un importante critico d’ arte. Un critico coi fiocchi, di quelli che hanno un curriculum lungo, lungo che incute soggezione solo a guardarlo. Con modi professionali e tecnici, senza ombra d’ ironia , né calore, si degna di osservare il Gilles , perché forse potrebbe portarlo in Giappone. Il critico si occupa di promuovere l’ arte italiana nel paese orientale dei peschi e delle peonie e dei draghi ( peschi, peonie e draghi ne abbiamo tanti anche in Romagna) e forse può interessargli anche il mio lavoro artistico. Mi lascia il suo indirizzo e-mail, riservato e per pochi, e mi lascia in quella specie di brodo di giuggiole in cui il solito io prepotente e potente aspira alla fama.

Sarebbe un bello schiaffo per quelle persone che disprezzano il mio lavoro, non dico che debba piacere, ma solo riconosciuto che cerco di mettermi in gioco con tutta me stessa.Mi sembra impossibile però che io sia una vera artista , sono così poco tecnica, così incostante, io mi considero una scassabubbole, che non so bene cosa significhi, ma mi piace la parola.

Il Giappone sarebbe anche un bel viaggio per il Gilles, che fino ad ora, doveva andare a Ravenna, poi a Roma, a Milano ed invece non si è mai mosso.

In mezzo a questi sogni di fama, mi arriva nella posta elettronica una specie di catena di Sant’ Antonio. Questa catena ha aforismi sul vile denaro che non compra nulla, il denaro compra l’ artificio e non l’ arte. Di solito cestino queste catene, ma questa ha svegliato in me, una specie di furore irrazionale e l’ ho inviata agli indirizzi della mia rubrica, ai miei amici ed anche al famoso critico.

Neanche cinque minuti e mi è arrivata la risposta del famoso critico: “ Questo è un indirizzo di lavoro, sono costretta a negarle l’ accesso in quanto lei è una persona irresponsabile e sciocca.”

Addio sogni di fama.


immagine: Gilles

9 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Sic transit gloria mundi!

Ma poi come continua la tua storia ?

teoderica ha detto...

Piero,
le puntate sono 37, non ti posso dire come continua, ma la catena di Sant' Antonio l' hai ricevuta pure tu...ti ha portato sfortuna o fortuna?
In quanto alla fama non la cerco, ma se qualcuno mi viene a stuzzicare ...cado.
Ciao,ti sto scrivendo con sottofondo musicale di Handel...ti piace?

pietro d. perrone ha detto...

Mi piace Handel. Si.
Le catene di s. antonio non le continuo mai.
intanto continuerò a leggere le altre puntate, ce ne saranno altre 15, se non sbaglio, no?
Sarò fedele lettore.
(Se volevi leggere del miracolo, vai da me, l'ho rimesso a posto).

Gaetano Barbella ha detto...

Si sta divagando sugli astrali contorni del “destino” di Gilles, e ci si occupa invece della cornice di questo quadro. È così importante? o è il quadro che va visto, ma occorre “saper vedere”.
Gilles - come ho fatto notare – racconta la sua storia e parla con le mani che sono lì a sostenere un gran peso, il volto .
Tu, Paola, hai disegnato quelle mani e riconosci che sono la cosa più difficile da riprodurre e soggiungi fra parentesi – quasi ti vergogni – « (mi rosolo al fuoco dell'invidia più ardente quando vedo un pittore che ritrae bene le mani) ».
È vero, e infatti si intravede benissimo la tua grande sofferenza nel rappresentarle con le nocche, una contro l'altra (le dita è come se si rifiutassero di chiudersi in sé). Avresti voluto eseguirle a regola d'arte come volevi con tutte le forze, ma non ci sei riuscita. Già questo fa capire che in te si svolgeva una violenta contesa.
Ma è proprio vero che non sei capace di rappresentare le mani in modo corretto? Ti dico di no, non è vero.
Se vai indietro con i tuoi post e ti fermi a venerdì 5 dicembre 2008, dovresti trovare pubblicato (ma non lo troverai perché hai cancellato tutto) uno scritto dal titolo « NEL CALDERONE DI MORGANA » ed esponi un tuo disegno intonato sul verde. Guarda caso qui ti ritrai col volto coperto in parte da una mano ben fatta e sbirci fra il medio e l'indice.
Non importa il tema del post, ma tutto ciò che si correla al tuo volto celato con la mano. A Pietro spieghi così: « … Per la parte iniziale del post, fai conto che mi sia nascosta in una caverna per la vergogna... ».
Ecco già la vergogna, cui mi riferivo, nel credere di non saper disegnare una mano. Ma che però non si riscontra nel caso appena detto, e allora come si spiega?
È vero che i pittori devono saperlo fare nelle tante posture possibili, ma allora, pur ammettendo la tua difficoltà di essere una brava pittrice – cosa che non sempre implica essere artista – può essere che qualcosa si ribellava attraverso le mani che non “obbedivano” per concepire la postura a nocche in contrasto che tu volevi a tutti i costi. Cercavi, con quella postura, di esprimere una dichiarazione di guerra, giusto in relazione al genere di uomo-animale in quel gallerista milanese.
Errare è umano, ma persistere è diabolico. Infatti, in seguito, hai rivolto una lettera della “catena di Sant'Antonio” contro chi poteva farti vendere il Gilles vantaggiosamente e non senza poter ottenere la fama che agognavi. E così sei rimasta con le pive nel sacco oltre a subire, come un macigno, il severo giudizio del famoso critico.

Continua

Gaetano

teoderica ha detto...

Gaetano Barbella ha detto...

Seguito

Tuttavia, tornando indietro nel tempo, è vero anche che tu stessa hai manifestato la tua debolezza nel post “Nel calderone di Morgana” e le mani in questione sono la tua “caverna”.
Quelle mani considerale come la grotta di Betlemme dove non ci deve essere vento di guerra, visto che siamo sotto Natale. E poi tu stessa, Paola, hai detto, non ricordo in che occasione, che ti piace essere la fata Morgana, la fata buona.
Tutto questo per dire che sei buona dentro e perciò non c'è verso che ci sia disposizione a crociate contro i saraceni. Le tue mani obbediscono a lei e non a chi ti sobilla accanto.
Dove la risposta al seguito di queste mani di fata Morgana, e dunque il seguito del racconto?
Sul tuo blog il post suddetto l'hai cancellato e quindi anche la prova delle mani ben fatte da te, ma
se sfogli fra le tue cose, troverai un mio scritto a seguito di questo post. “Diario del Capitano – Data stellare 200901.06" che ho pubblicato sul mio sito – vedi:
qui.
Lo scorcio che ti riguarda:
« … Si tratta di un post di un Forum del web, quello di Teoderica, in cui si presenta una figura all'insegna della fata Morgana e il titolo è appunto "Nel calderone di Morgana". Purtroppo questo post non compare più sul web perché l'amica Paola (che si faceva chiamare Teoderica dai convenuti al suo blog, ma poi no) ha deciso di cancellare ogni cosa del suo blog e cominciare daccapo, precisamente il 18 dicembre scorso con il post "Più forte della morte è l'amore". Tuttavia ella mi ha chiesto di pubblicare un mio studio sull'immagine da lei prodotta per il post suddetto, ora non più, che le avevo inviato per posta elettronica... ».
Dunque, eccola lì la risposta, "Più forte della morte è l'amore". Giusto in coincidenza con l'eclissi totale di luna di ieri, un fenomeno davvero eccezionale, che dall'anno 1 d.C. ad oggi è capitato una volta sola, il 21 dic. 1638, il successivo ricapiterà il 21 dic. 2094. Un'occasione da non perdere! per il racconto, ovviamente.
Gaetano
22 dicembre 2010 09:08

Ciao e buon Natale a te e famiglia, per l'auspicato NUOVO suddetto,
Gaetano

teoderica ha detto...

Gaetano,
credevo che l' idea dei " I viaggi di Gilles" fosse nata da sola ed invece...
invece c'era dentro di me non solo il " calderone di Morgana" ma anche Il "mio capitano".
In quei giorni, cancellai tutto, come cancellare la mia vita e riscriverla di nuovo e tu mi inviasti quel piccolo capolavoro " Diario del Capitano" ed io ti chiedevo ma chi è il mio capitano, avevo smarrito i miei valori, perchè non erano riconosciuti, come dicevo nel post, il sacro per essere tale va riconosciuto.
Pure nella confusione pubblicai però " Più forte della morte è l' amore" bè Gaetano lo dico silente, forse l' amore vero cioè scevro da motivi egoistici vince, ma diciamolo molto silentemente perchè non è mai sicuro...ma va bene così, il fuoco ti brucia perchè tu poi così stai attento, ma se sei mosso da amore non ti importa di niente neanche della morte, non ne hai più paura.
Ciao e buon Natale anche a te Gaetano.
PS quando accade il Nuovo sul momento non ti accorgi che lo stai vivendo.
NB e per stare con il magico, ieri l' eclissi mi ha portato l' oscuramento con NY, niente corrispondenza nel web col Nuovo Mondo, chissà forse ho finito di essere straniera a me stessa.

hector49 ha detto...

Con tutta la simpatia, aveva ragione il critico. Mai inviare catene, ti rende simile alla massa. Ciao scassabobli...

teoderica ha detto...

Caro Ettore,
è stato lo stratagemma per fregare l' IO prepotente che aspira alla fama, ci vuole coraggio per inviare una catena di S. Antonio ad un critico famoso, impegnato e radical chic...è per questo che l'ho inviata anche agli amici...per verificare le reazioni.
Baci.

hector49 ha detto...

Auguri e speriamo che si avverino i tuoi (e i miei) desideri. Alla Voce c'è una speranza in più, un nuovo inserto, ma io, coaduivato dal fratello (male...Stefano) mi sa che me la sono giocata, poi ti dirò. Dalla fama alla ....fame...? Ciao e auguriiiiii