sabato 22 ottobre 2011

IL MOSTRO DELLA LAGUNA

Volete diventare amici di un vero mostro, allora cliccate qui
e troverete il Mostro della laguna.
Il mostro è approdato a Ravenna durante i festeggiamenti della Notte d' Oro , lo scorso 8 ottobre a Ravenna al Museo d' Arte della città.
Grande il mio stupore quando ho visto la sagoma di circa 5 metri, col mostro che ondeggiava su uno specchio di acqua rettangolare, bello e mostruoso innalzava pinnacoli acuminati mentre le squame brillavano di colori diversi, egli soffiava come un mantice e una voce dal suono misterioso e gutturale usciva da una bocca che era come un antro oscuro.
Cosa è il mostro della Laguna?
E un'opera d’arte e d’ingegno, una formidabile avventura in cui arte, design e tecnologia si fondono alla ricerca di un linguaggio nuovo per far interagire due materie antiche ed opposte: l' acqua e il vetro.
Uno scheletro in acciaio, un’epidermide di vetro di Murano, realizzata dal Maestro Nicola Moretti , ed un’innovativa anima tecnologica danno vita alla creatura magica nata da una leggenda raccontata da Alberto Toso Fei.
Ecco cosa racconta la leggenda:

Un mostro liscio e nero, dal grande corpo di serpente e dalla testa di cavallo. È la terribile visione che potrebbe apparire a chi si affacci da Punta della Dogana. Leggenda vuole infatti che in una grande cavità posta sotto questo luogo, sicuramente uno dei più panoramici e suggestivi di Venezia, dimori una terribile creatura, simile a un enorme serpente di mare. Il mostro delle acque nere , così come è chiamato, si farebbe vedere molto raramente, e solo nelle notti senza luna, quando il vento increspa le acque rendendo indistinguibili le forme che vi si muovono.

L’ultimo avvistamento risale agli anni Trenta, quando due pescatori – intenti con una piccola lampada a catturare qualche seppia – raccontarono di aver visto il mostro, a pochi metri da loro, aprire una bocca spropositatamente larga, inghiottire un gabbiano, e cercare di azzannarne altri, prima di inabissarsi. Dell’essere marino i due ricordavano i “bianchi denti a sega” e “gli otto metri di lunghezza, con un diametro di circa un metro nella parte più grossa”. Nel muoversi, il corpo della creatura “ondulava ritmicamente”, e la testa era apparentemente appoggiata sul pelo dell’acqua. Il nome di “mostro delle acque nere” deriverebbe da questa propensione a uscire quando l’acqua del bacino è molto scura, mancando in cielo la luce della luna.

(tratto da "I segreti del Canal Grande" di Alberto Toso Fei)


immagine " Il Mostro della Laguna"

10 commenti:

cosimo ha detto...

Cara Paola,
.....sopratutto i mostri marini hanno sempre portato immaginazioni e stupore su grandi e piccini. Molte leggende, poche verità ma tutto condito dal desiderio di volere sapere di più, spingersi oltre. Mostri marini che riuscivano persino a distruggere grandi navi. Poi erano usati come disegni nelle mappe e nell'araldica marina. Oggi ci sono studi sulle carcasse dei capodogli che dicono della trasformazione per decomposizione in qualcosa che a primo impatto, da di mostri marini.
Allora ti chiedo ma una sardella come me può diventare o apparire un mostro piccino piccino?
Un beso mostruosamente bello.
Ciaooo

pietro d. perrone ha detto...

Ah, gli artisti, gli artisti... ti sanno trasformare un mostro in un sogno, una bestia in vetro ed acciaio in una creatura da fiaba...
Non è un miracolo?

Buona domenica, Paolè.
Piero

Soffio ha detto...

Finché i mostri stanno fuori va anche bene. Ciao Teo

Gaetano Barbella ha detto...

Mi sovviene una delle quartine delle Centurie di Nostradamus, III-21, che così recita:

Al Crustamin per il mare Adriatico,
Apparirà un orribile pesce,
Di faccia umana, e la fine acquatica,
Che si prenderà fuori con l'amo.

Si provi a traslare i simboli e si converrà che la "faccia umana" può benissimo essere vista come "cavallo". Di questo nobile animale, nel passato, l'uomo non se ne poteva separare. Era capace di farlo andare "veloce" e senza "stancarsi". Si converrà che la testa umana si correla alla mente che i filosofi accostano, appunto, al cavallo incapace di stare fermo.
L'amo si può accostare alle briglie del cavallo.
Resta il mistero intorno ad "al Crustamin" che è stato tradotto dal francese di Nostradamus "au Crustamin". Dunque meglio "a" e non "al", per indicare una località o forse un tempo o addirittura una città che alcuni correlano ad un'antichissima città del Lazio.
Tuttavia alla luce della correlazione all'opera artistica di Nicola Moretti: "uno scheletro in acciaio, un’epidermide di vetro di Murano, ed un’innovativa anima tecnologica"; giusto in relazione "alla creatura magica nata da una leggenda raccontata da Alberto Toso Fei" potremo aggiornare la versione su Crustamin, chiaramente della laguna veneta.

Mi viene un'idea, non del tutto balzana, su un mostro che da non poco si è affacciato sulla laguna veneta, la Padania del nuovo Giovanni che battezza con l'acqua del Po', considerato la parola Crustamin che s'accosta al nome di Cristo.

Ciao, Paola
Gaetano

Gaetano Barbella ha detto...

Grazie amica mia. Mi dai degli imput davvero interessanti da quella maga che sei.
Un personaggio considerevole come studioso e scrittore di cose esoteriche mi disse che ero molto predisposto a tradurre le Centurie di Nostradamus.
Gaetano

teoderica ha detto...

Caro Cosimo,
io come tutti siamo affascinati dai mostri acquatici, essi sono un po' come i nostri mostri interiori che galleggiano nelle nostre acque interne oppure il mostro galleggiante eravamo noi stessi quando eravamo feto...non so ma i mostri mi piacciono e tu se fossi stato mostro( piccolo, piccolo) saresti stato simpaticissimo meglio di Lochness.
Ciao.

teoderica ha detto...

...lo sai Piero? Il mostro è stato creato non da artisti ma di un team variegato di tecnici uniti dalla passione di fare qualcosa di bello e di nuovo. La creatività alla fine NON SI INSEGNA, la fiaba , il miracolo avviene solo con la PASSIONE.
Ciao Piero.

teoderica ha detto...

Caro il mio Soffietto,
non mi prendere in giro, tu sai benissimo perchè siamo affascinati dal mostro: è il nostro specchio.Ognuno ha i suoi mostri interni il difficile è accettarli e poi finiscono sempre uccisi i poveri mostri...ma ora forse effetto della psicanalisi nei film i mostri si salvano e diventano amici del cuore dell' eroe . ( intendo i film fantasy per bimbi che io adoro)
Ciao Soffio di Modena.

teoderica ha detto...

...Grande Gaetano, subito alla mente mi è venuto il ricordo della "presa" della Piazza di San Marco, ti ricordi il blindato e la scalata al campanile?Sono conquistata dalla tua traduzione della quartina, il mostro è stato preso all' amo e sta girando le varie città per essere mostrato ora occorrerà la tua interpretazione della prossima quartina per conoscere il futuro.
Non ho altre parole se non che sono senza parole: sei un MOSTRO.
Ciao.

NY ha detto...

Buonasera a tutti, sono Orazio Gianluca, uno degli artigiani che ha costruito il mostro della laguna. Stavo cercando notizie del mostro su interne ma questo blog non lo avevo mai scoperto. Mi avete fatto emozionare e per questo vi ringrazio infinitamente. Il mostro è arrivato alle teste, ai cuori ed alle pance delle persone e noi siamo qua, stupiti e increduli per quanto il mostro ha e sta significando per noi e per chi lo incontra. Metterò il link del vostro blog sulla pagina Fb del mostro e vi invito ad Istanbul, in basilica cisterna per il 3 di marzo, data in cui lo presentiamo. Se volete partecipare scrivetemi su tecnico@ecosistem.org grazie ancora. Gianluca.