mercoledì 6 aprile 2011

ROSSANA

ROSSANA ultima parte


“ Come mi sento bene, “ si disse Rossana svegliandosi nel grande letto disfatto come un campo di battaglia .

Non era vero niente, Rossana si sentiva sporca, denudata, derubata, un rimorso feroce le attanagliava le membra, per un po’ di sesso, per la sua vanità, aveva sacrificato i suoi valori sacri. Lui glieli aveva fatti sembrare vecchi ed obsoleti ed ora Rossana piangeva e pregava, farneticava che voleva tornare indietro, di non fare quello che aveva fatto, ben sapendo che era impossibile tornare indietro nel tempo, piangeva ed assurdamente pregava, pregava che qualcuno le alleviasse quel dolore di morte, morte del suo io più intimo.

“Che hai, svegliati, svegliati.”

La voce di suo marito le risuonò nelle orecchie, Rossana pian piano, riemerse dal suo dolore, le si accese un barlume di speranza, Rossana si rese conto di essere nel suo letto matrimoniale con suo marito accanto, non a Parigi col suo Lui, era stato tutto un sogno, anzi un incubo.

Uscito il marito per il lavoro, la figlia per la scuola, Rossana rassettò velocemente la casa, ma prima di uscire per l’ ufficio, accese il computer ed inviò una e-mail.

“ Ho cambiato idea, non mi interessa volare alto, io amo la mia famiglia e le cose semplici. Parigi non fa per me”

Spense il computer , accese un sorriso ed uscì veloce di casa.


immagine di Teoderica

16 commenti:

cosimo ha detto...

Avevo scritto questo, sulla seconda parte della favola.
"Paola la tua meravigliosa tela, non fa solo da cornice, ma è l'altra parte narrate, quella non scritta ma che fa nascere bei pensieri. Quella margherita, per me è la purezza del cielo dell'amore e della passione."
Insomma avevo letto bene, nella tela, quale sarebbe stata la terza ed ultima parte della favola. Per me anche questo è un volo. E' verso quel cielo d'amore e di passione già conosciuto ed abitato magicamente da lei assieme a suo marito.
Un sorriso di mare!

Ps- oggi, qui il mare è un po' arruffato dal vento, seppure ci sia un bellissimo sole.

Gaetano Barbella ha detto...

Ah, mia cara Paola com'è facile cambiare! Basta svegliarsi e tutto svanisce! Eppure è tutto dentro di te se no dove la storia di Parigi? Fa parte della vita che ha bisogno che muoia qualcuno ed un altro viva. A volte è Barabba e altre volte è Gesù, l'Uomo in noi quello del sacrificio.
Mi sovviene in soccorso la locuzione latina "si parva licet componere magnis", (oppure semplicemente "si parva licet") che tradotta letteralmente, significa se è lecito paragonare le cose piccole alle grandi (Virgilio, Georgiche, IV, 176).
Il poeta dice queste parole mettendo a confronto il lavorio delle api con quello dei Ciclopi che lavorano alla costruzione dei fulmini.
Nell'uso quotidiano si suole citare la frase quando si fanno paragoni che potrebbero sembrare sproporzionati.
Ecco il bene e il male all'opera. Imbarazzante, vero?
Si tratta di un confronto apparentemente irriducibile che effettivamente sta alla base dello sviluppo delle conoscenze umane.
Come si evince, così disponendoci vedremo scorrere fra i due poli, delle api e dei ciclopi, lo svolgere di un immaginario Dna della vita ciclica. Epoche che si alternano e si ripetono, "quattro stagioni" - mettiamo - espresse in tanti modi fin dentro i sentimenti, metafore radicate che condizionano la vita umana e, naturalmente, anche la vita animale, vegetale e minerale, cosmo compreso.
Ma siamo appena, appena alla periferia del problema sulla contesa di quei petali bianchi del "m'ama, non m'ama" o mettila in tanti altri modi. Si tratta del potere dell'amore e della sua negazione che hanno il loro dominio nell'interiorità umana...
Di qui l'idea di una fonte sorgiva da attivare o no...

“Ho cambiato idea, non mi interessa volare alto, io amo la mia famiglia e le cose semplici. Parigi non fa per me”
Oggi è così ma domani? Salvo a fare un sacro giuramento, ma sei disposta alla rinuncia della libertà e disporti a combattere il destino e subirne i rovesci quando meno te l'aspetti? E non si tratta di reali battaglie nel concreto ma nell'interiorità.
Ma si parla anche di esseri umani in transizione, quasi semidei, direbbe Omero.
Gaetano

teoderica ha detto...

No, Cosimo non hai capito la mia Rossana, l' avevi capita al primo commento, lei era amata, ma voleva amare anche, voleva la sua metà che le mancava,quella pratolina è la figlia, il suo inconscio le proietta cosa sarebbe successo, lei lo ascolta perchè capisce che tutto l' amore in più che ha lo riverserà sulla figlia, lo vedi tutto quel rosso liquefatto è tutto per la sua pratolina cioè sua figlia.
Ciao...ma tu non lavori,sei sempre al mare.

teoderica ha detto...

...e tu invece Gaetano hai capito, infatti scrivi
...Si tratta del potere dell'amore e della sua negazione che hanno il loro dominio nell'interiorità umana...
Di qui l'idea di una fonte sorgiva da attivare o no...come già ho detto a Cosimo la fonte sorgiva da attivare è la figlia, un mio personaggio non abbandonerà mai la figlia o il figlio, io che ho dentro di me il male di vivere, potrei mai dare alla luce ad un essere, e dopo avergli dato questo peso lo devo pure abbandonare,giammai.
Poi Gaetano tu colpisci ancora e fai centro con queste parole
...Oggi è così ma domani? Salvo a fare un sacro giuramento, ma sei disposta alla rinuncia della libertà e disporti a combattere il destino e subirne i rovesci quando meno te l'aspetti? E non si tratta di reali battaglie nel concreto ma nell'interiorità...infatti domani come è il ciclo della vita Rossana perderà la figlia che si farà una sua vita,che farà Rossana...è ancora tutto da scrivere.
Buonanotte Gaetano, ti auguro sogni dolci.

cosimo ha detto...

..posso stare al mare almeno fino alla fine del mese, salvo che non decida per un prolungamento a vita.
Buonanotte rondinella e sogni d'oro.
One kiss for you.

hector49 ha detto...

"Non c'è niente di nuovo nell'aria, anzi c'è antico". Sei diversa Paola, dalle donne di oggi, che sono le stesse che non frequento io. Mi sono perso un po' di Rossana però lo intuisco. Sei pura, forse, oppure hai nostalgia per quello che hai perso. La prima Rossana era intimorita della perdita, questa è terrorizzata dalla presenza. In fondo hai sofferto nella vita se hai questi pensieri. Però un mio grande amico, che non vedo mai ecco perchè è grande, mi dice sempre che "vuole una donna" come Ingrassia in Amarcord di Fellini, la sua moglie è stata e sarà l'unica donna della sua vita. Ma non so se è felice, prende qualche pastiglia. Aspetta sempre qualcosa o qualcuno, e chissà, vorrebbe recarsi a Parigi? Non lo farà mai, credo. Una volta lo hanno accusato di aver portato in auto una brasiliana. Per fare sesso. Penso che l'idea non lo abbia sfiorato mai. Ciao Rossano. Ciao Paola

cosimo ha detto...

Buon giorno Paola!
...ritorno su Rossana e sul viaggio a Parigi. Che non era frutto solo di un sogno notturno, bensì di qualcosa di più concreto e sostanzioso. Era un viaggio concordato assieme all'uomo per il quale aveva deciso di lasciare il marito e il resto della famiglia. E lasciare marito e famiglia non è trasgredire. E' ben altro, è, da subito un proposito, che diventa poi un progetto di vita nuova non solo per lei, bensì per tutti quelli che ruotano attorno a questa decisione. Pertanto ritornare indietro, negarsi al progetto con una semplice mail, non è stato il massimo del rispetto verso se stessa e verso il suo Lui. Decidere in presenza di un sentimento, non è come cambiarsi un paio di scarpe, anche più volte, prima di uscire di casa.
Qui c'è un bel sole e un invogliante mare...passo un po' da lui. E come sempre passeggerò verso nord tra migliaia di pratoline....con uno sguardo e un pensiero rivolti alla rondinella.
Buona giornata.

cosimo ha detto...

..ho cambiato il cielo, lì da me. Poi dimmi se ti piace.
Un beso.

teoderica ha detto...

Ettore, non ho capito tutto quello che volevi dire, ma ...Aspetta sempre qualcosa o qualcuno... ecco questa cosa qui fa parte anche del mio carattere, un senso di attesa di che non so, però ho letto una poesia sulla Voce, che poi posterò, parla di" un quel", ecco io ho quasi sempre "un quel".
Chi sia poi Ingrassia in Amarcord non lo so, a me non piace Fellini, tenetelo pure voi riminesi.
Ettore, mi manchi, la terza pagina non mi piace più, forse smetto di leggere la Voce.
Un abbraccio di caldi bit.

teoderica ha detto...

Cosimo sei fortunato a poter stare tanto tempo al mare in queste giornate che sembrano di maggio ( lo sai che maggio è il mese del vino e delle rose?).
Quando si tronca un rapporto bisogna essere netti, un taglio e zac. Così il Lui la odierà e farà prima a dimenticarla e Rossana si sentirà meno in colpa per aver pensato di lasciare la famiglia...poi cosa fondamentale Rossana vuole essere pura e sincera per essere da esempio alla figlia, ai figli non occorrono parole ma esempi.
Se mi piace il tuo nuovo cielo? Boh è strano, ma a me piace lo strano.
Buonanotte Cosimo dolci sogni con Lilith.

pietro d. perrone ha detto...

Cara Paola, Parigi si è rivelata solo un sogno... anzi un triste sogno, quasi un incubo.
Almeno nell'esperienza di Rossana.
Che prova sollievo infinito quando si ritrova tra le vecchie pareti di casa, tra le lenzuola di sempre, a fianco del solito marito ...
Scampato pericolo!
Un sorriso.
Un sospiro di sollievo...
E via!
Via di casa.

Mi piacerebbe raccontarti quel che accade nel resto della storia, quella che tu hai taciuto, che non hai ancora/più scritto.
Dove va Rossana?
Entra o esce dal suo mondo di consuetudini e routines ?
Mi piace questa suspence che apre la storia a finali imprevedibili.
Ognuno la può immaginare come gli piace di più.

Perchè, poi, in fondo, la storia che hai raccontato è anche la nostra, di noi che la prendiamo per mano e l'accompagnamo nel nostro mondo...
Lì può fare incontri, trovare piaceri e dolori, compiere imprevedibili svolte ...

Se avessi chiuso il racconto con un finale diverso non saresti stata tu Paola mia. Non sarebbe stata la storia di una che vive sul confine, di una che non restare chiusa in una casa, in una stanza, prigioniera di una vita che si riduce ad una cella con una finestra ed un letto, per di più matrimoniale...

Quel finale aperto, che è una porta, attraverso la quale si entra e si esce, un varco attraverso cui si passa per andare in mondi inesplorati, quel finale è l'immagine dell'idea che io ho di te.
Un bacio.

teoderica ha detto...

Quel finale aperto, che è una porta, attraverso la quale si entra e si esce, un varco attraverso cui si passa per andare in mondi inesplorati, quel finale è l'immagine dell'idea che io ho di te.
Bè Piero sinceramente questo che tu dici mi stupisce, perchè veramente non avevo fatto caso al finale, ci penserò sù sul perchè la faccio uscire da casa.
Non sarebbe stata la storia di una che vive sul confine, di una che non restare chiusa in una casa, in una stanza, prigioniera di una vita che si riduce ad una cella con una finestra ed un letto, per di più matrimoniale...
e mi stupisci ancora di più con questa frase, vivere sul confine vuol dire interrogarsi sempre sull' altro, vuol dire cercare di capire e comprendere anche Berlusconi, vuol dire cercare di capire il perchè del brutto e il perchè del bello, vuol dire varcare tutti i confini perchè è solo quello che ti ha inculcato la società che ti frena, sto sul confine perchè mi piace tutto e sondo tutto...ma Piero solo con la mente.
Un abbraccio di bit.

cosimo ha detto...

...beh maggio è il mese in cui sono nato, e raccontano che sia il mese più bello dell'anno. So' pure delle rose e del vino, e di una rosa in particolare, che a me piace tantissimo: la centifolia. Mentre aprile è il mese per la semina dei girasoli, altro fiore che preferisco.
Da sempre posso dedicare abbastanza tempo al mare in ogni stagione.
Grazie Paola, buonanotte a te con sogni pieni di luci di vita.

cosimo ha detto...

..toc toc
..buongiorno Paola e buona giornata di sole nel giardino dei tuoi pensieri.
Un sorriso d'orizzonte di mare.

teoderica ha detto...

...lo so che sei nato il 5 di maggio, sarà per quello che sei fortunato e puoi avere tanto mare, oppure sarà che fai la dichiarazione dei redditi ai proprietari dei pescherecci...chissà, intanto sei molto gentile a darmi la buonanotte e il buongiorno con sorrisi delicati.
Un bacio soffiato fra le dita ti giunga lieve sulla guancia sinistra.

cosimo ha detto...

Grazie Paola
...e sulla guancia sinistra ti giunga un bacio affidato al correre verso nord della luce del faro.