martedì 17 gennaio 2012

TRA MISTERO E REALTA', DAL CODICE DA VINCI ALLA ROMAGNA


Il romanzo" Il codice da Vinci" di Dan Brown, apparentemente, si appoggia su di una “base” storica che dovrebbe, in qualche modo, ratificarne valore e credibilità: il cosiddetto “mistero di Rennes-le-Château”. L’origine di questo “mistero” è comunemente attribuita ad un “terribile” segreto scoperto da don Bérenger Saunière (1852-1915), un sacerdote francese nato e vissuto nell’estremo lembo Sud del paese, l’Aude, non lontano dal confine con la Spagna. Secondo l’ipotesi più diffusa egli avrebbe trovato qualcosa che proverebbe “inequivocabilmente” che Gesù sopravvisse alla croce e generò figli con Maria Maddalena. Tuttavia, non mancano alternative che ipotizzano che il segreto possa essere d’altro genere: il tesoro del Tempio di Gerusalemme, la coppa del Graal, un procedimento per diventare immortali, la memoria di una catastrofe ciclica, e molto altro. In ogni caso Saunière sarebbe venuto a parte , forse inavvertitamente forse no , dell’esistenza di una società occulta, ramificata e potente, il Priorato di Sion, (di cui sarebbe stato parte Leonardo da Vinci in ottima e qualificata compagnia), che avrebbe avuto lo scopo di gestire il segreto. Tutto ciò sarebbe provato da una complessa rete di iscrizioni su pietra, messaggi inseriti in quadri, pergamene, lettere, annotazioni e libri.Una sorta di organizzazione esoterica che aveva il compito di trasmettere ai posteri nel tempo, il segreto di Rennes Le Chateau passerebbe anche per la Romagna. Dopo la scoperta di uno schizzo su un taccuino, che farebbe risalire a Leonardo la costruzione del Duomo di Faenza, in Romagna si aggiungono altri due misteri sul genio fiorentino.Una lapide del 1600 proveniente dalla facciata del Duomo di Faenza cela un messaggio segreto, solo ora decifrato dallo studioso faentino Alberto Sehonwald, inoltre esiste un rebus contenuto nella Pala Bertone, di autore ignoto, di proprietà della pinacoteca faentina. Sia nella lapide , sia nella Pala ci sarebbero chiari riferimenti al paesino francese, la frase trovata sarebbe questa:" sul monte Bezu a Rennes la Chiesa di Cristo cela l' arco nei monti".


Immagine : Rennes La Chateau di Teoderica

6 commenti:

Soffio ha detto...

Di recente ho visitato la Roslyn Chapel vicino a Edimburgo dove viene a terminare il romanzo che é indubbiamente intrigante. Ciao teo

cosimo ha detto...

L'occulto e il mistero sono parte della vita degli uomini. Aggiungerei pure la fantasia, l'immaginazione. Poi l'arte di ricamare è di tutti.
Personalmente ritengo un po' bizzarra la tesi che Gesù sopravvisse alla croce e generò figli con Maria Maddalena.
Chissà, forse un giorno si potrà dire qualcosa di simile, pure per il Cavaliere.
Un beso misterioso.

Gaetano Barbella ha detto...

Mi sono soffermato sulla pala Bertone di autore incerto. L'attenzione vi è stata rivolta in relazione al "mistero di Rennes-le-Château” e così anche la mia attenzione "casuale", come a "chiedermi" lumi da parte "ignota", "conoscendomi", che potrebbe servire una mia possibile intravisione? Ma è una domanda rivolta in particolare al mistero, naturalmente.
Ho guardato attentamente il quadro in questione grazie ad una buona foto presente sul web [http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Menu-Utility/Immagine/index.html_646881720.html] ed ho usato lo stesso criterio di indagine praticato per Melencolia I di Durer, crecando di scoprire l'origine delle costruzioni disposte sullo sfondo. Quelle a sinistra (a destra della Madonna) mi hanno portato a rivedere una particolare vista dall'entrata, la famosa Sagrada Familia, un po' camuffata inferiormente. Agli artisti conta l'idea e non tanto la perfetta aderenza alla realtà.
Ma è pur vero che le date non coincidono, quelle dell'esecuzione della pala (1483-84) e dell'inizio lavori della S.F (1882 e proseguiranno ancora per molti anni, probabilmente fino al 2026).
Ho preso una cantonata allora?
Forse sì ed anche no se ci si lascia sfiorare dal mistero, poiché si tratta di ciò ("mistero di Rennes-le-Château”). Ed è vero anche che mi ritengo incline alla ragione attraverso la matematica, meglio la geometria.
Un segno del futuro quello immaginato dal pittore ignoto (altro mistero!) allora? Come una sorta di bottiglia del naufrago, in aderenza alla velata tristezza della Madonna che i diversi bimbi, a mo' di giullari, cercano di allietare?
Ed ora son qui a raccogliere quella bottiglia (un certo vaso di Pandora epocale?) e rifletto sull'interpretazione da dare alle guglie svettanti della basilica di Barcellona che vuol dire "Tempio espiatorio della Sacra Famiglia". Ma c'è dell'altro perché si tratta di un tempio che non fu completato e si prevede che lo sia nel 2026, come suddetto. Anton Gaudì, chi la progettò e costruì, la mise nella mani di San Giuseppe e disse che solo lui l'avrebbe completata. Gaudì fu sfortunato perché morì investito dal tram e in quel momento nessuno lo riconobbe.
A questo punto quel detto trovato, "sul monte Bezu a Rennes la Chiesa di Cristo cela l'arco nei monti", può ben essere in sintonia sul destino abbastanza noto della Sagrada Familia!
Ecco un certo risvolto del "Codice da Vinci" che non è poi tanto da scartare...
Gaetano

teoderica ha detto...

E così caro Soffio, troverai intrigante anche Faenza che fa parte della provincia di Ravenna, caro emiliano, la Romagna è misteriosa.

teoderica ha detto...

Caro Cosimo,
da piccola mi portavano a messa ogni domenica ed io pensavo a Gesù così bello e riccioluto e alla Maddalena che gli lavava i piedi e glieli asciugava coi suoi lunghi capelli, e Gesù le diceva alzati hai tanto amato starai con noi...se questo non è amore.

teoderica ha detto...

Caro Gaetano,
sposo subito la tua tesi, la metafora di un arco di monti per il tetto della Sagrada Familia è spettacolare...essì andrò ad indagare un po', anche se qualcosa so di quello strano Leonardo spagnolo.
Grazie Gaetano i tuoi lunghi commenti danno lustro al mio post...ho ricevuto apprezzamenti per la tua conoscenza da altri commentatori.
Ciao.