mercoledì 26 gennaio 2011

I VIAGGI DI GILLES ( racconto incasinato)

LUGH 31 Puntata

Vi ho parlato di Lugh in Romagna ed anche di Lugh divinità celtica.

Nei toponomi a volte rimangono più tracce che nella storia.

Ci sono molti luoghi dedicati a Lugh nell'Europa centrale e occidentale che testimoniano l'importanza del dio tra i Celti. L'antico nome Lugus sembra significhi “lucentezza, illuminazione”, è quindi connesso anche a tutte le capacità della mente umana. Lugh è l' occhio benevolo, egli sconfigge il nonno Balor che governa con l' occhio malefico. L' occhio e la luce sono la stessa cosa, la luce attiva la retina, che se non è stimolata non può iniziare a funzionare , la luce è sorgente di visione e la visione è sorgente di luce interiore e quindi di sapienza... ma se la visione è malefica la luce sarà tenebra.
Lugh significa luminoso è legato all'intelligenza, a come essa porti alla supremazia della mente sui problemi.
Lugh è esperto in tutte le arti, dalla poesia alla metallurgia, dall'arte della guerra alla musica.
Lugh nasce in un periodo di tensioni e pericoli. Il dio è figlio di Cian, figlio di Dian Cécht, e di Eithne, figlia dell'invincibile campione Balor, colui il cui occhio inceneriva tutto ciò su cui si posava. Lugh rappresenta la possibile riconciliazione tra Danai e Fomori (tra saggezza e forze del caos). Poiché la sua esistenza è un pericolo viene nascosto nelle profondità marine, dove apprende l'arte della poesia. Cresciuto, Lugh reclama il suo posto.
Secondo la tradizione gallese, egli è figlio di Arianrhod, la Dea Bianca, e di Gwyddyon, suo fratello. La madre, insofferente al nascituro, getta sul bambino tre geasa (divieti). Il bambino non deve avere un nome a meno che non gli venga dato dalla dea stessa, non può possedere armi se non donate da lei e non può avere in sposa una fanciulla mortale. Attraverso l'ingegno del padre Gwyddyon il bambino riesce ad aggirare i geasa , riuscendo ad avere un nome (la madre, stupita dalla sua abilità esclamò: Lleu Llaw Gyffes, che significa “Il leone ha la mano ferma” e che quindi divenne il nome del giovane dio), ad avere le armi (attraverso un travestimento fu la dea stessa a metterle nella sua mano) e una bellissima donna non mortale (venne creata dal padre mediante la magia e l'uso di nove fiori e il suo nome è Blodeuwedd, che significa appunto “viso di fiori”). Blodeuwedd tradisce il marito, riferendo all'amante Grown Pebr il suo punto debole, ma Lleu riusce a salvarsi e a sconfiggere il nemico. Blodeuwedd viene invece tramutata in gufo.

Lugh è l'archetipo dell'eroe salvatore, colui che porta il lieto fine. Lugh possedeva dei corvi profetici secondo le fonti più antiche.

Lugh è uno strano e molteplice dio che si confonde, si unisce e si divide. In lui si possono ritrovare: Cerridwen colei in grado di mutare il suo aspetto, Brigid la patrona tradizionale dei guaritori, della poesia e dei fabbri, i cui attributi sono la luce, l'ispirazione e tutte le attivita' associate con il fuoco e infine Morrigan a volte raffigurata con l'aspetto di un corvo, dea dell'acqua il cui suo pozzo sacro ha una fonte di conoscenza infinita ma è anche dea della guerra e delle battaglie.

immagine: Lugh

4 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Cara Paola, mi sono perso le ultime due puntate.
ma stasera ho recupeorato.Stai facendo una lunga ricerca in questo tuo lungo lavoro.
Vediamo dove va a finire il tuo Gilles!
Un abbraccio.

teoderica ha detto...

Ti ringrazio per il recupero. Mi sono divertita da matti nel cercare miti e con stupore ritrovarli nella tradizione...Piero fra poco saprai dove va a finire il Gilles e spero alla fine di scroccarti un sorriso.
Ciao.

Gaetano Barbella ha detto...

Per associazione di parola, Lugh mi ha portato a ricordare la famosa pistola più apprezzata e prodotta di ogni tempo, forse la prima tra quelle automatiche di incontestabile successo, la Luger P08, talvolta chiamata P08 Parabellum.
E sappiamo anche che la madre di Lugh, irata per la sua nascita non gradita, getta tre geasa (imposizioni) sul bambino. Una di queste era di non poter impugnare le armi finchè non fosse stata lei a dargliele, ma con uno strataggemma, Lugh riuscì a eludere il divieto e ottenere l'arma.
Sai che significa Parabellum, l'altro nome della Luger P08? Deriva dalla locuzione latina "Si vis pacem, para bellum" ovvero "Se vuoi la pace, prepara la guerra". Mica male per il nostro Lugh l'accostamento con questa pistola adottata, fino a tempo fa, non solo dai tedeschi ma anche di diversi altri stati europei e persino da Israele.

Ciao, Gaetano

teoderica ha detto...

...e Gaetano se si fossero proprio ispirati a Lugh per dare il nome alla pistola, un paragone azzeccato, tu Gaetano fai sempre centro.
Poi mi menzioni i tedeschi, proprio in questi giorni in cui si commemora il giorno della Memoria; quest' anno è stato il primo anno che non mi sono scandalizzata dei misfatti tedeschi, i tempi odierni mi fanno pensare che noi, saremo ancora in grado di eguagliarli, anzi di fare peggio.Capisco pure i futuristi col loro grido:" la guerra igiene del mondo" che è simile a "parabellum". L' uomo con troppo ozio si costruisce un cono d' ombra, l' uomo in pace si lascia andare, non sta più in campana, non sta all' erta. Mi dicono che sono una moralista, io davvero mi sento pure meschina, pure peggio degli altri, ma mi indigno a tanta immoralità che oggi dilaga...un esempio:
stavo ad ascoltare una TV locale che intervistava dei ragazzi sulla vivibilità di Bologna, i ragazzi hanno risposto: "a Piazza Verdi è pieno di feccia, pieno di drogati, gentaccia, pure mio padre mi dice non andare là che c'è la feccia." E questo lo hanno passato in TV, come se i drogati non fossero persone. Io sono rimasta sconvolta, in tutte le TV scene di Shoah e poi passano una tale intervista.
Ciao Gaetano, speriamo bene.