giovedì 1 novembre 2012

SONO SFIORITE LE ROSE


In un momento

In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose

P.S. E così dimenticammo le rose.

(per Sibilla Aleramo)

Dino Campana (Canti Orfici, 1913)


Secondo un mito non molto conosciuto, Marte, il dio della guerra, nacque da una rosa. Non per niente, in tempo di pace era anche il protettore dei giardini!
Il viaggio di un amore non è mai facile, è costellato da guerre e da tregue.
Dino Campana amava Sibilla Aleramo. Siamo nel 1917, lui aveva 31 anni, lei 40. In questa poesia sta scritto tutto. La loro storia, che poi è quella di tutti, il dolore, la passione. Sibilla era stata il primo ed unico amore di Dino, il loro amore terminò quando Dino fu internato. Dino Campana morì il 1° marzo del 1932 nell’Ospedale psichiatrico di Castel Pulci, dov’ era stato internato 15 anni prima, a quarantasette anni.



immagine: Rose di Teoderica

6 commenti:

cosimo ha detto...

Questa volta, Paola comincio con i complimenti alla tua luminosa opera d'arte...Insuperabile!
Poi vengo al tema amore/rose. Nell'immaginario collettivo, la rosa è stata sempre associata a significati e simboli inerenti l'amore tra uomo e donna. Invece ha qualcosa di molto vario molto vario, riferendosi pure a contesti di luoghi o popoli. In particolare, può rappresentare tanto l'amore passionale quanto l'elevazione spirituale e la vanità, pure il segreto, la bellezza, la sensualità.
Insomma può essere messa in parallelo a tutto quello che la vita ci presenta giorno dopo giorno. Oltre al mito di Marte, ci sono altri come per esempio nel mondo greco e romano,.Qui la rosa era associata al mito di Adone e Afrodite, la dea, innamorata del giovane cacciatore che nulla può fare per salvarlo dalla morte provocata dall'attacco di un cinghiale. Nel soccorrere l'amato, Afrodite si ferisce con dei rovi e il suo sangue fa sbocciare delle rose rosse. Zeus commosso dal dolore della dea, permette ad Adone di vivere quattro mesi nell'Ade, quattro nel mondo dei vivi, e altri quattro dove avrebbe preferito: per questo la rosa viene considerata simbolo dell'amore che vince la morte e anche di rinascita.
Facendo riferimento a questo passo della mitologia e non solo a questo, un amore non può finire con l'arrivo di una qualsiasi patologia medica, come quelle che colpiscono la mente. Nel peggiore dei casi può subire una leggera modifica.
L'amore tra un uomo ed una donna deve avere come base l'amore in generale, quello che si fonde sul rispetto dei sentimenti.

Un beso e buon giorno di festa.

Gaetano ha detto...

Si potrebbe dire.. senza dire (in aderenza alla concezione "tutti e nessuno" o "tutto e niente", "Per chi suona la "Campana"?". Una campana di pazzo, riferendomi all'autore di questa poesia a commento. Ma occorre perfezionare il mio dire emblematico, legando fra loro la vita di Dino Campana e Fernando Pessoa, entrambi vissuti nello stesso scorcio di tempo e morti, per una strana coincidenza, all'età di 47 anni!
In Campana si manifestò la pazzia nella forma psicosi schizofrenia e per Pessoa ci fu la cirrosi epatica, causata come si sa dall'abuso di alcool.
La causa? Mi sembra, ma in modi diversi, la propensione per una "rosa" speciale che nell'esoterismo si riferisce alla "Rosa Mistica". Già, perché Pessoa era palesemente incline all'esoterismo e per Campana con i suoi "Canti Orfici", in riferimento alla figura mitologica di Orfeo, il primo dei poeti-musicisti, è come sfiorare il mistero. Si è nel periodo dell'espressionismo e del futurismo, e l'interpretazione della poesia di Campana si focalizza sullo spessore della parola apparentemente incontrollata, nascosta in una zona psichica di allucinazione e di rovina.
E come si sa gli esoteristi, pur mostrandosi savi in effetti sono inclini a "navigare" in questo mare allucinante.

Vedi che scherzi fa in te la tua Teodora? Dove ti mena? Mettici pure che domani, 2 novembre, è il giorno che sai pure tu e vediamo che 2+2=4.

Gaetano

teoderica ha detto...

Gaetanissimo, il 4 è il mio numero, il numero di mia nonna, colei che ho amato per prima.
Che posso fare, tu che puoi fare, se navighiamo in mezzo al mare del mistero?
Un abbraccio.

teoderica ha detto...

Cosimo, l'amore è mistero...è per questo che mi piacciono le rose sfiorite, dove va a finire l'amore?
Perchè chi si è amato poi in certi casi si odia?
Quale mistero è?
Eppure l'amore finisce, così come le rose sfiorite perdono i loro petali.
Ciao :)

pietro d. perrone ha detto...

Paoletta, bellissimo post.
Dolce e colto.
Amore e consapevolezza.
Sperdimento e stordimento...
Profumi e sospiri...
Malinconie e ardori...

Un abbraccio.
Piero

teoderica ha detto...

Grazie Piero,
sei molto gentile.
Un abbraccio anche a te.
Paola