domenica 1 maggio 2011

IN EFFETTI FREUD MI HA ROTTO LE SCATOLE

(Da un articolo di Gianfranco Morra su la Voce)



Poche parole sono alte e nobili come " moralismo". Ce lo dicono tutti i dizionari e ce lo conferma l' uso della parola sino al 1968.
E' con la rivoluzione del risentimento degli anni Sessanta che il termine cambia significato. Ricordiamo tutti come andarono le cose, fu una lotta contro gli "ismi". La famiglia , che non esiste senza autorità, era solo autoratismo; l' agire paterno divenne paternalismo ; la scuola fu accusata di nozionismo ; la chiesa di sessuofobismo; la mascolinità degradata a maschilismo, rigorosamente proibito, al contrario del suo complementare, il femminismo, innalzato agli altari.
Era la precisa strategia di lotta del falso obiettivo: distruggere il genuino chiamandolo con un nome che indica la sua degenerazione. Non per recuperare i modelli autentici, ma per non avere più alcun modello. Come vediamo oggi, in cui, proprio per la mancanza di modelli, famiglia, scuola, parrocchia, politica si vivono momenti di crisi e desolazione. Nel solco di Marx: il matrimonio è prostituzione legalizzata; e di Freud: gratta sotto agli alti ideali, e ci trovi il sesso, anzi le sessuopatie.
Tutti ormai, di sinistra o di destra, se ne servono.E' nato un nuovo sport nazionale, il tiro al moralismo, in appoggio ad un altro sport, il tiro al giustizialismo. Due sport che cercano di nascondere peccati ed anche colpe nella generalizzazione di una fogna morale come costume di tutti.
Ciò che preoccupa in questo avvilimento del moralismo, da alta virtù a meschino calcolo, è l' evidente mancanza, nei nostri concittadini, di forti criteri di valutazione etica.
Una società va avanti fin quando il popolo disapprova moralisticamente, cioè in nome dei principi morali, i comportamenti devianti. Quando non li rifiuta più, quando li fa propri, almeno nell' animo, quando ha perso lo sdegno per l' immoralità,allora è già entrata in ciò che papa Ratzinger chiama relativismo e nichilismo. Contro la quale c'è un solo rimedio: il moralismo quello vero. Non quello che serve solo per distruggere qualcuno o per conseguire vantaggi politici. Che è proprio la caricatura, anzi la prostituzione della morale.

immagine di Teoderica

16 commenti:

Soffio ha detto...

Credo che oggi, con Silvio, l'operazione perniciosa sia quella di aver nobilitato l'Ombra, ovvero la parte che in genere viene ritenuta non gradevole, da nascondere, da tenere ai margini. Tutti abbiamo "ombre". Ma oggi la cosa grave é che tali ombre sono assurte a merito, a vanto. Silvio e la tv a seguire nobilita ciò che ieri era vergogna. Operazione che sarà molto difficile da contrastare e che ha eroso il popolo dal di dentro.

cosimo ha detto...

Ciao cara Paola
..parto da quella che tu impropriamente chiami "immagini di Teoderica" e che io con l'unico termine appropriato chiamo Opera d'Arte.
Complimenti vivissimi!
E dove vedo il grande labirinto dei pensieri dell'uomo, tra quelli più colorati che emergono o vogliono emergere e quelli più scuri che volutamente si nascondono o corrono a nascondersi.
Bè ai giorni nostri qualche Marx e qualche Freud circola ancora e per di più a libro paga della collettività. Si chiamano annozero, ballarò, Beppe Grillo, Nichi Vendola. Poi ci sono alcuni quotidiani o settimanali a libro paga di chi vuol spedere quattrini per sentirsi moralista pure lui. Ma solo nel tempo che li sta leggendo. Salvo poi andare sottobraccio e sopraletto a qualche escort. Sono questi che demonizzano le "silviate" per chiudere gli occhi preventivamente a coloro che potrebbero vedere le loro "silviate". Per concludere mi chiedo come definirebbe papa Ratzinger, la pedofilia nella chiesa, relativismo e nichilismo?
Paola, buona continuazione di domenica.

Gaetano Barbella ha detto...

Ah! mia cara dolce e tenera Paola che si dispone a usare il “dente di leone” e soffia su un fuoco che non si estingue mai, ma è solo il soffione del fiore, che tu hai predisposto come logo del tuo blog.
Ti sforzi di allestire nuovi post, che devi a volte inventare, ed è sempre un gioco come per quel soffione, poi tutto passa. Ma è il lavoro di tanti bloggers come te, che in certi momenti, giunti sulla soglia critica, con un sospiro esclamano “e anche questa è fatta”, domani si vedrà cosa fare col “copia e incolla” per allietare gli amici del web.
Oggi è di scena il moralismo, in realtà il falso moralismo, e guarda caso, essendo proprio oggi 1 maggio, la festa dei lavoratori, Google inventa per l'occasione il Doodle per il suo logo. Qui magistralmente troneggia la chiave inglese al posto della L di Google.
Ma che c'entra, dirai, con il mio tema sul moralismo? C'entra perché porta ad una metafora che fa luce sul moralismo spiegandone la storia che tu hai raccontato.

Strane curiosità sul conto della chiave inglese che è meravigliosamente importante, quasi un personaggio per i meccanici che senza di lui non potrebbero lavorare. Ma c'è di altro sul suo conto, presa a simbolo, perché è causa di competizioni per scalate di poteri nel mondo dell'industria e non solo.
Impropriamente la chiave del logo di Google in questione è chiamata "chiave inglese". In realtà, questa chiave in origine sembra che sia stata di fabbricazione svedese (da: Storie di cose semplici, di Vittorio Marchis Ediz. Hoepli). L'inventore si chiama Johan Petter Johansson, un meccanico che per non portarsi appresso tutta una serie di chiavi, inventò e brevettò nel 1892 una chiave regolabile.
Ma come al solito, in sede di brevetti, basta cambiare qualcosa e la stessa chiave che è regolabile - mettiamo - cambia nazionalità. Così i francesi ebbero l'analoga chiave (clé molette) che chiamarono Madame 101 e poi Clè 101 che era più moderna. E poi ci furono gli americani...
Infatti, ufficialmente questa chiave regolabile, viene detta Crescent, nome che si riferisce alla fabbrica Crescent Tool che l'ha fabbricata per prima e che è americana, appunto. Questa fabbrica è stata fondata a Jamestown, New York, da Karl Peterson e Edward J. Worcester nel 1907 e si rese famosa, appunto, per le sue chiavi inglesi.
Capita spesso di scoprire cose del genere. Per esempio la chiave di Stillson, anche detta serratubi o a rullo, che vediamo in mano agli idraulici quando montano le tubazioni dell'acqua.
Oppure ancora le chiavi brugola costituite da asticine piegate a sezione esagonale e di vari calibri, che servono a fissare viti con testa ad incasso (foro esagonale). Brugola è il nome di una importante fabbrica italiana che li fabbrica, appunto.

Basta cambiare i materiali - mettiamo - e la chiave diventa tutt'altro, perché un oggetto così semplice e comune assume valori simbolici e dalla metafora subisce ulteriori metamorfosi. Ma i lavoratori, cui è dedicata la chiave Crescent, per la loro festa oggi, pur usandola tutti i giorni in qualche modo peculiare non sanno del suo enorme potere occulto, ma non in mano loro... e molto poco da parte sindacale. Intanto è Google che cerca di usarla per la sua guerra a Facebook.

Gaetano Barbella,
inventore di nuovi temi oltre che eccellente esperto e inventore di cose meccaniche.

Ciao

teoderica ha detto...

Però già Marcuse, caro Soffio, aveva elaborato che l'ombra doveva uscire allo scoperto,e che l'uomo era pronto per avere un po' più di libertà, soprattutto quella sessuale...Berlusconi docet.
Buonanotte.

teoderica ha detto...

...eeeh caro Cosimo prima di tutto ti ringrazio per i complimenti alle mie immagini, che io più che articolista sarei artista, ma poi ti tiro le orecchie per la tua veemenza, a questo mondo ci devono stare tutti e citando la Chiesa ti rispondo...scagli la prima pietra chi non ha peccato.
Un beso.

teoderica ha detto...

Ohh Gaetano, io questo articolo l'ho trascritto tutto a mano, altro che copia e incolla.Leggendo il tuo commento stavo pensando Gaetano è pure un meccanico poi ho capito cosa volevi dire, forse il tuo commento a che fare col post che il blogger Soffio ha oggi nel suo sito, e cioè che il moralismo e qualsiasi altra cosa la usiamo secondo quello che fa comodo a noi.
Buonanotte e sogni d'oro.

Gaetano Barbella ha detto...

Non te la prendere, Paola. Non sei tu a fare il copia e incolla, ma molti altri bloggers. E non sei tu che usi il moralismo e quant'altro per il tuo comodo! Non mi permetterei nemmeno di pensarlo. Ho detto così parafrasando ciò che diceva in classe un mio professore che indirettamente si rivolgeva a chi sapeva lui. Diceva "parlo con tutti e con nessuno", non che questo lui è fra i presenti qui nel tuo blog. Per la storia del "soffio" mi riferivo al tema del post precedente in cui ti vedevo in festa con torta e candeline da spegnere che intravedevo nel soffione del logo del tuo blog, che è il frutto della pianticella del "dente di leone". L'insegnamento sul moralismo ha il suo parallelo con la storia della chiave inglese che è stata brevettata da diversi inventori. È bastato per ognuno di essi dopo il primo, qualche piccolo cambiamento e il metallo stesso, per brevettarla di nuovo. Insomma si tratta di una metafora su una chiave che vale come simbolo e che passa di mano nell'arco della storia. Così anche per il moralismo.
Scusami Paola se ti ho dato dei grattacapi.
Buonanotte e sogni d'oro,
Gaetano

teoderica ha detto...

...tu Gaetano non mi dai mai grattacapi, sei la mia magia e il mio Maestro, volevo solo dirti che a volte scrivo io, a volte prendo quello che trovo e lo presento perchè è vicino al mio sentire, io posto solo quello che mi colpisce e di cui mi innamoro, perchè ci si può innamorare anche di un libro o di uno scritto.
Baci e baciotti.

TuristadiMestiere ha detto...

quasi quasi mi appassiona di più il vostro botta e risposta! A me piacerebbe che si ricominciasse a chiamare le cose con il loro nome piuttosto che usare locuzioni o sinonimi ingentiliti per indorare la pillola. Un reato è un reato, ad esempio e non semplice malcostume.

cosimo ha detto...

...mi bruciano ancora le orecchie, così come bruciano di frittura le sardelle.
Certo ci devono essere tutti altrimenti che mondo sarebbe. E se a volte non c'è moderazione è perché poi non potremmo dire, altrimenti che mondo sarebbe.
Un beso, Paola.

teoderica ha detto...

Caro Turista,
tu sai benissimo che oggi va di moda indorare, lo facciamo anche con noi stessi in primis, va di moda il politicamente corretto e guai a chiamare le cose con il loro nome, io ad esempio non conosco neppure me stessa, ammiro immensamente chi è sicuro delle cose anzi lo invidio.
Un abbraccio.

teoderica ha detto...

...se ti bruciano ancora le orecchie, te le bacio...ti va bene così Cosimo?
Un saluto affettuoso.

cosimo ha detto...

..Paola, mi bruciano da grandi ustionati!
Ricambiato di cuore il tuo affettuoso saluto.

hector49 ha detto...

Sì, leggi pure Morra, dice delle cazzate di cui neppure lui sa il senso. L'arterio galoppa come le parole. Buona lettura del vecchio, legato a concetti i vecchi. "Fate" pure (inteso proprio come "fate pure") e buon pro vi faccia. Saluti

teoderica ha detto...

...Ettore io non sono uno spirito determinato e sicuro come te, mi faccio influenzare da Morra , l' esperienza mi affascina, tu invece hai ancora la veemenza del giovane ma purtroppo tu non scrivi quasi più...e mi chiedo se i giovani non scalzano i vecchi di chi è la colpa, dei vecchi o dei giovani che non hanno la forza di abbatterli?
Bacio.

hector49 ha detto...

Anche se non scrivo, e poi chi l'ha detto? Non eri per i contro? Lo faccio per me, io penso. Non l'ho trovata felice la tua risposta, quasi chi scrivesse non fosse solo un servo di partito! Ciao e medita