sabato 18 gennaio 2014

ARCHETIPI DELLA SAGA ARTURIANA

GALAHAD
E’ il cavaliere perfetto, è forse per questo che il suo nome non è fisso, a volte è chiamato Perceval a volte Parsifal. Tuttavia egli è colui che giunge alla visione del Graal, è il predestinato alla conquista dell’ immortalità spirituale. E’ figlio di Lancillotto,  concepito con l’inganno, sua madre Elaine si finge Ginevra, unica donna amata da Lancillotto, e si infila nel letto di Lancillotto. Elaine è figlia del Re Pescatore, l’ ultimo custode del Graal. Il re Pescatore colpito da una grave malattia ai genitali, passa il suo tempo pescando, il suo regno è desolato perché la menomazione sua si è trasmessa alla sua terra. Egli verrà risanato solo dall’ arrivo del cavaliere perfetto. Lo stato di perfezione di Galahad gli permette di risanare il re e la sua terra, perché chi ha conquistato il Graal ha la capacità di portare soccorso agli esseri viventi ancora imprigionati nella materia. Lancillotto fallisce e causa la rovina del regno di Artù, Galahad invece risana la terra del re Pescatore. Lancillotto ha qualità che lo legano al mondano e per quanto splendenti di fama immortale, sono causa più di danno che di vantaggio, solo la ricerca dell’Eterno pone l’uomo , il cavaliere, al riparo dall’errore. Galahad trascende l’ umano, appena la sua missione è finita, viene rapito in estasi e svanisce dal mondo terreno, rappresenta secondo la visione indù, l’uomo “liberato in vita”, l’uomo giunto alla sua ultima reincarnazione e già proiettato verso un destino più elevato.

4 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Non conosco molto bene le strie di Artù e dei suoi cavalieri paladini.
Personaggi e vicende che vengono dalle radici terragne dell'Europa medievale, saghe che si intrecciano nel tempo e nei miti di civiltà che erano diverse ed avevano riferimenti culturali diversi da quelli "classici", greco-romani.
Proprio per questo, sono "modelli" di riferimento che affascinano in modo quasi misterioso.
Il filo che unisce la cristologia al paganesimo, attraverso la ricerca del Graal, dal re Pescatore fino agli Angeli e Demoni di oggi, corre sotterraneo, misterico, come certi corsi d'acqua che spuntano a fiotti senza sapere da dove, ce ne sono in alcuni luoghi sacri, come nella chiesa, qui a Roma, di S. Clemente. Luogo ideale per uno di questi fil-rouge, dove si sono stratificate le credenze religiose che hanno dato all'uomo speranza e forza, e forse anche virtù: il mormorio misterioso della polla d'acqua, il mitreo, dove il sotterraneo scorrere sanguineo del toro sacrificato si è unito e trasformato, per mezzo del pietrame costruttivo, nel sangue del Cristo crocifisso...
Un posto così, per me, è il luogo ideale per cercare il Graal.
Chissà, forse il figlio del re Pescatore sarà passato, qualche volta, anche di qui.

Un abbraccio, Paolè, e buona domenica.
Piero

cosimo de bari ha detto...

Lancillotto, Ginevra, una storia d'amore che esercita, ancora oggi, un certo fascino ed interesse. Persino una certa influenza negli uomini moderni, perchè una storia di tradimento, anche se non investe tutti, si ripete con decisa puntualità a distanza di secoli e chissà per quanti altri secoli ancora. Se poi pensiamo ad un qualsiasi tradimento, non solo a quello tra un uomo ed una donna, si può ben dire che, almeno una volta nella vita, coinvolge tutti.
Buon fine settimana Paola!

paola tassinari ha detto...

Grazie Piero, per avermi parlato di San Clemente, indagherò. Il mio ultimo romanzo parla di simboli e misteri e Roma vi é entrata

paola tassinari ha detto...

In fondo tradimento etimologicamente non é una brutta parola é affine a trasorto :)