domenica 6 dicembre 2009

BACIATEVI A MILANO

Dal 6 dicembre, Milano ospiterà il Primo Festival Internazionale della Luce.
Quaranta opere di designer famosi illumineranno la città.
L' opera KISS di Paul Cocksedge, è ungrande vischio fatto di lampadine, sarà installato all' interno della galleria Vittorio Emanuele: a ogni bacio dato in un particolare punto sotto la volta luminosa sarà possibile donare un euro in beneficenza. Un contatore automatico registrerà ogni bacio e in quel momento la banca sponsor dell' installazione depositerà un euro sul conto dell' associazione Cesvi, con l' obbiettivo di raccogliere 100mila baci ( ed altrettanti euro) per contribuire a salvare dalla fame i bambini dell' Uganda.
Il Festival della Luce sarà anche un' occasione per riflettere sulla sostenibilità ambientale, sul risparmio energetico, sulla creatività e l' innovazione.


4 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

La luce come simbolo dell'amore. Giusto, no?
La luce.
Il bacio.
L'amore.

Già, l'amore. Ma l'amore c'è ancora?
L'amore non è facile da descrivere. Oggi più che mai sfugge ad ogni descrizione.
Baciarsi per salvare i bambini dell'Uganda è uno splendido mezzo per un meraviglioso fine.
Ma perchè non baciarsi per salvare i bimbi delle baracche sulle rive del fiume? O i poveracci nelle stanze affollate dei clandestini che vengono affittate in nero a prezzi da ladri? O i barboni sulle panchine del parco? O i profughi che fuggono dalle mille guerre del mondo e che vengono respinti al largo del mare internazionale, come fossero merci difettose, veleni pericolosi, derrate avariate?

Oggi ci si dovrebbe baciare per salvare anche noi stessi.
La malattia la conosciamo tutti. Ma non vogliamo vederla. Ci manca il coraggio.

Allora, su, coraggio.
Tutti a Milano.
A baciarci.
Per salvare anche l'Italia che muore piano piano.

teoderica ha detto...

Piero, caro amico, provo con fatica a rivolgermi all' altro con "proposito" e devo dirti che è molto faticoso, perchè non si sa come comportarsi, a volte va bene dare una mano, a volte va bene lasciare che si arrangino, io non sapendo che fare, provo ad usare lo stesso metodo che uso coi miei cari, non attaccare anche se sbagliano. Fare una sciarpa o baciarsi per beneficienza è molto poco, ma ci si diverte ( i musoni non piacciono a nessuno)e si fa del bene e se tu baci uno sconosciuto e un euro va ai bimbi, lo sconosciuto non sarà più tale per te ed un euro andrà per i bimbi in Uganda.....magari questa idea attecchirà ed in tutte le piazze d' Italia , il prossimo anno baci ed euro per la fame o il barbone o i carcerati semplicemente per chi ha bisogno.
L' Italia non muore Piero, magari avrà un altro nome ma la terra è sempre quella e quindi tutti a baciarci a Milano a Roma a sferruzzare sciarpe per il barbone che inviteremo poi a mangiare a casa nostra e diventeremo amici e poi chiederemo con una lettera molto cortese a Berlusconi se lui che come impresario è tanto bravo ci aiuta a divulgare l' idea, se si impegna ad invitare nella sua villa in Sardegna al posto delle veline dei barboni o dei Rom.....chissà forse dice di sì.....in fondo sognare si può.
Un beso.

Gaetano ha detto...

Cara Paola, va meglio forse il detto di un messaggio che circola in questi giorni che dice così: "Non prendere la vita così seriamente".
Annarita lo ha inviato a me, a te ed altri ed è stato assai interessante vedere fra le foto - tutte belle - quella del bacio della bimba al monumento e più di questa il bacio al maiale. Per dire che i bimbi sono i soli capaci di tutto per servire la pace, la concordia, l'amore universale e via dicendo. Però quante "stragi di innocenti" occorrono, per far nascere a Natale di ogni anno, un bimbo speciale nel mondo di tutti gli IO umani messi insieme!
Meditando sulla poesia di Annarita, "La fama è una lusinga", pubblicato su "web 2.0 something else", molti genitori in attesa della nascita di un figlio o figlia, sognano che sia "prodigioso" tale che poi - magari - lo sia sin dalla prima età, come artisti, musicisti e scienziati famosi. Ha ragione Annarita, LA FAMA È UNA LUSINGA, ma guai se non ci fosse, perché è nel propendere fra il polo dell'altruismo e l'egoismo che si riesce a vivere e "digerire" le cose della morte.

Un beso per l'occasione,
Gaetano

teoderica ha detto...

Caro Gaetano, i nostri pensieri si intrecciano, prima di risponderti sono andata da Annarita, non avevo avuto tempo ancora di andarci perchè stavo elaborando un post....... che sorpresa , i versi di Annarita esprimevano in poesia lo stesso mio sentire, ho rubato la poesia ad Annarita, perchè non avevo tempo di aspettare la sua risposta.....come mi brilla l' idea , la devo fare altrimenti non sto tranquilla.
Inutile dirti che aspetto un tuo commento sul post: Est modus in rebus.
Per l' occasione tanti besi.