sabato 14 gennaio 2012

HOPE E WITTELSBACH

Belli e maledetti.
Ambiti e desiderati.
Sfuggenti e presenti.
Sono due diamanti blù , uno si chiama Hope e l' altro Wittelsbach, acquisiscono il nome dai loro proprietari che li hanno conservati per qualche tempo.
La loro brutta fama avrebbe ispirato scrittori come Alexandre Dumas e Edgar Allan Poe.
Jean Baptiste Tavernier, uomo di fiducia di Luigi XIV e trafficante di preziosi, portò con sè dall' India Hope che forse era un unico pezzo, unito a Wittelsbach.
Forse Tavernier rubò il prezioso ad una divinità indiana, i cui adepti lanciarono una maledizione.
Tavernier lo vendette a Luigi XIV.
Tavernier farà poi bancarotta e morirà da lì a poco.
Hope rimarrà tra i gioielli della Corona francese sino alla Rivoluzione . Hope passerà in varie mani, scomparirà e riapparirà, in Turchia, in Russia, poi a Parigi nelle mani di una ricca miliardaria a cui capiterà ogni sventura. Oggi Hope è al museo di storia naturale di Washington.
L' altro diamante blù appartiene alla casata dell' imperatrice Sissi. Wittelsbach rimarrà in Baviera sino ad essere venduto per problemi economici. Comincerà da allora a scomparire e a riapparire come un fantasma, fino a che viene venduto al doppio del suo valore nel 2008, ad un' asta di Christie's a Londra, al gioielliere Lawrence Graff.



immagine di Teoderica

8 commenti:

cosimo ha detto...

.....Ci sono diverse storie a proposito di gioielli ereditati o sottratti ad altri. Anche nel romanzo "Il Mulino del Po", si parla di gioielli lasciati e ritrovati, poi rivenduti, dopo rimorsi di coscienza, per poter costruire un mulino fluviale. Che si rivela, subito, maledetto.
Ma nella credenza popolare si parla pure di perle, portatrici sia di purezza che di lacrime.
Cara Paola, non ho mai posseduto gioielli, se non il mio cuore.
Buon fine settimana :-))

pulvigiu ha detto...

Non ci crederai ma non mai visto
un diamante, forse perchè non sono
attratto da ogni tipo di gioielli.

Buon fine settimana cara Paola.

Ciao da Giuseppe.

teoderica ha detto...

Più che parlare di gioielli era una riflessione sulla sincronia di Jung, del tipo disgrazia porta disgrazia, oppure una serie di coincidenze favorevoli e sai cosa ho scoperto io dopo anni di giardinaggio...più piante hai e più stanno sane...c'è qualcosa in natura che attira il simile.
Buona domenica Cosimo.

teoderica ha detto...

Caro Giuseppe,
io amo i colori e la luce e quindi ammiro le pietre preziose, anche se io non le porto, non ho neanche la possibilità di comprarle, ma se avessi i soldi non ne comprerei io non mi sento a mio agio con le cose costose, pensa che il mio più gran divertimento è trovare abiti belli a 5 o 10 euro, toh al massimo posso spenderne 20.
Ciao Giuseppe.

pietro d. perrone ha detto...

Certe pietre hanno la storia che hanno alcuni quadri.
Mi vengono in mente storie stranissime e racconti letti...
Ecco, L'isola dei morti, di Bocklin, ti allego un semplice link, se ti fa piacere: http://it.wikipedia.org/wiki/L%27isola_dei_morti_%28dipinto%29

Oppure, L'origine della vita, di Courbet... ed ecco un altro link: http://it.wikipedia.org/wiki/L%27origine_du_monde

oppure ... l'amor vincitore di Caravaggio... segue il link: http://www.giustiniani.info/amor.pdf...

Un abbraccio e buona domenica, Paolè,
Piero

teoderica ha detto...

Uhhhhhhhhhhhhhh Piero ma tu vai nel mistero profondo di eros e thanatos, li conosco i dipinti , L' isola dei morti l' ho pure reinventata ed è stata esposta in una mostra piuttosto importante, ce l' ho ancora io, è rimasta invenduta e nessuno si è accorto dell' ispirazione, per il dipinto di Coubert mi intriga molto di più lui, coi suoi quadri ambivalenti, alcuni bacchettoni altri esplosivi, lascivi, erotici e rivoluzionari, non si capisce niente di arte se non si è mai visto l' origine del mondo e da qui ridere del mondo.
Ciao Piero.

francesca ha detto...

allora abbiamo qualcosa in comune... trovare cose belle e poter spendere poco... anche se non è facile si può! buona serata

teoderica ha detto...

Ciao Francesca,
piacere di averti trovata da me...fra poco vengo a trovarti.
Ciao.