martedì 3 maggio 2011

AMORE E GELOSIA di GAETANO BARBELLA


AMMORE E GELUSIA

Di Gaetano Barbella

Con Napoli nel mio cuore, sull'amore e gelosia, io credo che non ci sia di più di innamorato napoletano a patire per la gelosia, almeno questo era nel passato, ai tempi del grande poeta Salvatore di Giacomo.

E se capita di innamorati con temperamenti contrari all'insegna, uno del fuoco e l'altra dell'acqua, come effettivamente fu per Salvatore di Giacomo e la moglie Donna Elisa Avigliano, allora è davvero 'nu guaio serio”, un guaio serio, detto in napoletano.

Da un articolo di Angelo Chimienti, “Un amore d'altri tempi”, che ho tratto da internet[1], così si prefigurano Salvatore di Giacomo e la moglie Donna Elisa.

[…] Donna Elisa fu moglie di Salvatore di Giacomo e nessuna biografia di donna fu più influenzata e quasi sublimata nella poesia da lei stessa ispirata. Alcune poesie sono tanto intimamente legate dal poeta alla persona di Elisa Avigliano che servono a scoprire dell'artista, svolte, crisi dolorose e passioni cocenti perché Di Giacomo, dell'amore umano capì tutto e soffri tutto; da poeta ma anche da estraneo. [...]

In quel tempo il "vero amore" era quello che si reggeva su un letto di spine, con le incertezze, quando non esistevano in realtà, tradimenti e perfidie. L'idillio prima del matrimonio durò 13 anni ed insieme furono innamorati "ntussecusi"[2] ed irragionevoli. Salvatore ossessivo nella sua poetica dolente o fantasiosa; Elisa, donna tormentata, riflessiva e concreta. La poesia poi, faceva il resto e della onestissima Elisa il poeta gelosissimo vagheggiava tradimenti e situazioni irreali che servivano solo in parte a placare il desiderio insoddisfatto di possesso. […]

E, naturalmente il nostro poeta di Giacomo non manca di prefigurare con i versi questa amara realtà amorosa che in una poesia, in particolare, ne amplifica la drammaticità al limite di una potenziale tragedia.

In “Tarantella scura” è l'amore e gelosia che tengono banco, lui è tutto fuoco e lei tutta acqua...

TARANTELLA SCURA

Di Salvatore di Giacomo

Tu mme vuo’ troppo bene e si’ geluso,

e i’ nun so’ degna ’e te, ma so’ sincera;

tu te si fatto amaro e capricciuso,

mme lasse ’o vierno e tuorne a primmavera.

E a primmavera vuo’ truvà custante

chi nun ardette maie, manco ll’ està:

no, fedele io nun so’, nun songo amante,

ma nun me dice ’o core ’e te ngannà...

Abballammo! (’O bbi’ c’ ’a gente

rire, sente e tene mente?...)

Tarantella e iariulì!

Tarantella e lariulà!...

(E sta storia malamente

chi sa comme fenarrà!...)

A tte te nfoca ammore e gelusia,

e ’a nera gelusia maie nun se stracqua:

coce sta mana toia; fredda è sta mia,

e simme tale e quale ’o ffuoco e ll’ acqua.

Chi sa qua’ vota lúcere antrasatto

nu curtiello appuntuto aggia vedé!...

Chi sa qua’ vota fenarrà stu fatto

ca i’ cado nsanguinata nnanz’ a te!...

Abballammo!... E nnanz’ ’a gente,

ca ce sente e tene mente,

nuie cantammo: E lariulì!

nuie cantammo: E lariulà!

(Ma sta storia malamente

chi sa comme fenarrà!...)

Traduzione

Tu mi vuoi troppo bene e sei geloso,

e io non son degna di te, ma sono sincera;

tu sei diventato amaro e capriccioso,

mi lasci d'inverno e torni a primavera.

E a primavera vuoi trovare costante

chi non arse mai, neanche all'estate:

no, fedele io non sono, non sono amante,

ma non mi dice il cuore di ingannarti...

Balliamo! (Lo vedi che la gente

ride, sente e si ricorda?)

Tarantella e iarulì!

Tarantella e lariulà!...

(E questa brutta storia

chissà come finirà!)

T'infiamma l'amore e la gelosia,

e la nera gelosia mai si bagna:

cuoce questa mania tua; fredda è questa mia,

e siamo tale e quale al fuoco e l'acqua.

Chissà quale volta luccicherà all'improvviso

un coltello appuntito dovrò vedere!...

Chissà quale volta accadrà questo fatto

che io cado insanguinata davanti a te!...

Balliamo!... E davanti alla gente,

che ci sente e si ricorda,

noi cantiamo: E lariulì!

Noi cantiamo: E lariulà!

(Ma questa brutta storia

chissà come finirà!...)

Brescia, 2 maggio 2011


[1] Da un articolo di Angelo Chimienti. L'amore d'altri tempi. Vedi http://utenti.multimania.it/slltt/unamore.htm

[2] Ntussecuso = velenoso, maligno, attabrighe.

9 commenti:

cosimo ha detto...

Ciao Paola,
bel tema la gelosia!
A torto la consideriamo espressione di intensità d'amore, invece la gelosia è solamente espressione della paura dell’uomo o della donna, di perdere il proprio oggetto d’amore. Quella persona per noi speciale che, per ragioni spesso antiche e misteriose, ha in mano le chiavi del nostro cuore e della nostra felicità. Ma c'è pure chi nella coppia reputa non del tutto amore se l'altro non mette fuori la gelosia. Ricorre a volte a comportamenti ad ok per farla nascere. Poi una volta nata fa il suo percorso devastante. E quando la gelosia è estrema diventa persino pericolosa per l'incolumità fisica di entrambi i soggetti. Pertanto meno Otello si è, e meglio si vive un rapporto a due importante. L'equilibrio sarebbe il comportamento più appropriato, ma non è facile essere equilibrati ed equilibristi. Solo lavorando dentro noi si arriva a ciò.
Un beso.

pietro d. perrone ha detto...

Paola, o Gaetano, stavolta è a lui che mi rivolgo, bellissimo il post di oggi.
La napoletanità mi scorre nelle vene, lo sai, lo sapete, forse.
L'evidenza dei sentimenti, per i napoletani, è pura teatralità della vita, tanto rendere minimo lo spazio che separa quella, la vita, da questo, il teatro, arte nella quale Napoli ha dato alcuni dei suoi figli migliori.
Ma nelle vene dei napoletani scorre la canda linfa di tutte le arti, musica, poesia, letteratura, e anche la cultura ha avuto, qui, figli sublimi.
Facciamo un gioco: mettiamo a confronto ... 4 città italiane, quattro grandi ... capitali della cultura.
Io direi: Milano, Firenze, Roma e Napoli, facciamo cinque, và, aggiungiamo Palermo.
Ecco, adesso ce le abbiamo davanti.
Mi batte forte il cuore, all'idea che ora debbo scegliere e scartare, una alla volta, una per una, quelle che mi sembrano più ... o meno ... insomma, così, per far rimanere solo l'ultima, quella che sarebbe in cima a questa classifica fantastica.
Primo scarto: Genova. Dico solo Montale. E De Andrè, Tenco, Paoli ...Si, cantautori e poeti. Grandi. Grandi e moolto legati al cuore mio, alla mia vita... ohops, questa non c'era nell'elenco, ma ce l'ho voluta aggiungere lo stesso!
Secondo scarto: Palermo o Milano? Comincia ad essere terribile, e non devo tenere conto neanche un pò del contributo della natura, del paesaggio ...
Scarto prima Milano, coisuoi pittori, i suoi poeti, i suoi scrittori, che anche quando non sono nati lì, lì hanno trovato casa, editori, case d'arte ...
e poi Palermo, coi suoi tesori d'arte nascosti ed il contagio di un'intera regione che, stavolta, grava tutta sulla capitale dell'isola.
So che sto facendo un torto, un torto prima all'auna e poi all'altra...
Restano Roma, Firenze e Napoli.
Già, come si fa?
Napoli è capitale del teatro, del sentimento, si come ho già detto.
Roma è la carne della bellezza che s'impietra in città.
Firenze è la sublimazione dell'arte e dell'Uomo.
Non so andare avanti.
Non riesco a scartare.
Mi aiuti tu, Paola? E tu, Gaetano? E gli altri amici del blog?

Gaetano Barbella ha detto...

Caro Paolo, perché invece non tenerle tutte insieme? Se si finisce - mettiamo - per scegliere Napoli la teatralità rischia di tenere banco e questo è deleterio. Anche le altre città hanno vizi e virtù e allora diciamo che si parla dell'Italia.
Grazie dell'apprezzamento del post.
Ti saluto, Gaetano

Un abbraccio a Paola

teoderica ha detto...

Caro Cosimo,
questa volta sono d' accordo con te...la gelosia è solo possesso...non si capisce bene di cosa e forse è solo insicurezza.
Un beso.

teoderica ha detto...

...caro il mio Piero e Ravenna la città della morte e della nebbia neanche l'hai citata, eppure sei nel mio blog e Ravenna è la città della non gelosia perchè è la città del non...e tanto per informarvi a me la gelosia, la teatralità, la simulazione non mi tocca.
Un caldo abbraccio.

teoderica ha detto...

Caro Tanino,
a te rispondo...santa mai...tu capirai.
Baciolotto.

pietro d. perrone ha detto...

Non ho citato Ravenna, è vero, e neanche Venezia, o Bologna o... quante altre città ho dimenticato, tralasiato... me ne scuso.
Alla prossima.

teoderica ha detto...

...sei scusato.
Un beso di inoraggiamento per la prossima volta.

hector49 ha detto...

Napoli è importante ma la demoliscono gli stessi napoletani, è un lento suicidio verso il nulla, non riescono ad esaltare i punti belli della città se non con un punto di vista da burattino: noi siamo così, che ci volete fare?