sabato 11 dicembre 2010

I VIAGGI DI GILLES ( racconto incasinato)


PIAZZA del POPOLO 20 puntata


La piazza centrale di Ravenna è chiamata Piazza del Popolo, ha anche altri nomi, ma questo è quello che più le si addice perché è un luogo che attira i ravennati all’ incontro come le api sono attirate per il miele. Non ho citato a caso le api , in quanto qui si ergono due colonne su una delle quali vi è sant’Apollinare( patrono della città) il cui simbolo sono le api, simbolo di eloquenza. Sull’ altra colonna vi è San Vitale.Le colonne erette davanti al palazzo comunale dai veneziani nel 1483, hanno il basamento a gradoni, scolpito in bassorilievo da Pietro Lombardo con formelle raffiguranti i segni dello zodiaco, qui sono tredici, perché un tempo i segni zodiacali erano tredici, ed ornamenti floreali ed altre figure.

La piazza è un quadrilatero dove l'armonia degli spazi e degli edifici si sposa con l'armonia dell'incontro, è il cuore della città e fu ricavata nel XIII secolo. Fino al 1483 era solo un terreno erboso e fu durante la dominazione veneta che venne ampliata e pavimentata. Il Palazzo comunale, finto medievale è chiamato anche palazzo merlato per via dei merli posticci che furono posti nel 1857 in occasione della visita del Papa Pio IX .Vicino vi è il Palazzetto Veneziano , cosiddetto perché appunto eretto dai veneziani sempre nel Quattrocento. I cinque grandi archi con l'archivolto in terracotta poggiano su delle colonne di granito con capitelli di tipo composito con foglie di acanto dell'epoca dell'imperatore Teoderico (493- 526).

La piazza ispira lusso,calma e voluttà, è amatissima, ma sarebbe un po’ difficile far capire ai ravennati che qui si inspira aria di Venezia perché il periodo della dominazione veneziana è ancora malvisto, evidentemente quelli di Ravenna hanno la memoria lunga considerato che sono passati più di cinquecento anni. Qui a pochi metri vi è la sede della Loggia Massonica del Grande Oriente, la Casa Matha, sorge accanto all' Hotel Byron. Il Gran Maestro vive qui a Ravenna.Non tutti sanno che Ravenna era anticamente una città profondamente esoterica , tracce di percorsi iniziatici si possono ritrovare ovunque; come il labirinto a San Vitale ; i vari monumenti a pianta ottogonale, l' 8 rappresenta la Resurrezione, ed è simbolo dell' unione della terra col cielo, dell' infinito. Vi è anche un cavallo sepolto in una chiesa, il cavallo nell' antichità era compagno nei viaggi, ma accompagnava anche le anime in paradiso se bianco, all' inferno se nero.Vi sono poi un sacco di pigne che ornano palazzi e monumenti. La pigna secca è un simbolo esoterico, il secco rappresenta la morte, ma i pinoli che contiene all' interno significano la rigenerazione.

Oggi si dice che i ravennati più che la pigna hanno come loro simbolo il cocomero. Il cocomero ha la scorza verde, la polpa rossa ed i semi neri ( cioè il romagnolo è insieme repubblicano, che comunista ed anche fascista).


Nella foto, potete anche intravedere il mezzo più amato dai ravennati : la bicicletta, ed anche una brutta scritta su una panchina, purtroppo certi graffitari non si rendono conto dello scempio che fanno.



5 commenti:

kicca ha detto...

Perdonami se non leggo ,ma ci tenevo a rispondere a commento che mi hai lasciato dicendo che non sono cosi brava ,pero' mi impegno tanto ...quello si !!!!
Un abbraccio forte forte
buon week end teo
kicca

pietro d. perrone ha detto...

Ciao, Tea, o, Paolè.
Come stai?
Piazza deel Popolo di Ravenna mi ricorda gli anni dell'adolescenza, una gita scolastica...
pare un secolo fa!!!
Mi ricordo le biciclette, a frotte, a centinaia. Io che venivo da Benevento, cittadina tutta collinare, salite e discese, come si dice... lì le bici te le scordavi.
Io ne avevo avuta una, da bambino, una 14, davvero un bambino.
Ci giravo nel cortile sotto casa, nel rione dove abitatvamo. Case popolari piene di ragazzini monelli e pestiferi. Io ero uno troppo imbranato per restare a lungo con loro. Per troppo tempo i miei genitori mi avevano teuto "protetto" a casa, senza farmi correre rischi di raffreddori, tosse o cose così, perchè da infante, da neonto, avevo rischiato proprio di morire. Così almeno, mi racconta la mia mamma (che, a proposito, arriverà a casa mia domani, per qualche giorno). Poi lei mi aveva salvato, nel corso di una crisi, stringendomi forte forte e facendomi una specie di massaggio...
Ma questa è un'altra storia, una delle sue, di mia madre.

Tornanando alla bici, alla 14, quando ero diventato troppo grande per montarci sopra, avevo cominciato a smontarla pezzo per pezzo, a togliere le ruote...
ma non sapevo bene rimontarla.
E, a dire il vero, neanche m'interessava troppo rimontarla bene, perchè tanto non era buona più, per me.
Poi, ne ebbi un'altra, più avanti.
Ci giravbo sempre nel rione, che per fortuna era in na zona piuttosto pianeggiante ed aveva una forma ad anello, con un grande cortile al centro, intorno al quale le case facevano una specie di corona.

Poi la scuola...
La gita scolastica.
Uno dei primi viaggi fuori casa.
Al nord.

... Eh, Paolè, che tempi erano quelli.
Era tutto troppo bello, perchè belli eravamo noi, acerbi e colorati.
Veri fiori su rami che crescevano piano piano.

E ora?
Ora, cara amica mia, abbiamo la gioia, il piacere di aver conosciuto un'intera gamma di emozioni. Dalle belle alle brutte (io qui non ti racconto nulla del brutto, che, pure, nella vita di ognuno trova spazio da qualche parte).
Se non avessimo conosciuto tante sfumature di sentimenti ed emozioni saremmo nell'impossibilità di avere una vastità di mondo tutto per noi.
E (vedi, stasera mi hai messo sul nostalgico, con la tua Piazza ravennate; o forse è il rosa arancio del tramonto, non lo so. O il primo freddo, che fa scorrere il sangue nelle vene rallentando e accelerando...) ...
Insomma Paolè, buona domenica, vàh. Che smetto di annoiarti!!!

teoderica ha detto...

Kikka un abbraccio, e sei brava, anzi bravissima ...il mio istinto mi dice così...accontentiamolo.
Ciao e passa una buona settimana.

teoderica ha detto...

Caro Piero,
mettiamo subito i puntini sulle i.
1) Tu non mi annoi mai.
2) Le storie delle mamme sono sempre vere, se a te non paiono, loro però le hanno proprio vissute così come te lo raccontano.
3)I ricordi sono arrivati, perchè sta arrivando tua madre, e ciò è molto bello perchè vuol dire che senti ancora il legame con lei.
Per quanto riguarda la Piazza di Ravenna è vero, è un poco magica,è come lo spazio rettangolare di un' antica basilica, pensa che qualche anno fa vi hanno girato le scene di un film, la gente ha protestato vivamente perchè la piazza è di tutti e nessuno può prendersene un pezzetto , ed hanno protestato ed ottenuto lo smantellamento di un bar che aveva fatto di fronte al locale un gazebo.Guai a chi tocca un pezzo di piazza.
E poi nei tuoi viaggi potresti pure approdare con la famiglia ai nostri mosaici, alla nostra piazza, al nostro cibo e vino ed anche alle zone selvagge e paludose delle valli, in cui ti sembrerà di tornare negli anni "60.
Buona domenica...lo sai quale è il nomignolo dei Piero o Pietro qui in Romagna...Pirò...lo sapevi?

pietro d. perrone ha detto...

Grazie, Paolè, il tuo invito mi fa davvero piacere.
Prima o poi verrò, con i mei, a prendere un bel bicchiere di rosso con te.
Grazie anche per tutto il resto.
La mamma è sempre la mamma.
Mi racconta sempre tante cose.
E' vero sono sempre vere, anche se qualche volta sono vere più perchè le racconta lei che non per altro.
Me è bellissimo così.