sabato 19 dicembre 2009

RELIGIONE DELLA LIBERTA' O RELIGIONE DELL' AMORE?

A Ravenna, alla sala Melandri è stato presentato il libro di Maurizio Viroli: ( professore di Teoria Politica a Princenton) " Come se Dio ci fosse" ( Einaudi).
L' autore parla della religione della Libertà ( Benedetto Croce) intesa come fede senza un Dio svelato, una fede del far bene senza tornaconto. Cristo può convivere con questa religione, ma quest' ultima può vivere anche senza di Lui. Religione è dedizione con ideali, si può pensare ad esempio al nostro Risorgimento che ha avuto profeti ( Mazzini) e martiri. Questi profeti e martiri erano anticlericali ma religiosissimi, essi ammiravano le antiche Repubbliche come Roma, Firenze e Venezia; queste ultime avevano forti simboli cristiani: si era buoni cittadini e perciò si era anche buoni cristiani. Macchiavelli diceva " Amo più la mia Patria che la mia anima" intendendo di amare più il bene comune che il suo individuale; Benedetto Croce non credeva in un Dio cristiano ma diceva " Io vivo come se ci fosse". I valori della religione della Libertà sono: il bene comune, il sacrificio e la carità. L' autore auspica che anche in tempi come quelli di oggi, rimanga la speranza che ciò si avveri .
Personalmente mi trovo d' accordo con tali posizioni, ma ritengo che valori come sacrificio e carità siano da chiarire. In quanto al sacrificio non deve giungere a creare martiri e la carità è poca cosa se disgiunta dalla comprensione. Io penso che occorra prendere il meglio da ogni forma di Governo, di Religione ed anche dall' Antropologia. Credo che i simboli e miti siano da conoscere, ma anche da modificare quando non vanno più con i tempi. Penso che l' unica religione possa essere quella dell' Amore. Penso che il Sacrificio di Cristo sia servito per liberarci dal martirio inteso come vittima sacrificale. Penso che Cristo abbia voluto sgombrare dai falsi idoli intesi come simboli senza amore. Penso che la carità senza amore sia uno schiaffo. Naturalmente sono consapevole che i mezzi possano essere giustificati da un fine senza tornaconto personale e per il bene comune, ma deve partire sempre da un impulso di Amore Universale.
A voi la parola.

17 commenti:

paopasc ha detto...

Conosco Viroli, ho un paio di suoi libri, tra i quali anche una conversazione con Bobbio.
L'amore, inteso come amore universale verso il prossimo è, laicamente parlando, un di più del semplice dovere di ognuno: è come se tu mi chiamassi per riparare la tua lavatrice e io mi mettessi a fare il tagliando alla tua macchina, pur non richiesto. Sarebbe una bella cosa, ma non è obbligatoria.
Obbligatorio è invece il rispetto di alcune prescrizioni, tra le quali una è particolarmente difficile: dobbiamo accettare delle limitazioni alla nostra libertà. La limitazione all'escursione delle proprie libertà è il dovere, l'anteporre il sacrificio a ogni altra cosa è un di più, non richiesto ma ben accetto.
Spesso, da non credente, mi immagino Gesù come un uomo qualsiasi che ha anteposto il sacrificio di sè al proprio tornaconto, allo scopo di non tradire se stesso e le sue idee. E non ci trovo un declassamento della sua figura, anzi. Ma dobbiamo pur sempre procedere con i piedi di piombo. Anche la figura che pone il mondo innanzi a sè e giunge al proprio sacrificio in favore dei suoi ideali può perseguire la storta via. Sacrificarsi non significa, ipso facto, essere dalla parte della ragione. Qual è dunque quella cosa che tutti possono riconoscere come 'comportamento di più', nel senso indicato sopra, sia credenti che non credenti, facoltosi imprenditori e poveri manovali, cultori delle scienze esatte e divoratori di fumetti?
Ognuno di noi è tanto più felice quanto più è libero. Non ce ne rendiamo nemmeno conto, e per questo apprezziamo quelle arti che consentono, come la musica, il movimento (quasi) assoluto, senza restrizioni, ma se non avessimo restrizioni sensorie, per lo meno, in questo mondo avremo scarse probabilità di possedere comportamenti indirizzati. Pure, questo è il massimo che vogliamo.
Quando qualcuno ci fa sentire bene (liberi) in sua presenza, noi lo stimiamo e apprezziamo, ma se ci fa sentire bene (liberi) anche se è assente, allora gli tributiamo un valore superiore.
Quel qualcosa che molti vogliono, qualcuno glielo ha dato, e è stato un uomo.
Quando lo Stato riesce a raggiungere un risultato simile, la gente riconoscerà nello Stato un valore 'di più' e lo vorrà e desidererà.
Hai scritto proprio un bell'articolo (è tuo questa volta? non mi far fare figuracce ;)
che denota sensibilità e profondità di pensiero. E io voglio farti i miei complimenti (per quel che possono valere).
:)

teoderica ha detto...

Caro Paolo, ti ringrazio per il tuo commento, mi ha colpito molto questa frase.....Quando qualcuno ci fa sentire bene (liberi) in sua presenza, noi lo stimiamo e apprezziamo, ma se ci fa sentire bene (liberi) anche se è assente, allora gli tributiamo un valore superiore.......credo tu abbia colto come una freccia il senso, ma per me essera libera "sentirsi bene con sè stessi e gli altri" non va disgiunto dall' amare, dal volere bene, quando l' egoismo mi prende cerco nell' altro di vedere mio padre, o mia sorella o me stessa in questo modo vedo l' altro non più altro.....vedo nell' altro Dio, perchè credo in un Dio che comprenda dal primo uomo sino all' uomo del futuro,tu mi dici.....L'amore, inteso come amore universale verso il prossimo è, laicamente parlando, un di più del semplice dovere di ognuno: è come se tu mi chiamassi per riparare la tua lavatrice e io mi mettessi a fare il tagliando alla tua macchina, pur non richiesto. Sarebbe una bella cosa, ma non è obbligatoria.......lo so che non è obbligatoria ma io in te Paolo, tramite le risposte che dai ai tuoi commentatori, l' umiltà che hai nello spiegare, la leggerezza, l' ironia tu lo hai quel di più, come lo hanno altri che ho avuto la fortuna di incontrare nel mondo dei "bit" ebbene anche solo un contatto comunicativo così labile mi permette di essere libera, libera di esprimermi senza paura perchè mi sento accettata, tu hai detto che scrivo bene,io non lo so, finora usavo le immagini ( sono tutte mie creazioni le immagini che uso nei post)lo scrivere era un sogno, mi dicevo...un giorno, un giorno e poi gli amici del blog mi hanno incoraggiata, aiutata in tutti i modi, io ho sentito il loro affetto ed ho volato.Spero di essere sensibile e profonda a me piace aiutare agli altri a volersi bene, perchè se non si vuole bene a sè stessi non si vuole bene neanche agli altri, ebbene io ho dato tanto bene, ma ne ho ricevuto molto di più, perchè c' è molta gioia nel dare, ma il dare deve essere riconosciuto........nel senso che io ti do quel qualcosa in più, sperando che tu poi quel qualcosa in più lo dia ad un altro e poi come una catena..........non ti tedio più, sono proprio una palla.
Ciao Paolo.

PS i tuoi complimenti per me valgono tanto, perchè mi piaci......e le figuracce le faccio io, dimenticando di scrivere il nome dell' autore......ma sono una gran casinista.

Gaetano Barbella ha detto...

Carissima Paola, hai assunto un altro nome e gli amici altri ancora. Tante facce di una pietra che è ancora da determinarsi. Ecco torna utile l'immagine che hai coniato per capire la cosa.

La pietra è il Don Chisciotte al centro che spera di "essere a cavallo" ma tutto dipende dai due pesci, in realtà due occhi e per giunta tutto in discesa. Se gli occhi sono quelli di un cavallo da traino - mettiamo -, è bene che siano al riparo da visioni laterali, e così il cocchiere riesce a farsi obbedire dal cavallo. Si può capire gli occhi chiusi, immaginando che si tratta di viaggiare in un mondo ideale, dunque dipende dall'abilità del cocchiere a ottenere dai due cavalli quel che gli abbisogna.

Infatti nell'occasione di questo post, il cavaliere, ha modo di trovare nel "cavallo" Paolo una persona amabilissima di una disponibilità meravigliosa, la pazienza personificata.
Non mancano gli elogi da parte sua, per te Paola, poiché ti dimostri eccellente amazzone, come scrittrice.
Ma riconosco eguali virtù nell'altro amico Pietro.

Poco tempo addietro, se ben ricordi avevo rilevato questo salto di qualità da parte tua e, ancora l'anno scorso ti avevo incoraggiata a sentirti realmente un'artista. Oggi sei pronta per cimentarti con racconti ed altro.

E qui tutto va a gonfie vele, ma resta il "buon fine" di tutto ciò in prospettiva, poiché hai detto più volte cosa ti proponi di attuare nella vita.

Nel post precedente a questo hai intravisto in Don Chisciotte (con questo post lo confermi) il tuo ideale.
Tenacia non ti manca per imitarlo ma resta il genere di amore per Dulcinea da indagare.

E qui comincio a notare degli ostacoli da far superare ai "Ronzinati" in te che di volta in volta cerchi di cavalcare.

I Don Chisciotte del tuo elenco di questo post sono per te come dei santi, Benedetto Croce, Mazzini e via dicendo. Ma si dice di loro, quando si tratta di imitarli, che sono esseri fuori dal tempo, per certi versi tanti Gesù mandati da Dio e perciò impossibile fare il "copia e incolla" con loro, nulla da fare.

Infatti prendi le misure dicendo: «Personalmente mi trovo d'accordo con tali posizioni, ma ritengo che valori come sacrificio e carità siano da chiarire. In quanto al sacrificio non deve giungere a creare martiri e la carità è poca cosa se disgiunta dalla comprensione. Io penso che occorra...».

Insomma cerchi di coniare a modo tuo lo stesso Amore che infervorò i Don Chisciotte suddetti di cui parla Maurizio Viroli nel libro in presentazione. Ma se occorre dare almeno un po' di sollievo ai moltissimi assetati e affamati della Terra in tanti modi, mai si riuscirà a tanto. È QUESTO IL PUNTO CRUCIALE.

Ti è piaciuto sapere del Domenichino che aveva un padrone che non gli dava tregua, un dio, "Perfezione". Ed era lui stesso che vi si riconosceva con assoluta certezza. Non sembra il parallelo di Gesù che era obbediente al Padre suo celeste? Ecco che si demolisce la concezione "Come se Dio non ci fosse" di Maurizio Viroli. Dio c'è e come! Che importa il nome che assume per ognuno di noi?

Allora qual'è l'ostacolo da superare? Sono franco, l'ostacolo è la donna, la femmina, in te che non può rinunciare a ricevere complimenti, adulazioni, elogi, cose comuni, più che normale, ma occorre ridimensionarle E NON RIDIMENSIONARE L'AMORE UNIVERSALE!

C'è chi nasce già predisposta per una cosa simile, come Maria Teresa di Calcutta. Ma questo non significa che tu non possa imitarla. Si tratta di mostrarti, come dire "maschio-femmina" in qualche ruolo di te stessa fermo restando di restare l'amabile donna che sei per il resto. Mai tradire la propria natura!



Abbracci Gaetano

paopasc ha detto...

Due notazioni veloci:
sono d'accordo con Gaetano quando parla degli occhi chiusi come di un viaggiare ideale. Dirò di più (ma che brava, sono proprio dei bei lavori queste tue immagini, hai fatto bene a dirmelo) gli occhi (metaforicamente) chiusi sono la possibilità di vedere oltre l'immediato.
Però, in seguito nel commento di Gaetano, o sono le mie fosche pupille o leggo bene:superare l'ostacolo significa rinunciare all'interazione con gli altri? Forse per un'interazione non materiale con Dio? Mmm, non mi sconfiffera: primo perchè i complimenti (specie se sinceri) ci confortano nel nostro agire, se magari a volte manca l'autoconvinzione, secondo perchè, oltre che umanamente necessari, sono il modo di dirci che ci amiamo, non si può pretendere che (come una divinità) gli altri intuiscano le nostre intenzioni e convinzioni, senza mai fornire un feedback.
No, non credo nella santità fuori dal mondo, se non come scelta volontaria, mai 'obbligata'.
Un caro saluto
a Paola
e a Gaetano

teoderica ha detto...

Dio c'è e come! Che importa il nome che assume per ognuno di noi?

Allora qual'è l'ostacolo da superare? Sono franco, l'ostacolo è la donna, la femmina, in te che non può rinunciare a ricevere complimenti, adulazioni, elogi, cose comuni, più che normale, ma occorre ridimensionarle E NON RIDIMENSIONARE L'AMORE UNIVERSALE!
Gaetano, ho fatto leggere alcuni dei miei racconti ad una persona che stimo molto, un anziano Frate Capuccino, molto erudito che ha viaggiato molto in tante missioni, ebbene lui mi ha detto che il mio è un universo prettamente femminile, il femminile è ciò che più lo ha colpito, ciò mi ha sorpreso inizialmente perchè mi considero anche molto severa a volte, ed ammiro molto l' ambito maschile, il pensiero maschile che io trovo diverso da quello femminile.Mi sono soffermata a rifletterci ed ho capito che in effetti io mi sento vicina a Morgana, al femminile, all' irrazionalità però attratta dal pensiero maschile che trovo astratto, geometrico........chissà se riuscirò un giorno a diventare un pensiero "feminino" intanto mi devi dare atto che sino ad ora sono stata una buona allieva.
Hai notato ho il Maestro e a Pietro si è aggiunto Paolo ......due Apostoli non da poco.
Ciao......ho preparato per voi amici del blog, un post con un video fatto da me, lo metterò per Natale, non aspettatevi granchè, ma è stato fatto pensandovi......ciaoooooo.

teoderica ha detto...

Caro Paolo,io Gaetano lo capisco più col cuore che con la razionalità, davvero lo seguo così perchè non ho abbastanza conoscenza,io credo di capirlo, lui mi capisce prima di me stessa.
Riuscire senza i complimenti, vuol dire credere in sè stessi, vuol dire essere liberi.........non è facile perchè si ha bisogno di sentirsi amati, io credevo di non farcela senza amore dell' altro....... essere liberi vuol dire essere senza paura......chi ha paura muore ogni giorno, chi non ne ha muore una sola volta ( Paolo Borsellino)
Ciao Paolo, sono molto contenta di averti conosciuto..........pensa anche Gaetano è arrivato dal blog di Annarita.....come Pier Luigi e Stella..... Pietro me lo sono trovata io......e Annarita ha trovato me.
Besi a tutti.

Gaetano Barbella ha detto...

Paola ha fatto prima di me, ma io avevo da lavare i piatti ed altre cose "femminili" (si fa per dire, di questi tempi!) perché mia moglie ha il braccio ingessato. Ora sono al computer e posto la replica per Paola che ha già chiarito le sue cose a riscontro del mio commento e tuo, Paolo.

Che ci venga il feedback, Paolo, tutto guadagnato e questo ci solleva da sentirci soli nell'impresa che ci proponiamo di attuare, ed è una cosa che ci motiva giorno e notte. E così siamo concordi e non discordi sull'interazione che ti è parsa sottintesa, poichè ho detto che è la "donna" (che ora pongo fra virgolette) l'ostacolo. Ma è la "donna" in ognuno di noi che, nel caso dei "volontari" dell'amore universale, per la condizione da realizzare quale perfetto stato di unione con l'"uomo" interiore, non ha bisogno che di questi per essere elogiata, adulata. Si tratta della concezione del noto Rebis Filosofale che può benissimo essere ripescato dal passato in tempi moderni. Di qui il fondamentale abbrivio per vincere alla maniera di Don Chisciotte, visto che è questo il modello preferito da Paola. La posta in gioco, oggi più che ieri, è alta, altissima: si tratta della salvezza del nostro pianeta Terra e perciò dell'umanità. Occorrono "volontari" eccezionali capaci di imbrigliare il "perbenismo" che tende ai compromessi. "Volontari", il cui ruolo trova giovamento nella "femmilità" peculiare di Paola, umile, schietta, sincera e nel contempo amabile.

Mi sovviene un aneddoto sul conto di Pitagora che chiarisce un antico concetto esoterico di donna che non è poi tanto da ripudiare. È tratto da un libretto «Vita di Pitagora» di Enrico Narducci (del 1588) e dice così:

«Di Teano, moglie di Pitagora, si raccontano alcuni detti arguti, fra’ quali u’è questo, che nota Plutarco, ne l’operetta de’ Precetti Connubiali. Una uolta, hauendosi costei cauato un guanto, ouero tiratosi la manica uerso il cubito, scoperse o la mano o il braccio; onde fu un certo, che disse: o bella mano; ed essa: ma non per la plebe o per il uolgo. Addimandata parimenti, quando la donna sia monda da l’huomo, rispose: sempre dal suo, da l’altrui non mai. Soleva dire a le mogli, che ne l’entrare a’ mariti deponessero la vergogna con la ueste, ma ne l’uscire, con la ueste la ripigliassero. Addimandata che vergogna
fosse quella di ch’ella intendeva: quella, disse, che ch’io mi chiami donna.»

Ma mi affretto a rientrare nei ranghi e condividere anche ciò che mi viene da te, perché questo mi/ci umanizza e mi/ci spinge a generare in noi un dio altrettanto umano. È questo il sorpasso al passato tutto da rispettare e venerare e mai dimenticare.

Colgo l'occasione per aggiungere un "dulcis in fundo" per l'amica Paola... la "casinista". Sembrerebbe un neo di Paola e magari da rinnegare al più presto, ma invece è qui il suo Don Chisciotte, Dulcinea e Sancho Panza. È qui la sua Rocca impenetrabile, lo Scudo e via dicendo. Paola è un'artista e lo è con i disegni ed ora anche con lo scrivere. Riceve onori sul web e forse non tanto nella realtà, cose che le auguro di cuore.
È proprio di molti artisti creatori la condizione di "casinista" e lo si riscontra col disordine dei loro laboratori di pittore, scultore, scrittore, inventore e così via. Solo loro ci capiscono e sanno dove si trova ogni cosa. In verità non lo sanno ma si addestrano a imparare dove trovare ciò che cercano. Qui sta il segreto di non restare influenzati dalle cose del mondo e mantenersi vincolati alla fonte delle loro immaginazioni. Chi vorrebbe entrare nel loro mondo resta confuso e perciò tagliato fuori.

Dunque, quel frate aveva ragione nel valutare preziosa la femminilità in Paola.

Ciao Paolo e Paola,
Gaetano

Annarita ha detto...

Ciao, Teo. Ho letto con attenzione il post e i commenti pervenuti. Forse durante le vacanze ci tornerò su, non lo so, vedremo. D'altronde lo sai che ti leggo anche se commento solo a volte.

Penso di aver compreso i diversi punti di vista. Dici bene, Paolo l'interazione è fondamentale e i complimenti, se sinceri, costituiscono un feed-back efficace e tutto il resto che hai citato. Penso però che tu non abbia interpretato, come dire, sino in fondo il pensiero di Gaetano.

Ma conoscendolo bene, ci penserà lui stesso a precisare.

Un abbraccio a tutti, e un abbraccio megagalattico a Gaetano, la mia colonna e il mio amico di sempre.

annarita

stella ha detto...

Senza ombra di dubbio, la Religione dell'Amore.

Annarita ha detto...

Ma com'è, Gaetano ha risposto prima che io lasciassi il commento e non me ne ero accorta?

Bene, ha precisato, come sapevo avrebbe fatto.
E anche tu Paola, lo hai fatto,...ma non dimenticare che oltre al Maestro e agli Apostoli hai anche un'amica senza pretese che ti segue...ed è piuttosto attenta alle tue cose.

annarita

teoderica ha detto...

Scusatemi se rispondo prima ad Annarita.......tu Annarita sei qualcosa di speciale, senza te non ci sarebbe questo filo, tu ......se penso a te mi mi viene in mente....Artù, cioè l' Asse oppure Elena Lucrezia Cornaro,oppure la regina di Saba....lo sai che io vado per strane analogie,se poi penso ai Vangeli ti vedo come il Battista sì.....il Battista.
Ci tenevo a dirtelo perchè io ci trovo un pizzico di magia in te, però nel tuo caso mi sento un po' in colpa perchè tutto parte da te..........e ti vedo un po' come un re o una regina non nel senso altero ma di colui o colei che ha la regalità.
Scusami i convenevoli ma ci tenevo a dirtelo.
Grazie dell' amicizia, grazie anche se sento di non meritarmela ancora, perchè lo ribadisco....tutto è nato da te.
:-)

teoderica ha detto...

Spero che tu Gaetano ti renda conto come sia noioso lavare i piatti tutti i giorni, ed anche fare il letto....non è la fatica è che lo si deve fare tutti i santi giorni, quindi guarda dolcemente negli occhi la tua compagna e dille.......tu la conosci e sai meglio di me cosa dirle.
Per il resto Gaetano è il conoscere cose nuove,che arricchisce la coscienza, non mi ricordo dove l' ho letto....una cosa del tipo.....la coscienza è come un organo a canne, più ne aggiungi di queste canne e più c'è musicalità.....da piccola pensavo a come sarebbe stato brutto se le cose da imparare fossero finite, poi trangugiavo tutto il possibile oggi nella mia realtà quotidiana , me lo hanno detto in faccia che i libri mi hanno rovinata, credevano di offendermi mi hanno elogiata.Tanto per essere sulle ali della fantasia.... era da tempo che io aspettavo che un' astronave atterrasse nel mio giardino, un sogno impossibile,un sogno di chi sente che non può esprimersi nel suo ambiente , lo sente che non può, perchè sa come vengono trattati nel suo piccolo luogo provinciale chi è "strano", non ha agganci perchè non ha studiato, chi le si avvicina o è per un secondo fine e non gli importa cosa lei dice oppure deve solo sostenere le loro idee e se muove una critica viene zittita con ...tu non lo sai, non hai titoli accademici.Solo il figlio la sostiene, ma questi parte e lei non ha più nessuno con cui fare interminabili discussioni.......ebbene nel suo giardino è atterrata l' astronave, ne è scesa la regina di Saba o se volete il Battista che ha aperto le porte, ne sono discesi i cavalieri o se volete il Maestro e gli Apostoli ( prima Pietro, poi Gian Luigi, Stella, Floriana, Paolo e gli altri e tutti quelli che si aggiungeranno).......sì qualcuno che VALE e mi tratta alla pari....adesso che ci penso come la Tavola Rotonda.........favola, favoletta, per chi ci crede ed io ci credo così è se vi pare.
Besi, besini e besucci.

teoderica ha detto...

Cara Stella, tu non potevi che scegliere l' amore, quando vengo da te lo si respira, in questi giorni poi....hai sempre nuovi regali.
In quanto all' amore vorrei soffermarmi a dire che amare non vuol dire sdolcinatezza, amare a volte è anche rifiutare, a volte anche sgridare...ci vuole molto amore per riuscire ad essere severi quando occorre.
Poi vengo a trovarti.....ciaooooo.

pietro d. perrone ha detto...

Cari amici, arrivo tardi, ma cerco di essere ancora presente. E vivo.
Religione della libertà o dell'amore.
E' la parola "religione" che mi mette soggezione.
Religione vuol dire scrupolosa attenzione, cura diligente, adorazione della divinità.
Quello che mi preoccupa è che quando si adottano comportamenti religiosi, ogni razionalità, ogni libertà, ogni differenza diventano elementi di cui diffidare, di cui aver paura, da combattere.
E quando i gesti diventano gesti religiosi assumono significati simbolici e rituali la cui trasgressione diventa eterodossia. Infine, quando i comportamenti e le idee vengono assoggettate all'interpretazione dell'ortodossia religiosa, le differenze diventano trasgressioni, peccati, eresie.
Per questo mi mette paura l'atteggiamento religioso, l'adorazione, la fede cieca ed assoluta. La VERITA'.
Secondo me le differenze, invece, sono ricchezza, e anche la varietà è ricchezza. Ed anche la molteplicità. La libertà. La relatività. Il dubbio. Sono ricchezza i colori della tavolozza. Le note della scala musicale. Le parole delle lingue dell'uomo. I gesti con cui si manifestano dappertutto i sentimenti dell'uomo, che restano dappertutto gli stessi, qualunque sia la religione praticata.

Oggi il conformismo regna sovrano, forse perchè gli uomini più deboli, più impreparati a navigare nel mondo dei segni che cambiano ogni giorno, ogni minuto, hanno paura, si sentono spersi, spauriti.
E invece è sbagliato questo modo di interpretare come fossero segni religiosi i gesti che ogni uomo compie, forse, da sempre.

L'orizzonte della religione è l'orizzonte dell'assoluto, di quella regola che non ammette errore, che non censente discussione, non permette dissenso. Religione, per questa via diventa lettura matematica della ragione per cui l'uomo è sulla terra. Della sua missione. Del senso della sua esistenza.
Invece, Annarita cosa diceva qualche giorno fa? Che la matematica è una forma di poesia. Quindi è l'espressione dei sentimenti dell'uomo circa le cose del mondo, è una forma con cui si manifesta la comprensione della realtà interpretata attraverso i canoni della filosofia di ogni tempo.
E, come con lo scorrere del tempo mutano i canoni filosofici, così mutano le visioni della realtà proprie di ogni epoca. E così mutano anche le formule matematiche che descrivono quelle visioni della realtà. E allo stesso modo mutano le forme religiose: solo che queste ultime soffrono ogni volta che il mutamento genera in loro una deviazione, gemono, sanguinano. Fino a che le vecchie religioni muoiono.
Invece le formule matematiche, le idee filosofiche, gli stessi dei, restano vivi e si adattano ai nuovi mondi che formano oggetto delle osservazioni degli occhi degli uomini.
Perchè loro, gli occhi, per fortuna, sanno vedere sempre. Anche quando sono serrati come saracinesche contro la realtà del giorno.

Annarita ha detto...

Teo, la tua associazione mentale della mia persona a emblemi così stellari è da capogiro...e mi lascia di stucco.

Un bacio grande. Non ho bisogno di dire altro perché so che comprendi cosa voglio significare.

E poi per Pietro. Ho letto di getto il tuo commento e così senza razionalizzare, ma sulla base dell'emotività, ti dico che mi ha fatto venire la pelle d'oca e non è facile che ciò avvenga.

Un bacione anche a te.
annarita

teoderica ha detto...

Caro Piero....mancavi solo tu.....che dire....mi sono arricchita coi vostri commenti e sto riflettendoci.
Perchè loro, gli occhi, per fortuna, sanno vedere sempre. Anche quando sono serrati come saracinesche contro la realtà del giorno.....hai colto pienamente il mio disegno OCCHI CHIUSI( anche se li tieni chiusi lo sai lo stesso, sei veggente malgrado te stesso) OCCHI PESCI ( il pesce era il simbolo iniziale del Cristo, quando era solo amore e non ancora religione , sono due e si incontrano perchè si deve accettare il dualismo chiamiamolo bene/ male)I colori rosso / blù intendono lo stesso dualismo gioia /dolore su fondo bianco che è il nulla cioè ciò che non conosciamo ancora con un pizzico di nero che è la comunicazione, la parola che cerca di addolcire il tutto.
Grazie amici dei vostri commenti, è stata una bella chiaccherata.
Un beso.

teoderica ha detto...

Per Annarita :-)