sabato 29 gennaio 2011

INTERMEZZO

LA VOLPE

Un altro intermezzo fra le puntate del racconto incasinato. Il fatto è che ho voluto seguire gli eventi, e la volpe mi è letteralmente piovuta dal cielo. Da New York Alberto, grande amante degli animali, mi ha inondato di immagini di volpi, Raffaele l' ha citata in un suo commento al post " i viaggi di Gilles" e poi mi sono imbattuta sul mio quotidiano preferito: la Voce, in un racconto sulla caccia alla volpe che sembrava una mia memoria.
E allora mi tocca parlare della volpe.
Si tratta di un animale estremamente adattabile , che colonizza qualsiasi ambiente a disposizione, trovandosi un posto anche nelle periferie delle aree urbane. Il suo cibo prediletto sono conigli e roditori, ma la volpe è un cacciatore opportunista e si adatta all'ambiente in cui vive.

Normalmente vive in coppia, con i cuccioli, la madre non li abbandona mai , si dedica interamente al loro allattamento e viene nutrita dal maschio.Il maschio marchia il territorio in modo sistematico e comunica con i propri simili attraverso segnali sonori, visivi, tattili e olfattivi. Una volpe può riconoscere un altro esemplare dall'odore, oltre a decifrarne il rango gerarchico e il livello sociale. È significativo sottolineare che, in questa specie, la coppia tende a riformarsi ogni anno e che il maschio solitamente partecipa attivamente alla cura e all'allevamento della prole, procurando il cibo e difendendo i cuccioli da possibili predatori.Quindi non si capisce bene perchè la volpe sia vista simbolicamente in modo negativo,soppratutto in epoca medievale, essa viene vista come la peggior specie di astuzia.

Se pensiamo alle favole di Esopo, troviamo una volpe scaltra ed orgogliosa, furba ma di tipo intelligente non nel senso cattivo ( astuzia per malvagità) o nel senso cretino( astuzia per fare del male a te e del male a me). La mia favola preferita è quella della volpe e dell' uva, in cui la volpe non riuscendo a prendere l' uva dice: " tanto non mi piace", trovo questo un bell' atteggiamento nella vita: il sapersi accontentare senza livore.Un altro esempio di tolleranza viene dalla favola in cui un tale pieno di rancore contro una volpe che gli recava danni, la catturò e per vendicarsi , le legò alla coda della stoppa e le diede fuoco. Ma un dio guidò la volpe nei campi di colui che aveva dato fuoco alla volpe e tutte le messi si incendiarono.

Questa favola mi fa tornare in mente l' odio/timore che i contadini avevano per la volpe. D' inverno, tanti anni fa, si instaurava una vera e propria lotta fra volpi e contadini, per la salvaguardia del pollaio.

" Attenta, la volpe è venuta questa notte, fai la brava, altrimenti ti porta via" questo era il ritornello che mia madre mi cantava, ed io me ne stavo tra il timore e la voglia di vedere la volpe, che in tutta la mia vita non ho mai visto dal vero.

Se i contadini riuscivano ad uccidere la volpe, i ragazzi passavano di casa in casa, con la volpe impagliata, ricevendo in cambio dolciumi e qualche soldo perchè era un evento.

A Ravenna, nella Chiesa di San Giovanni Evangelista vi è un mosaico bellissimo che rappresenta il funerale della volpe: in esso sono raffigurati due galli che portano una volpe morta, legata ed appesa ad un bastoncino. Probabilmente l'immagine risale al 1200 circa. Vi possono essere due chiavi di lettura per comprenderla del tutto. La prima è più semplice ed immediata: la vigilanza sconfigge l’astuzia. L’altra versione, invece, è leggermente più complessa: la perfida furbizia sarà vittoriosa, perché i vanitosi galli si accingono a portare nel loro pollaio, quale trofeo, la volpe morta solo in apparenza. L'animale è da sempre simbolo di frode, di ipocrisia, d'eresia. Molto spesso si finge morta solo per attirare gli uccelli e mangiarli. Sarà pronta alla caccia al momento opportuno: l’errore compiuto dai pennuti decreterà la fine loro e dei loro simili. I moniti scaturenti da questa immagine : mai fidarsi del male, mai vantarsi di averlo sconfitto senza aver prima duramente lottato. Come vediamo qui la volpe è vista proprio come malefica, ma io non vedo proprio nulla di malefico e nonostante l' ambiente in cui sono cresciuta, dove la volpe è ancora oggi malvista, trovo la volpe bellissima esteticamente e bellissima anche nei suoi rapporti biologici e di riproduzione e bellissima la sua adattabilità.

4 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Paolè, un proverbio che mi piace molto dice:
"chi è più furbo, la volpe o chi la piglia?".
Per dire che, poi, normalmente, la volpe viene cacciata e catturata, facendo finire male ogni sua furbizia o scaltrezza.
E, così, il proverbio sta, starebbe, ad indicare che ogni furbizia, alla fine rimane vittima di qualcuno più forte o intelligente.
Consolatorio, questo proverbio. Contro la cultura dominante, oggi, della furbzia come virtù ... strafottente.

Ma la tua digressione ... naturalistica mi è piaciuta. Lieve e interessante. Compresa la ... propagine storico-artistica sul moasaico ravennate.
Si vede che è un animale, la volpe, che ti piace. Passa dalle tue parole, quell'affetto (si può dire per un sentimento verso un animale?).

Una buona domenica.
Un abbraccio.

teoderica ha detto...

Caro Piero,
sarà stata la curiosità quando da piccola mi dicevano: " stai attenta che arriva la volpe" , io mi aspettavo un mostro ed invece un animale bellissimo...come poteva essere cattivo...ed infatti non lo era. Hai letto come è affettuosa e tenera la mamma volpe coi suoi piccoli e come il maschio protegge entrambi. Chi ha famiglia non può più fare l' anarchico, il detto " tengo famiglia" che è visto in maniera negativa , nella mia visione non lo è , anzi è una dimostrazione di sacrificio, quindi la furbizia della volpe che si attua solo per bisogno per me è un valore che non ha niente a che fare con la furbizia dilagante oggi nel mondo umano, quindi non dare della "volpe" ai furbetti di oggi.
Ciao Piero, buona domenica, qua è grigio denso e fumoso di acquerugiola.

Gaetano Barbella ha detto...

Cara Paola, della volpe ho la visione di un volpino che mia nonna (paterna), metteva intorno al collo e poi un bel cappello. Poi si recava al battesimo del bambino o bambina che lei aveva aiutato nascere perché era levatrice condotta, ed io l'accompagnavo ma senza particolare emozione. In quel tempo ero un ragazzetto e vivevo a volte a casa sua.
Chissà che queste peculiarità non mi abbiano accompagnato nella vita ed ora sono quel che sono.
Ciao, Gaetano

teoderica ha detto...

...le emozioni quando si è piccoli, sembra che scivolino via, invece rimangono. Confessione per confessione anch'io ho nell' armadio una volpe,di tanti anni fa, mi piaceva tanto, ma poi ho cambiato idea. Non condanno neanche i cacciatori, e non sono vegetariana e non credevo di amare gli animali eppure...non riesco ad uccidere neanche un topo, i ragni mai, le mosche le mando fuori di casa aprendo uno spiraglio di luce, forse uccido qualche zanzara e gli afidi dei fiori.
Siamo quel che siamo o saremo quel che siamo?
Ciao Gaetano ...una serena settimana per te.