giovedì 5 maggio 2011

A VOLTE BASTA POCO PER ASSAPORARE LA LIBERTA'

Dove stai andando ? Butta via la cartina! Perchè vuoi sapere a tutti i costi dove ti trovi in questo momento? D' accordo: in tutte le città, nei centri commerciali,alle fermate dell' autobus o della metropolitana, sei abituata a farti prendere per mano dalla segnaletica; c' è quasi sempre un cartello con un punto colorato, una freccia sulla mappa che ti informa chiassosamente:" Voi siete qui". Anche a Venezia, basta che alzi gli occhi e vedrai molti cartelli gialli, con le frecce che ti dicono: devi andare per di là, non confonderti, Alla ferrovia, Per san Marco, All' Accademia. Lasciali perdere, snobbali pure. Perchè vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona.

TIZIANO SCARPA

16 commenti:

cosimo ha detto...

"Lascia che sia la strada a decidere da sola...".
Dovremmo tutti seguire delle strade di mare, perché senza alcuna appariscente segnaletica ci predispongono meglio ad assecondare il nostro intuito, la nostra volontà, il nostro colpo di testa. Le strade della vita sono un labirinto dal quale si può uscire, anche seguendo il comportamento di Dedalo.
E io a Venezia, in dolce compagnia, ci starei e mi muoverei amorevolmente!!!
Un beso Paola!

sara ha detto...

Io dico sempre che, è inutile spingere o tirare, la vita va per conto suo, un abbraccio cara Paola.

teoderica ha detto...

Caro Cosimo,
io a Venezia starei pure sola e finalmente riuscirei a perdermi e a smetterla di programmare tutto.
Un caldo abbraccio.

teoderica ha detto...

Cara Sara,
tu con tutti i tuoi racconti insegni a lasciarsi andare...un affettuoso abbraccio.

Gianni ha detto...

Che cosa stupenda vagare e bighellonare.
Io amo oziare e non far nulla.
E amo fare spesso quello che mi va senza sapere che faccio, per il puro gusto di assecondare il mio estro, la mia creatività, il mio ozio mentale, la voglia di rilassarsi.
Lasciarsi andare a fare cose senza uno scopo preciso, senza uno spartito dettato da altri, senza dover fare cose utili o intelligenti o colte ..... che cosa fantastica!
Sentirtelo dire mi ha rallegrato.
Ciao.

teoderica ha detto...

Caro Gianni,
sono contenta di averti rallegrato, e contenta che tu sia così, io sono l'esatto contrario ma non mi piace per niente esserlo e vorrei tanto poter cambiare.
Ciao.

pietro d. perrone ha detto...

Condivido totalmente Tiziano Scarpa.
A Venezia, poi ... perdersi è ... un vero dono del destino.
Ciao.

teoderica ha detto...

...d' accordo cn te perdersi a Venezia è un dono.
Buonanotte Piero.

Gaetano Barbella ha detto...

Mi domando come farà un galeotto ad "assaporare la libertà" senza avere cognizione del possibile itinerario di fuga. Senza aver concepito una cartina da seguire attentamente.
Ammettiamolo pure, non siamo tutti limitati in una peculiare prigione da cui vorremmo evadere ed è inutile ogni tentativo volto a questo fine? E allora ci illudiamo di uscire da noi stessi e sperimentiamo l'invito di Tiziano Scarpa per una ventata d'aria fresca. Chissà per un imprevisto magico incontro si apre il portone della nostra prigione e siamo liberi, un'altra vita ci aspetta come in un sogno...

Forse questo vuol farci capire Tiziano Scarpa.

Ne "Il tramonto è bello", una prosa di questo scrittore, sembra che questo possa veramente accadere...

« Abbiamo raccolto le nostre cose e siamo ripartiti subito. Il mio amico guidava l'automobile, io gli sedevo a fianco. All'improvviso una deviazione ci ha impedito di continuare. La strada era bloccata, c'erano dei lavori. Dovevamo spingerci nell'entroterra. Abbiamo svoltato un po' a caso. Eravamo spaesati, non avevamo una mappa con noi. Ci siamo addentrati in una regione sconosciuta, annusando i cartelli stradali. Davanti a noi si è spalancata una pianura incrostata di schiuma edilizia.
L'immagine che mi faceva venire in mente era quella di un gigante che arriva con un'immensa carriola, si arresta, la svuota: dalla carriola scivolano giù scantinati, cubi di cemento traforato, condomìni, stanze, box, palazzine, rotolano sulla pianura e si fermano dove capita.
Il mio amico invece aveva pensato un'altra cosa: "Il piano regolatore che hanno approvato qui ha un nome: si chiama ***" e ha detto una bestemmia. Non la trascrivo, ma è facile immaginarla, è la bestemmia italiana più diffusa. Il suo commento faceva sospettare che il paesaggio che avevamo davanti racchiudesse un segreto teologico.
In questo modo cadevo nella solita trappola. Sopravvalutavo il disordine, lo sfuocato, la casualità della vita giudicandoli più veri della disciplina e del sogno.
(...)
Il mio amico ha fermato l'automobile vicino a uno di quei piloni. C'era una scritta su un muro che diceva: LA MAGA STA QUA.

"E se domandassimo a lei?", ha proposto indicando la scritta.
"Vuoi scherzare?"
"Mica tanto. Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo...".
"Non dire fesserie. E poi è rischioso."
"Che vuoi che sia? Mettiamo dentro la testa un attimo."

Siamo scesi dall'auto. Ci siamo avvicinati alla "casa" incastonata addosso al pilone. La catasta di scatole cementizie era fuori asse: il primo piano era più largo del pianoterra, sporgeva da un lato di un metro. La scala esterna faceva un'ansa per aggirare quella sporgenza.
Ci siamo fatti avanti. Su un piccolo cartello era scritto: MAGA. Ci siamo scambiati un'occhiata, poi siamo saliti su per la scala. Ci siamo ritrovati di fronte una porta messa sopra l'ultimo gradino, senza terrazzino né pianerottolo. Abbiamo bussato. »

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Gaetano

teoderica ha detto...

Caro Tanino,
sai che hai ragione come farà un galeotto a scappare dalla prigione senza un piano di fuga, potrà andare a zonzo per un po', ma poi dovrà rientrare fra le sbarre, così a caso per riuscirci ci vuole proprio una maga oppure il gatto con gli stivali(Tiziano Scarpa Ha fatto un racconto anche sul gatto con gli stivali)...e sai che io ho una passione per questa favola.
Buona serata Gaetano e mi raccomando...sogni d'oro.

pietro d. perrone ha detto...

Carissima Paola, buona domenica.
Posa la cartina e ... perditi e poi ritrovati, per perderti di nuovo. Anche in riva al mare, o fra le onde ancora fredde puoi rifare lo stesso gioco.
Basta che posi la cartina, come dice Tiziano Scarpa.
Un abbraccio
Piero

pulvigiu ha detto...

Buona domenica Teoderica una
giornata dedicata alle mamme.

Ciao da Giuseppe.

teoderica ha detto...

Caro Piero,
posala anche tu quella cartina, non è facile ma io ci sto provando perchè del domani non c'è certezza.
Andrò al mare oggi, ma caro Piero cartina o non cartina oggi l' acqua non la toccherò neanche con un dito...brrrr gelida è.
Baciotto.

teoderica ha detto...

Caro Giuseppe,
chissà se mio figlio si ricorderà di farmi gli auguri, in tutti i casi tu sei il secondo che me li fa.
Bacio e buona domenica.

pietro d. perrone ha detto...

A me piace tanto viagiare, lo sai, la cartina serve e non serve. La prendi e la posi. Ti perdi e ti ritrovi. Fingi di essere arrivato, mentre vai ancora a caso, pensi dis eguire un percorso e invece stai solo andando per le vie del mondo. La cartina è una protesi che congiunge i piedi con gli occhi, la realtà con la fantasia.
Averla, o non averla, se vuoi, è la stessa cosa.
Ancora buona domenica e un abbraccio carissimo.

teoderica ha detto...

...appunto se posi la cartina, vai solo con l' immaginazione, averla o non averla è diverso, se ce l' hai in mano prima o poi torni coi piedi in terra ...e forse è meglio.
Ciao Piero...ribuona domenica e ri...besotto.