mercoledì 8 dicembre 2010

I VIAGGI DI GILLES ( racconto incasinato)

19 puntata


Ci fu un importante contatto con una galleria di Milano.

Il proprietario di questa galleria, un commerciante d’ arte, aveva visto il Gilles esposto e sembrava esserne innamorato.

“Questo, se lo porto a Milano, si vende subito, qui non è apprezzato, sta tornando in auge il figurativo, il tuo Gilles è molto espressivo , ne hai altri?” Mi disse. Il gallerista milanese.

“ Certo occorre un buon catalogo, con la prefazione di un noto critico, e poi tenere il prezzo alto, perché funziona così, più costa e più vale, ma questo non è il posto per parlarne “ continuò lui.

" Certo occorrerà qualche soldino, perchè un critico famoso costa, ed è il nome che fa vendere, ma perchè fai quella faccia?"

" Io soldi non ne voglio spendere."

" Si può fare lo stesso qualcosa, ma questo non è il luogo per parlarne, occorre un posto con un po' di riservatezza, magari a casa tua." insiste il gallerista.

Cincischiai, un poco, ma poi il solito vermiciattolo avido di lodi, mi costrinse a cedere, deridendo le mie ansie paurose.

Eppure una specie di sesto senso mi incuteva timore, il solito serpentello della paura del nuovo, mi dissi, la ragione insisteva nel dirmi: " ma di cosa hai paura", ma la lotta fra il vermiciattolo avido di lodi ed il serpentello della paura si volse a favore del primo e sbottai:

" A casa mia , ho dei lavori in corso , possiamo incontrarci in un locale tranquillo".

Fissammo un appuntamento in un bar, nella piazza centrale di Ravenna.


immagine: Gilles

4 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Brutta storia, comincia male, questo episodio di modernità.
Mercato e merci prevalgono su arte ed artisti.

Chissà come va a finire?

Comunque, io avrei concluso allo stesso modo "possiamo vderci in un locale tranquillo!".

Un bacio, Pà.

teoderica ha detto...

L' arte è un mercato ed anche uno dei più disonesti, questo è quello che penso io,oggi tutto è una merce...se poi vendiamo anche noi stessi, allora abbiamo venduto tutto,e disperati compriamo tutto, l' antidoto è non vendersi ma è difficile non vendersi.
Ciao ...ti soffio un baciotto.

Gaetano Barbella ha detto...

Non fare i conti senza l'oste, quello di turno ovviamente, il quale può anche bandire le trame del "mercato" e gli "incontri" di notte tempo.
Può essere che il "Gilles" in questione gli possa piacere e far felice in modo straordinario il possessore, senza mercanteggiamenti e alla luce del giorno.
Ti è piaciuto da morire il numero 22 e la sua"metà", l'11, fra poco meno di un mese si appressa il 2011, pensa un po', cara Paola.
2 volte 11 con un bel "rosone" di possibilità!
Ciao,
Gaetano

teoderica ha detto...

Ma se dividiamo il 22 in due parti otteniamo il 2 e se facciamo altrettanto con l' 11 otteniamo 1 e quindi il famigerato 12 ovvero 2012...tanto per giocare coi numeri.
Vedremo avanti col racconto se il Gilles partirà per Milano, in fin dei conti il titolo è "I viaggi di Gilles", a Roma non è voluto andare, ma la vita a volte è ironica e non fa viaggiare chi voleva farlo e fa viaggiare chi non voleva farlo...c'est la vie.
Un abbraccio.