lunedì 19 novembre 2012

IL PICATRIX A BRISIGHELLA ( seconda parte)


Le opere sapienziali degli antichi cominciarono a tornare in Europa in formato originale, direttamente dall'Oriente. L'evento più importante fu la divulgazione di opere inedite di Platone, dei Neoplatonici e di molti altri. In questo clima culturale il Picatrix, accanto ai Versi Aurei e agli Oracoli Caldaici, trovò la sua perfetta collocazione forse più in senso intellettuale che pratico. Le teorie magico-scientifiche del Picatrix appaiono oggi molto ingenue.

Il Picatrix è un antico manoscritto esoterico noto per essere diventato protagonista, diretto o indiretto, di numerosi romanzi gialli, come ad esempio quelli scritti da Valerio Evangelisti e da Umberto Eco.
Si tratta della traduzione latina, diffusasi tra tre e quattrocento, di un testo più antico di origine araba, il cui titolo vuol dire "la fine del saggio".
Il testo tratta delle corrispondenze tra simboli e forze naturali, e spiega come vaticinare il futuro studiando le simpatie tra pietre, animali, pianeti e piante, dando anche delle vere e proprie "formule magiche" da poter applicare. Si può facilmente immaginare allora come nel Medioevo si sia tacciato il testo di stregoneria trasformandolo in un manuale oscuro legato all'evocazione del demonio.
In realtà questo formulario fu usato e conosciuto da alcuni dei più grandi pensatori del passato: solo per citarne alcuni, Pico della Mirandola, Marsilio Ficino e Leonardo.
Per lungo tempo ha trovato diffusone in forma manoscritta, venendo stampato solo di recente, una volta levata da bolla di testo proibito.
L'attuale versione esistente, in più si fonda, su un ritrovamento curioso effettuato a Brisighella, paese di ottomila abitanti in provincia di Ravenna, negli anni ottanta. Infatti si scoprì che la vulgata del Picatrix si basava su una sua copia fatta proprio a Brisighella il 21 maggio 1536, in una casa presso il palazzo comunale.
Merito della piccola cittadina dunque la versione che possiamo leggere ancor oggi, e che verrà ristampata proprio in questi giorni dalla casa editrice Mimesis: un modo per poter di nuovo attingere alla saggezza antica che affonda nelle radici stesse della nostra civiltà.

immagine di Teoderica


8 commenti:

cosimo ha detto...

La saggezza antica non ha paragoni. In quei tempi attingevano a fiori e piante, persino allo sterco di animali per curare ferite o malattie. E tutto questo avveniva attraverso i saggi del luogo, persone senza cultura scolastica, che a volte, per il loro saper curare le malattie, venivano tacciate di stregoneria, anche dalla stessa Chiesa, e messe alla gogna pubblica per essere frustate o portate al rogo o presi a colpi di pietra, fino alla morte.

Per finire, cara Paola, faccio grandi complimenti per le tue due opere, ha tra l'altro, colori fortemente vitali.
Beso, beso.

nella ha detto...

M che cose intriganti ci fa sempre leggere la nostra Teoderica...continuerei a sentirla per ore...
Ciao cara amica mia!

teoderica ha detto...

Caro Cosimo,
a volte si è scoperto che certi metodi "naturalistici" funzionano ancora oggi, spiegati pure scientificamente.
Grazie per gli elogi ai miei disegni, che sono per me come figli, assieme ai libri.
Ciao, sono un po' giù perchè sono bersagliata dai virus.

teoderica ha detto...

Grazie Cara Nella un saluto così dolce fa sempre bene, è un po' come la tua musica.

cosimo ha detto...

...adesso ci si mettono pure i virus, accidenti!
Vorrei elogiare un(a) virus, chissà che non possa sciogliersi e lasciarti in pace :-)
Dai, dai che ce la farai....intanto ti hanno dato un po' di tregua, visto che sei stata qui.
Un beso.

teoderica ha detto...

Caro Cosimo sono riuscita a debellare Babylon :) ma o ancora dei virus.
Ciao, sostienimi da lontano.

cosimo ha detto...

abracadabra
triketrakke
bumbumbam
..e lontano lontano nel modo
tutti virus
partiranno
abracadabra
triketrakke
bumbumbumba

teoderica ha detto...

Caro Cosimo, ho ancora 27 virus nel pc...sic :(