Uno dei più singolari personaggi della tradizione romagnola è un folletto con uno strano berretto rosso: Mazapegul.
Tante sono le favole legate all'inquietante folletto del Mazapegul. Una delle più interessanti è la storia di una ragazza, che, ricambiando l'amore notturno del folletto, ebbe da lui diuturni servigi come una casa perfettamente linda, candidi bucati e dolci fragranti. Invaghita da tanta generosità, la giovane donna espresse il desiderio di vedere la faccia del suo amante. Nonostante i dinieghi del Mazapegul, lo costrinse a mostrarsi, ma all'orribile visione, morì di schianto. Si tratta di una popolare versione della favola di "Amore e Psiche" che ci attesta come, dietro al folklore, ci sia una rete di intrecci psicologici e antropologici, che, possiamo rilevare nell'analogia tra Mazapegul/incubo e l'insorgere delle pulsioni erotiche.
domenica 17 maggio 2009
AMORE E PSICHE DI ROMAGNA
Uno dei più singolari personaggi della tradizione romagnola è un folletto con uno strano berretto rosso: Mazapegul.
Tante sono le favole legate all'inquietante folletto del Mazapegul. Una delle più interessanti è la storia di una ragazza, che, ricambiando l'amore notturno del folletto, ebbe da lui diuturni servigi come una casa perfettamente linda, candidi bucati e dolci fragranti. Invaghita da tanta generosità, la giovane donna espresse il desiderio di vedere la faccia del suo amante. Nonostante i dinieghi del Mazapegul, lo costrinse a mostrarsi, ma all'orribile visione, morì di schianto. Si tratta di una popolare versione della favola di "Amore e Psiche" che ci attesta come, dietro al folklore, ci sia una rete di intrecci psicologici e antropologici, che, possiamo rilevare nell'analogia tra Mazapegul/incubo e l'insorgere delle pulsioni erotiche.
giovedì 14 maggio 2009
PERCHÈ AVER PAURA DELLA MORTE ? 2 PUNTATA
Guardateli mentre salutano, si dicono - scusi- , fanno i complimenti per cedersi il passo davanti alle porte, succhiano le bibite con la paglia, dicono - pago io- , - ma per carità- , - non lo permetterò mai-, - le pare-, - s' immagini- ; guardateli mentre si fanno scarozzare, si largiscono inchini e scappellate e minacciano di ricorrere a chi di ragione; mentre ballano in folla, mentre vanno a nozze in corteo, mentre fanno i duelli, i bagni nel mare, i processi nel tribunale, mentre vanno alla guerra; guardateli a teatro quando tutti questi aprono la bocca e ridono insieme, a lungo, nell' oscurità dei palchi, della platea e del loggione. E guardate una piazza gremita di dimostranti: sono tutti morti. Stanno per qualche anno in movimento,si agitano, strillano, piangono, s'innamorano, fanno le facce feroci e fra settant' anni, fra un secolo al più tardi, saranno tornati al loro stato normale. Non ce ne sarà più uno in piedi. Tutti fermi - è straordinario come stiano fermi i morti-, tutti zitti.
Silenzio di tomba.
I moti stellari continueranno a svolgersi in perfetto orario. Ci saranno le giornate di caldo afoso, con le gite al mare e i gridi sulla spiaggia, le giornate di pioggia, con le pozzanghere per le strade; i lumi accesi la sera, le foglie degli alberi, le trattorie affollate, e tram che passano o qualcosa di simile. Ma per quei tal della piazza gremita, d'esser vivi non se ne parlerà più.
Dunque perchè dovremmo aver paura della morte? Sarebbe più giusto aver paura di questo strano fenomeno, magico e spettrale, che consiste nell'esser vivi in via affatto provvisoria. Ma noi non abbiamo paura nemmeno di questo. Noi siamo coraggiosissimi. FINE
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lunedì 11 maggio 2009
PERCHÈ AVER PAURA DELLA MORTE? 1 PUNTATA
ACHILLE CAMPANILE (Roma, 1899 Lariano 1977) giornalista e scrittore di larga vena comica, dallo stile personalissimo...
I nostri lontani pronipoti potranno ridere finchè vogliono dei molti aspetti buffi di quest'epoca, ma ad una cosa dovranno far tanto di cappello: al nostro sovrano disprezzo per la morte.
A noi la morte non fa paura. Ed è giusto che sia così. Aver paura della morte è ridicolo. Noi siamo provvisoriamente vivi. L'esser vivi è uno stato eccezionale e transitorio del nostro stato normale, che è l'essere morti. Basterebbe mettere in rapporto la durata del tempo che si è vivi con quella del tempo che si è morti, per capire come la vita sia un attimo di distrazione di un morto. Si è vivi per un minuto e si è morti per l' eternità. Grattate il vivo e verrà fuori il morto. Spogliatelo fino all' osso e troverete uno scheletro già pronto. Guardate quelli che passano per le strade. Sono degli strani morti che per un certo numero di anni, la mattina si alzano in piedi fanno da sè stessi la loro toeletta prendono il bastoncino ed escono di casa. Alcuni accendono una sigaretta e fumano con grande naturalezza. Guardateli- mentre vi vengono incontro sul marciapiede, vestiti da preti, da militari, da borghesi, da serve, da gran signori, da pezzenti, da professori, questi morti con la paglietta, le ghette, i guanti, gli occhiali, l'ombrello; col nodo alla cravatta e i bottoni nelle asole. Alcuni persino con la tuba.
Essi sono le mille miglia lontani dall'immaginare d'esser morti. A vederli camminare così seri, così pieni di sussiego, come se fossero sempre stati vivi e dovessero esserlo sempre, fanno crepare dal ridere... continua alla prossima puntata.
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venerdì 8 maggio 2009
DALLA SVOLTA DEL PREDELLINO ALLA SVOLTA DI VERONICA
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martedì 5 maggio 2009
IL RE È NUDO
Berlusconi è un leader, un vincente. La sua ascesa e permanenza al potere non deve scandalizzare. Noi Italiani ci siamo abituati ( le piazze che osannavano il duce ), a noi Italiani piace un leader bonaccione, malandrino e viveur, alla faccia della sinistra malincolica e saccente. Al nostro Premier abbiamo perdonato tanto, chiudendo non uno, ma due occhi. Ma quando il vaso è colmo, basta una goccia per farlo tracimare. In questo caso la goccia è la signora Veronica che puntando il dito ci dice: il re è nudo. Sì il re è nudo, perchè dopo le accuse della moglie, l'uso che il marito fa dei media si è svelato chiaramente. Chiaramente si sono viste le testate servili, le testate succubi, le testate libere. Caro signor Presidente si sapeva e non si voleva vedere, ma la sua signora come quel bambino della favola ci ha tolto il velo e lei ci è apparso nudo.
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domenica 3 maggio 2009
CALENDIMAGGIO
Il concetto di folklore come insieme di documenti e resti del passato è molto vivo in Romagna, al ciclo della vita fanno parte il Calendimaggio o cantar maggio , che trae il nome dal periodo in cui ha luogo, cioè l' inizio di maggio, è una festa stagionale che si tiene per festeggiare l'arrivo della primavera. Si tratta di una celebrazione che risale ai Celti(festeggiavano Beltane ), Etruschi e Liguri che celebravano l'arrivo della bella stagione, essendo questi popoli molto integrati con i ritmi della natura. Dopo la "resurrezione" pasquale, c'era la necessità di rinvigorire le forze produttive della natura e con questo intento venivano piantate frasche, rami o addirittura alberi nei solchi dei campi, davanti alle stalle e davanti alle case, soprattutto quelle delle innamorate. Oltre al significato pratico di impedire l'accesso degli insetti all' interno delle abitazioni, tale consuetudine aveva un chiaro significato sessuale/generativo nel ramo che penetrava nella terra feconda.
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venerdì 1 maggio 2009
1 maggio 2009
Il 1 maggio si celebrano i diritti ottenuti con le lotte dei lavoratori e si commemorano le vittime di Haymarket, una vera e propria battaglia in cui morirono 11 persone, in seguito a una serie di scioperi per ridurre la giornata lavorativa a 8 ore. A metà del 1800, infatti, i lavoratori non avevano diritti. lavoravano anche 16 ore al giorno, in pessime condizioni, e spesso morivano sul luogo di lavoro. Il 1 maggio 1886 fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti. La protesta durò 3 giorni e culminò il 4 maggio col massacro di Haymarket. Oggi 1 maggio 2009 una riflessione occorre sull'aumento degli infortuni e delle morti sul lavoro, una guerra in cui le vittime sono sempre i più poveri e deboli. Una riflessione sulle vittime che sono sempre più lavoratori extracomunitari. Si parla spesso in termini dispregiativi di loro, dimenticando il sacrificio che fanno, accettando i lavori più umili, ma anche, e questo non è tollerabile, perdendo la vita in luoghi di lavoro che non osservano le norme di sicurezza.
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