giovedì 13 gennaio 2011

I VIAGGI DI GILLES ( racconto incasinato)



IL CALDERONE DI MORGANA 27 Puntata


Ora entriamo, col racconto, nel grande calderone di Morgana. Il mio Gilles vorrebbe assomigliare all’ Antonio di Padova, ed andare ramingo e famoso, ma gli tocca il destino di essere come l’ Antonio eremita, di stare cioè sempre nello stesso luogo col maiale e il calderone, se non lo sapete ve lo dico io : la Romagna è la terra “de baghen”, cioè del maiale. Persino Cesare lo sapeva, quando reclutò in Romagna gli uomini per la X legione, la sua preferita, gli diede come vessillo un maiale.

Considerato, a torto, un animale brutto e sporco, vietato in tavola agli ebrei, considerato immondo dai mussulmani , forse il maiale avrebbe preferito le prescrizioni alimentari del mondo ebraico o di quello islamico, piuttosto che i romagnoli facessero a lui così tanta festa. Allevare il maiale costava poco, bastavano gli avanzi della tavola, ma forniva carni e salumi per tutto un anno. Prima si mangiavano le cose meno saporite, poi in estate si iniziava il prosciutto.
I maiali furono portati in Romagna dai Galli della tribù dei Boi e qui trovarono il loro habitat, in cambio noi offrimmo agli invasori il nostro vino che loro non conoscevano. L’ incontro deve essere stato fortunato perché da noi in Romagna è ancora in uso fare allegre tavolate dove l’ ospitalità romagnola non fa mancare fiumi di Sangiovese e grigliate di salciccia , costine e lonze perché a tavola ci si mantiene giovani. Col maiale si beve il sangiovese, ma abbiamo un altro vino, poco conosciuto ma eccellente, è un vino chiamato Uva d' Oro, poichè la leggenda narra che Renata di Francia ( 1510/ 1575), venuta in sposa ad Ercole II d' Este, portasse in dono una varietà di vite detta Uva d' oro.
E' l'unico vino rosso che accompagna benissimo il pesce, nella nostra zona è buona usanza accompagnarlo con la tipica anguilla di valle.

Renata di Francia figlia di Luigi XII era promessa sposa a Gastone di Foix, il famoso condottiero che, morì a Ravenna nel 1512. Nel luogo dove morì Gastone, nella campagna ravennate vi è un monumento chiamato Colonna dei Francesi. Renata andò quindi sposa al duca d' Este. Renata alla corte di Ferrara protesse ed accolse molti perseguitati religiosi, fra cui anche Giovanni Calvino.

Per chi non lo sapesse vi dico che un tempo la Romagna comprendeva anche le città di Bologna e di Ferrara.

Ma ora ritorniamo al rito del maiale.

Per fare la festa al maiale, prima di tutto si iniziava col mettere sul fuoco un grande calderone.


immagine : tipico calderone o paiolo

10 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Il calderone, il paiolo è il luogo dove si compie la magica trasformazione alchemica.
La farina di mais, in polenta.
La rude patata, in morbida polpa.
La sanguinolenta carne in succulento bolito.

E una forma simile, per rotondità, anche al grambo materno, ha il magico tino, nel quale fermentando il mosto di Uva dorata si transustanzia in docile rosso d'Uva d'Oro.
Vera alchimia.
Che unisce le candide carni del pesce, come tu c'inssegni, megera affettuosa, al sorso spillato dal calice, tondo recipente anch'esso, che trasforma l'imbronciata aria severa in sorridente ebbrezza lleggera.

Viva l'ALCHIMIA!

teoderica ha detto...

Caro Piero,
potevo arrivarci anche prima, ma nel racconto del mito prendevo la favola, senza riuscire a capire veramente il racconto storico, tramandato in storia favolosa proprio per poterlo tenere più a mente e non dimenticare il lungo percorso che ha fatto l' uomo. Riuscire a penetrare nel mito è affascinante ed inebriante come bere da una coppa di vino, la coppa tanto importante, il graal cosa poteva essere se non il ventre gonfio della donna?
Te lo immagini lo stupore degli uomini , prima del neolitico, quando alla donna inspiegabilmente cresceva la pancia e poi usciva un piccolo?
Per me è un miracolo ancora oggi.
Il vino di uva d' oro è di un rosso vivo ( il rosso scuro simboleggia il sacrificio)come la vita...brindo idealmente con una coppa di questo vino a te, che ti porti quest' anno giorni leggeri e frizzanti come questo rosso di Romagna.( tra l' altro della bassa Romagna, quella delle valli che piace a te)

pietro d. perrone ha detto...

Cin cin !
L'augurio frizzante coinvolge anche te.
Che ci siano per tutti noi giorni frizzanti come il vino rosso di Romagna nella tonda coppa delle valli.

Si, il ventre gonfio della donna che ... mesce un pargoletto è un miracolo che meraviglia ancora anche me!
E' un vero miracolo, il vero miracolo. Chissà, mi viene da dire che sia l'unico vero miracolo.
No, ce n'è almeno un altro.
O altri due.
La creazione dell'artista. Miracolo.
L'amore. Miracolo.
Io credo a tutti e due (e non sono uno sdolcinato romantico).

teoderica ha detto...

Stasera sono andata alla presentazione di un libro intitolato:"Rabbia". L' autore sostiene che è in atto un' involuzione della corteccia del cervello(quela della ragione)a favore di un uso smodato dell' amigdala ( quella dell' istinto), i tempi veloci di oggi avrebbero modificato il cervello all' azione senza pensare ...perciò leggere il tuo commento mi fa doppiamente piacere, i romantici non sono sdolcinati, ma sono dei pensanti empatici.
Buonanotte e cin cin.

Annarita ha detto...

Un bel post che rende giustizia al maiale. Brava, Teo, ad averne parlato.

Molto interessante anche l'excursus storico.

Un abbraccio.
annarita

teoderica ha detto...

Grazie Annarita,
sai mi piacciono gli usi e i costumi, credo che l' ambiente ci condizioni molto...un tempo non pensavo così.
Buona domenica.

Gaetano Barbella ha detto...

A Pisa il maiale di Cesare (legato dal serpente-salsiccia all'oca) e A Viterbo il maiale di Dio (a mo' di agnello in seno ad una suora).

Gaetano

teoderica ha detto...

Sicuramente i tuoi disegni mi hanno influenzato,soppratutto in una ricerca dei significati simbolici di figure a noi tanto familiari, da dimenticarne l' origine. L' abitudine non ti fa vedere l' ovvio.
Ora ti chiedo: hai mai fatto un disegno su Ravenna?Forse qui potresti trovare un maiale con una saracca( tipico coltello da tasca romagnolo)impiantata sulla schiena, uccisione metaforica dell' azdora ( la donna reggitrice)da parte della donna velina ( la romagnola indagata , in questi giorni, nel bunga/bunga berlusconiano).
ciao Gaetano, buon pranzo e buona domenica.:)

Gaetano Barbella ha detto...

Mia cara Paola, sei tanto affezionata al maiale, astrale però, da desiderarlo a "casa tua", ossia a Ravenna?
Dove l'ho visto io, ossia a Pisa e Viterbo (vai a rivederli), non è che le cose si sono messe bene nel tempo. Pisa una delle quattro gloriose città marinare è senza mare ed ha bisogno del fiume Arno per illudersi di esserlo (Arno sotto forma di serpente). Viterbo famosa per il grande palazzo papale che fu scoperchiato per l'esagerato prolungarsi dell'elezione papale del 1270.
Mi procurerò la cartina di Ravenna per "vederla" a mio modo e potrebbe anche piacerti di più tutt'altra configurazione del desiderato maiale.
Ciao Paola

teoderica ha detto...

No Gaetano,non sono così affezionata al maiale, è solo che da tanto tempo desideravo chiederti se avevi fatto una mappa di Ravenna...oggi i maiali ( così onnivori e mangioni)mi hanno fatto fare la richiesta senza pensarci tanto ...e pare che Ravenna abbia la sua mappa( eureka)... ma chissà potrei anche dispiacermi di ciò che vedrò.
Ciao Gaetano.