Visualizzazione post con etichetta 4 parte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 4 parte. Mostra tutti i post

martedì 27 maggio 2014

RAVENNA 2019 La Città Ideale



  Poi ci sono i neuroni a specchio, quelli che imitano i comportamenti degli altri, così succede che non si da una monetina al mendicante anzi lo si insulta, ci si arrabbia poi in auto con gestacci che non vi dico, a me hanno detto  "puttana" in Piazza del Popolo, due neri, li ho infamati, ero nella mia Piazza, sotto la Sala del Comune, con accanto la sede della Prefettura, alle 18.00 di una sera di settembre, ci sono rimasta così male, però magari quei due sono senza lavoro e magari si sentono inferiori perché le ragazze di Ravenna manco li guardano, un nero non è un ragazzo è un insetto... speriamo che questi maledetti neuroni a specchio non mi facciano diventare così.
Dietro ai comportamenti maleducati, aggressivi, c'è sempre un malessere e un disagio nello stare nella società. Un mio conoscente è diventato mendicante, qualche mese fa su facebook c'era un commento in cui si parlava di lui: "Via Cairoli, la via dei ricchi ha un mendicante adeguato, chiede l'elemosina stando a parlare sempre col cellulare". Io conosco la sua storia, l'ho visto mendicare, l'ho abbracciato, gli ho chiesto:"Perché?". Lui mi ha risposto che deve raggranellare qualcosa per lo "spilatico" (cioè per le spesucce). Già qualche anno fa aveva i primi sintomi di una depressione, che si è dilatata con la malattia della madre, il crollo vi è stato con la morte di quest’ultima. Pensate è una persona laureata, gentile ed educatissima, ma non si può fare niente per lui, mi sono informata, avrebbe bisogno di un ricovero coatto, così senza il suo assenso non si può curare, e lui non si considera ammalato, anche questa è una strana legge, tu sei ammalato psichicamente, quindi non sei in grado di curarti, perché  non lo sai che sei ammalato però nessuno ti viene a prendere e a curare, devi dare l'assenso, eppure se uno è ferito in un incidente d'auto è penalmente perseguibile chi non si ferma a soccorrerlo, vedete cosa volete parlare di cultura, quando ancora oggi ci sono persone addolorate, ferite e sofferenti discriminate? Ancora c'è l'ammalato di serie B e quello di serie Z?       
Adesso però basta critiche a Ravenna che è un po' così in tutt'Italia, anche se mi viene in mente che la Giunta Comunale ha discusso, era sul giornale di qualche giorno fa, sull'eventuale ritiro della Cittadinanza onoraria a Benito Mussolini che la ebbe subito dopo la Marcia su Roma... mi vien da piangere.  

 

immagine di Teoderica "Classe a Sant'Apollinare Nuovo"

venerdì 3 gennaio 2014

LA BELLEZZA DI MICHELE

4 PARTE

Qui è raffigurata Astarte di Dante Gabriel Rossetti mi piace questa immagine perchè rappresenta la Dea nel suo triplice aspetto che poi non è altro che l' essere donna, figlia e madre ed aggiungerei sorella in quanto alla Dea o alla donna è legato al ciclo della luna, che come sappiamo ha quattro fasi.
Rossetti è un pittore inglese , ma con origini italiane, fondò il movimento dei Preraffaelliti. Questo movimento disprezzava l' arte da Raffaello in poi, considerandola di maniera e senza più la carica sincera dei primi artisti del Rinascimento. Ma come potete vedere dalla immagine, Rossetti è ben debitore nei confronti di Raffaello, anzi nonostante il fervore aulico di Rossetti, le sue eroine sono sempre pevase da inquietudine e sensualità. Ho scelto questa immagine per parlarvi della Madonna Nera e da dove arrivi il suo culto.
Già vi ho detto che le chiese dedicate all' Arcangelo Michele sorgono accanto a quelle della Madonna Nera, in quanto Michele può esserne il cavaliere protettore.
L'origine della devozione alle Madonne nere è da associare alle tradizioni precristiane ed è connessa alle dèe pagane che spesso erano raffigurate con la pelle nera, come nel caso della famosa dèa madre egizia Iside o in quella della grande Regina Etiope di Saba, che la leggenda vuole accanto a Re Salomone.
Le radici dlla Madonna nera affondano nella tradizione della Lilith pre-patriarcale, che rappresentava la forza e la parità della donna. Si narra che Iside e Lilith coonoscessero il nome segreto di Dio, un segreto custodito anche da Maria Maddalena che, secondo la dottrina alessandrina, "trasmise il vero segreto di Gesù".
Per molti studiosi, il culto alle Madonne nere è da attribuirsi a Maddalena e non alla Madre di Gesù, come invece venne diffuso nei secoli successivi. Resta il fatto che il culto d'antica data alla Maddalena era legato ai luoghi delle Madonne nere.Le culture che veneravano la dèa officiavano i loro riti in particolari momenti legati alle fasi lunari, collegandoli ai periodi fertili femminili, ai parti e ai trapassi, poiché le donne, in quanto depositarie della vita, erano riconosciute come custodi dei misteri della morte. Le Madonne nere e sono legate alle divinità lunari di molte antiche popolazioni.
La Chiesa, per estirpare antichi culti, cristianizzò molti luoghi, boschi o pozzi sacri dove esisteva il culto della dèa, sostituendone i soggetti e togliendone gli aspetti più bui. 

Molti scrittori hanno evidenziato il rapporto tra i Templari e le Vergini nere e, in realtà, questo culto fiorì proprio in pieno periodo Templare tra il XII e il XIII secolo.Laddove vi è stata presenza Templare, vi è associazione con la devozione per le Vergini nere. In Europa sono almeno cinquecento le raffigurazioni di Madonne nere e in Francia, nel XVI secolo, esistevano circa duecento immagini.
Tra tutte la più rilevante, in Italia, è la Madonna di Loreto, nelle Marche, dove la leggenda racconta che gli angeli vi trasportarono la Santa Casa di Nazareth. 



 

giovedì 19 luglio 2012

IL VULCANO PIU' PICCOLO D' ITALIA

Non molto facile da trovare, ma come si sa, il risultato non si ottiene facilmente, ed unica nel suo genere è la località di Inferno.

Da Tredozio, seguire le indicazioni per Portico di Romagna, si sale al valico del Monte Busca.
Dopo il valico fare attenzione sulla destra a una pietra miliare indicante il chilometro 7, poco dopo a sinistra c'è un edificio rurale disabitato con piazzale antistante e con scritta a vernice sui muri: IL VULCANO.

Dietro il fabbricato in mezzo ad un campo coltivato, troviamo , in località Inferno non poteva che trovarsi il fuoco, il vulcano più piccolo d'Italia.
Uno spettacolo particolare e interessante, ma il segreto è presto svelato: emanazioni di idrocarburi gassosi che a contatto con l'ossigeno dell'aria rimangono costantemente accese, dando vita ai fenomeni detti "fontane ardenti". Le emissioni furono sfruttate durante l'ultimo conflitto, con modeste produzioni. Il 20 giugno 1939, arrivò al vulcano Mussolini per inaugurare l’impianto per l’estrazione di gas metano .
L' impatto visivo che si ha in una giornata di sole è piuttosto deludente, ma l' emozione aumenta di sera quando si accentua il chiarore della fiamma in contrasto alla scura mole dei monti, il fascino di uno spettacolo da non perdere rimane comunque in qualsiasi orario della giornata.
Il vulcanino di Tredozio ha anche il suo fan club su facebook con più di 1300 amici, a quanto pare chi è andato a visitarlo ci si affeziona.


Immagine: Il vulcanino di Teoderica

lunedì 23 aprile 2012

Da Vermeer a Kandinsky ( quarta parte)




Nella terza sala , ciò che più mi attrae è la " Maddalena" di Jusepe Ribera, detto lo Spagnoletto nacque a Játiva nel 1591.
Probabilmente soggiornò in Lombardia ed in Emilia verso il 161 1 e poi a Roma, stabilendosi poi a Napoli.
Il suo modo di dipingere è caratterizzato da una completa adesione al luminismo caravaggesco; la sua è una pittura drammatica e tenebrosa, ricca di vistosi effetti chiaroscurali , ma qui nella Maddalena colpisce per i colori luminosi, il manto è serico, sfumato e cangiante, la dolcezza del volto e la chiarezza delle carni e lo squarcio di cielo sullo sfondo mi colpiscono per la eterea bellezza.
Si passa poi alla quarta sala con le conturbanti femmine.
Vi è la lussuriosa e incestuosa regina Semiramide del Guercino dagli abiti suntuosi e i capelli sfavillanti. Giovan Francesco Barbieri nasce a Cento, nel Ducato di Ferrara, il 2 febbraio 1591 ed il soprannome di Guercino gli deriva dal notevole difetto agli occhi e forse il suo difetto può avere influenzato la sua resa pittorica delle forme e nello spazio.
Lo stile pittorico del Guercino, già all'inizio si distingueva dallo Stile Barocco allora in voga che tendeva ad abbellire nelle forme e nei colori il soggetto ripreso, preferendo dipingere in maniera più realista, utilizzando una forte luce che cadeva dall'alto ed espletando la sua sensibilità cromatica in sorprendenti effetti chiaroscurali, la sua fama in vita fu enorme.
E poi in fondo ad una specie di corridoio, ecco là la Giuditta di Francesco Cairo. L' eroina della bibbia che si insinuò nel campo nemico, sedusse Oloferne, lo fece ubriacare e poi gli tagliò la testa.Una sola testa e la guerra finì a favore degli ebrei. Cairo la raffigura altera, con un gran turbante in testa sembra ti dica: " ti ho ammazzato".
Francesco Cairo( Milano 1607/1665) è anche conociuto come Cavalier Cairo per merito alla sua arte. Si trasferì presto a Torino dove eseguì una serie di dipinti da cavalletto dal tema cupo. Poi ebbe la possibilità di conoscere i lavori di Guido Reni e del Guercino e l'artista passò ad una pittura più raffinata e ricca, dalla matericità quasi fiamminga, forse non immemore della conoscenza della contemporanea pittura genovese.