sabato 12 dicembre 2009

OMAGGIO ALL ' ACTION PAINTING

Gli americani all' inizio del novecento si ispirano prima a Cezanne , poi al cubismo di Picasso, infine arrivano ad un loro linguaggio autonomo : l' Action Painting, un lirismo con influenza surrealista ed esistenzialista. L' Esistenzialismo poggia sull' essere e il nulla , con una tendenza verso il vuoto. Il surrealismo è automatismo ed irrazionalità. Gli artisti sono tragici e sciamanici. Il colore diviene autonomo ed automatico. Fra di loro vanno ricordati sicuramente GORKY , artista tragico morto suicida nel 1948. HOFMANN, di origine tedesca. ROTHKO, viene dalla Russia, fuggito dalle persecuzioni, poverissimo, arriva in America nel 1913, una vita di stenti morì suicida. Famoso per le sue campiture sublimi e puriste. Il colore forte contro il buio della tragedia vita/morte/ rosso/nero. MOTHERWELL , ricco, finanzia gli altri, segue studi regolari. Egli disegna grandi teleri simbolici con falli/vagine/principio del mondo. DE KOONING olandese con le sue donne terrificanti. POLLOCK, con le tele stese a terra e il colore sgocciolato sopra, crea intrichi complicati, dove l' errore è guidato. E' un alcolizzato/sciamano/suicida. Tutto è arte e tutto brucia.

20 commenti:

stella ha detto...

Mamma mia Teo...!

Orrore o errore?

paopasc ha detto...

Probabilmente, alcuni di loro, se non avessero avuto il sacro fuoco, sarebbero stati clochard alcolizzati sulle panchine dei parchi. L'arte, la missione che avevano, li ha trattenuti dall'abisso, almeno fino a un certo punto. E' figlia di una coscienza, questa consapevolezza dell'urgenza. Questa coscienza è quella chiamata secondaria, e è debitrice al Nuovo Mondo portato dal linguaggio simbolico.
Nello stesso tempo, questa coscienza II, ti danna e ti salva, e anche se il salvataggio comincia in vita, la salvezza arriva solo dopo.
Un bel saluto a Tea
:)

Gaetano Barbella ha detto...

Il cerchio sta per chiudersi, sembra avvisarci l'immagine del gabbiano di molto tempo addietro. Ma ce loconferma l'Action Painting (letteralmente pittura d'azione) a volte chiamata astrazione gestuale oppure espressionismo astratto, è uno stile di pittura nella quale il colore viene fatto gocciolare spontaneamente, lanciato o macchiato sulle tele, invece che applicato con attenzione. L'opera che ne risulta enfatizza l'atto fisico della pittura stessa. Come giungere ad immaginario punto morto superiore di un meccanismo biella- manovella.
E, traslando la cosa al tentativo di astrazione pittorica, lasciato al caso in una considerevole misura, è come entrare nel mondo delle astralità e coglierne il senso, il "sesto". Di qui, in alcuni casi di pittori esageratamente svincolati dalla realtà terrena, una predisposizione a fare il grande salto nel vuoto che è sfociato nell'aberrazione suicida.
Ci si domanda allora quale sia stato il punto di partenza di un circolo, ora supposto in "chiusura" come suddetto. In realtà non è un circolo ma una spirale e, dunque un percorso sinusoidale che non si chiude mai come per il circolo. Oppure un altro genere di percorso in seno ad un anello torico (per confermare la concezione circolare), immaginandolo lungo una spirale che si sviluppa sulla periferia con infinite teorie di linee avvolgenti. Si tratta dei famosi anelli di Möebius. Su questa base geometrica si sviluppa tutto il mio lavoro dell’E-book “I due Leoni Cibernetici”.
Dunque quale il punto di partenza del circolo?
L'Action Painting è sostanzialmente una pittura nelle mani del caso in cui l'artista vi partecipa ma passivamente, alla stregua di un medium in trance lucida. Tant'è che gli artisti sono tragici e sciamanici. Questo ci collega al passato remoto quando si praticava la Geomanzia (dalle parole greche, gea, che significa "terra", e manteia che significa "profezia") che era un arte divinatoria antichissima che si attuava attraverso l'uso della sabbia o terra nera. Vi si tracciavano segni e sigilli e la sabbia, o la terra nera, erano considerate le "intelligenze divinanti" con cui i geomanti stabilivano un legame divino.
Ancora più anticamente la Geomanzia veniva praticata lanciando in aria zolle di sabbia o di terra, interpretando poi le figure che la sabbia ricadendo formava e che riuscivano a individuare. Altro modo di praticare al geomanzia era quella di lanciare in aria sassolini.
È all'inizio del 1900 in poi che le cose iniziano a cambiare : i geomanti iniziano ad usare carta e matita, dove, secondo la nuova tesi, il nero della grafite rappresenta il mezzo per comunicare con le "intelligenze divinatorie".
È particolarmente interessante la Geomanzia praticata dagli antichi cinesi, arte che chiamarono feng-shui (vento ed acqua) che serviva a intuire le relazioni fra gli esseri umani e le energie sottili della natura manifestate nel paesaggio terrestre attraverso il ti li (le configurazioni del territorio): i punti propizi per intervenire sulla superficie terrestre (costruendo case, ponti, canali, strade, ecc.) vanno letti dal geomante lungo le lung-mei (linee-drago), linee magnetiche di forza geodesica yin, femminile e negativa, rappresentata da una tigre bianca (nel paesaggio: una ripida montagna).

Gaetano

pietro d. perrone ha detto...

Paola, stasera recupero un pò il silenzio dei giorni scorsi. Ho lasciato un commento anche al post di Paolè, in bici.

L'arte. Un argomento bellissimo. I pittori. Il fuoco sacro. L'immagine che scava sul bianco candore della tela e lo stupra per far nascere nuove creature che altrimenti avrebbero continuato ad abitare solo nell'oscuro animo degli artisti.
Invece con quel gesto di stupro si apre la strada al mondo dell'arte.
Non è giusta, forse, la parola stupro.
Forse si tratta solo dell'opera delle mani inesperte di ostetriche, o ostetrici, guidate direttamente dalle Muse, figlie nientedimeno che di Mnemosyne. La Memoria.
E aprirsi la strada della Memoria richiede il dolore di un parto.
E immagino che gli artisti che hai nominato, con quella pittura cola, versata, schizzata, strappata ai tubetti ed ai barattoli, sparata coi pennelli sulla pura tela virginea posta sul cavalletto, o a terra, o su un muro, immagino che quegli artisti dovono provare proprio il dolore lancinante delle viscere che partoriscono, quando mettono al mondo le loro creature.
Molti sarebbero alcolisti, o clochard, o misere vittime della vita, dice Paopasc - che andrò a trovare, presto, sulla sua pagina, come mi hai consigliato tu - si, sarebbero dei falliti, dei relitti umani.
Ma la potenza dell'arte, il fuoco divino che arde dentro di loro, invece, li ha resi immortali.
Solo Mnemosyne, tramite le proprie figlie, può donare l'immortalità della memoria ad un vero artista.
Quando un'opera d'arte ci mette davanti quelle creature che abitavano nelle caverne dello spirito degli artisti, e ci permette di dialogare con loro, giocarci, interrogarle, o piangere insieme a loro, o volare, o innalzarsi al di sopra del tempo e dello spazio che quotidianamente ci tiene incollati al suolo, alla realtà, alla normalità, allora, quando un'opera d'arte compie questo miracolo, allora, Paola mia, l'uomo rivela la sua dimensione divina.
Perchè è vera vita, quella che sgorga da quelle viscere, quella che viene partorita anche se, o quando, viene stuprata la vergine intimità della tela o la pura perfezione del foglio bianco...
Sono vere creazioni, vere creature, vera vita che viene creata dal nulla.
Esattamente come avvenne nella notte dei tempi, quando il Verbo decise di separare l'ordine dal caos, la luce dalle tenebre, per dare l'esistenza al mondo delle cose che abbiamo sotto gli occhi.
Un'opera di ordine fu compiuta dal Verbo.
Un'opera di ordine compie l'artista, mette in fila le parole, le immagini, le gocce di colore, le pennellate, i colpi di scalpello, i passi di danza, le parole di un verso, le note di una sinfonia...
E' lo stesso ordine.
Lo stesso Verbo.

teoderica ha detto...

Ciao Stella, un besissimo.

teoderica ha detto...

Caro Paolo, a forza di studiare il cervello .....lo hai compreso! L' arte non li ha salvati dall' abisso e tutto il magma lo hanno riversato sulla tela,non si sono salvati, si sono buttati nell' Eden dell' alcool e della droga.Dai loro lavori si visualizza la tensione e l' iquietudine ma essa, l' arte non è in grado di salvare, solo di aiutare.
Non ho capito la seconda coscienza, verrò da te a domandartelo.
Il salvataggio comincia in vita ( e qui ci siamo)ma ti salvi solo dopo.......cioè quando ti rendi conto che più che vivere basta ...campare??????
Ciao con un sacco di besi.

teoderica ha detto...

Di qui, in alcuni casi di pittori esageratamente svincolati dalla realtà terrena, una predisposizione a fare il grande salto nel vuoto che è sfociato nell'aberrazione suicida.

Caro Gaetano, parto da queta tua frase, se si esagera e ci si svicola un po' troppo, si fa il salto......ma perchè si fa?
Forse...forse....forse, il punto è che se vai oltre la coscienza si è in uno stato "diverso" e non è facile tornare indietro e perchè poi si torna indietro boh!
Feng sui, Geomanzia,tarocchi,arte, visione e musica, suono e ballo ecc se ne ascolti il ritmo e ci "credi" puoi essere trascinato senza aver bisogno di droghe. Non bisogna abusarne, quale che sia il di qua o il di là, noi dobbiamo campare qua......sai che forse è più giusto dire campare che vivere ....non so il perchè, lo dico così perchè con te si favoleggia.
Con te, con te......partirò su ali leggere per prevedere.
Ciao Gaetano, buonanotte e sogni d' oro.

teoderica ha detto...

Molti sarebbero alcolisti, o clochard, o misere vittime della vita, dice Paopasc - che andrò a trovare, presto, sulla sua pagina, come mi hai consigliato tu - si, sarebbero dei falliti, dei relitti umani.
Ma la potenza dell'arte, il fuoco divino che arde dentro di loro, invece, li ha resi immortali.

Caro Piero, ........ma a quale prezzo, io li amo perchè nei loro lavori vedo una SOFFERENZA ATROCE.
Una sofferenza, un' inadeguatezza che mi fa pensare che essi abbiano ancora in sè il ricordo di un altro stato, uno stado divino.
Guarda che ciò non è solo per le loro poco decorative opere, un dolore immenso che mi fa star male fisicamente lo provo con le opere di Michelangelo.
Tu scrivi...Un'opera di ordine compie l'artista, mette in fila le parole, le immagini, le gocce di colore, le pennellate, i colpi di scalpello, i passi di danza, le parole di un verso, le note di una sinfonia...sì è così, ma a quale prezzo, perciò noi abbiamo il dovere di osservare bene queste opere d' arte per capire l'oltre.
Cosa sia l' oltre non lo so.......ma io credo che esista.
Caro Piero, vai a trovare Paopasc 8 è veramente tosto ti piacerà)...buonanotte e sogni d' oro.

SALVATORE LOMBARDO ha detto...

Ciao Teo,buon giorno.E' bellissimo quello che hai scritto,Non ho voluto leggere gli altri commenti per non lasciarmi influenzare,ma è cosi' difficile stabilire cos'è l'arte;sicuramente chi la produce ha qualcosa di interiore diverso da altre persone,però esistono anche altri artisti(musica, poesia,etc.) che hanno vissuto una vita tranquilla. Un abbraccio , a presto.Salvatore Lombardo

teoderica ha detto...

Ciao Salvatore......difficile dire cos' è l' arte è comunque un bisogno di comunicare su un' altra dimensione, qualcosa che comunque sia legato al movimento......ti lascio con un aforisma di un anonimo che forse ti parrà assurdo come risposta sull' arte ma se ci pensi .....
" DIO E' MORTO ( Nietzsche) NIETZSCHE E' MORTO (Dio)"
.....se ci pensi è la ricerca del divino.
Un abbraccio ed un beso, ciao.

Annarita ha detto...

Un post che suscita riflessioni difficili, profonde, che superano l’ambito dell'action painting per sfociare nella domanda emersa nei diversi commenti:”Che cos’è l’arte?”

Questa domanda è di portata enorme perché è come chiedersi che cos’è la vita. Un tentativo di una qualsiasi definizione è quasi impossibile dal momento che sono numerose le scienze umane che hanno per oggetto di studio questa attività ( storia dell'arte, psicologia, sociologia, estetica, antropologia...)

L’arte scaturisce dall’attività di un creatore, l’artista. I prodotti di tale attività sono fatti per sopravvivere al loro creatore, assumendo valore universale ed eterno. E quando mi riferisco all’arte non intendo soltanto l’arte pittorica, ma anche le altre arti nessuna esclusa.

L’artista in qualunque ambito si collochi vuole comunicare qualcosa, valori che da temporali diventano eterni.
E qui entra in ballo la creatività che è una caratteristica irrinunciabile dell’arte; l'arte che si pone come caratteristica intrinseca ed universale della specie umana.
Caratteristica legata alla complessità del
cervello umano.

Il creativo è colui che genera dal nulla un oggetto che prima non c’era, un oggetto che è frutto di una idea nata in un luogo oscuro e misterioso della sua mente.
Mi sorge spontanea una domanda:”La creatività è sovversiva?”. Io penso di sì perché l’atto creativo implica sempre un carattere di imprevedibilità.

Adesso dirò qualcosa che forse stupirà chi legge. Sapete qual è la disciplina più creativa di tutte, miei cari? La matematica! Sì, la matematica...
Salomon Bochner (1899-1982) afferma:” La matematica è una forma di poesia che trascende la poesia nel momento in cui proclama una verità; una forma di ragionamento che trascende il ragionamento nel momento in cui vuole estrarre la verità che ha proclamato; una forma di azione, di comportamento rituale, che non trova pienezza nell'atto ma deve proclamare ed elaborare una forma poetica di verità.”

E ancora:
La matematica è più di una forma d'arte. (Takakazu Seki)
La matematica è la Vita degli Dei. (Novalis)
Un matematico, come un pittore o un poeta, apre dei sentieri. Se i suoi durano più dei loro, è perché sono fatti con le idee. (Godfrey Harold Hardy )

Perché sono andata a sfociare nella matematica? Perché mi infastidisce l’idea e il senso comune che la identifica soltanto con la razionalità, che pure è un suo aspetto peculiare... però non mettiamo linee di demarcazione alla creatività umana.

Poi ci sarebbe tanto da dire ancora. Hai capito, Teo, perché mi limito a commenti sintetici?
Beh, basta Teo! Perché Paolo ti chiama Tea?

paopasc ha detto...

Propongo una piccola ipotesi sull'origine dell'arte: la mancanza di riferimenti abituali. Non è che chi ha problemi esistenziali crea l'arte, chi ha problemi esistenziali trova nell'arte qualcosa. L'arte esiste prima di noi.
Quando i primi uomini cominciarono a dipingere mammuth e altri animali, fu per catturare i loro corpi, prima ancora che con le lance con la rappresentazione mentale. Qualcosa che prima non c'era, finalmente, grazie a un linguaggio, ora c'è. L'animale è lì, di fronte a sè, innocuo e allo stesso tempo presente, posso abituarmi all'idea di fronteggiarlo, batterlo. Ho catturato con un linguaggio il mondo che io voglio e provo con la mia anima istintiva: ho compreso che c'era lui e c'ero io, potevo vedermi mentre lo colpivo, ero capace di farlo.
Questa è dunque l'arte, all'inizio l'arte è il nuovo linguaggio stesso, perchè è tutta una novità, tutto un mondo da scoprire. In questo senso inteso, tutto ciò che si scopre di nuovo è arte, compresa la propria anima trasportata su una tela.
Ciao Tea, spero non ti dispiaccia, altrimenti cambio, solo che Teo richiama di più il maschil genere...
E così, ha ragione Anna: l'artista è colui che usa il linguaggio in forme nuove, e perciò scopre qualcosa di sconosciuto. Ciò può essere anche la sua anima, come detto.
Tea, tu mi onori troppo cara, io studio il cervello, ma sono ben lungi dall'averlo capito. A volte, anzi, ho proprio la precisa sensazione di non aver capito niente.
Sulla parte non chiara, cioè sul fatto che la salvezza arriva dopo: quando tu potresti accettare te stesso (parlo dell'artista) perchè vedi che tutti ti super-accettano, ecco che sei già morto, e quindi ciò che ti poteva salvare arriva in ritardo. Nemo propheta in patria est, e credo di aver trovato anche una piccola ragione di questo detto.
Un saluto, anche a Anna qui sopra...
:)))

teoderica ha detto...

Annarita, brava e grazie per questo commento, in cui hai spiegato l' arte della matematica, la quale è l' arte pura, infatti è armonia, è la cosa più vicina a quello che con varie arti ricerchiamo : l' equilibrio perfetto del mondo.
Senza la matematica non vi è armonia, la musica è matematica , io l' ho scoperto troppo tardi,non ho studiato la matematica, preferendo altre materie, le lacune non potrò mai colmarle, perciò mi affido al mio intuito, il quale si avvicina nella sua ricerca dell' armonia alle opere artistiche ed alla natura riconoscendone empiricamente un' ordine, un ordine che solo la matematica può realizzare.
Fortunati sono i tuoi allievi, che vivono con te l' arte come matematica, oh come sono fortunati, pensa se lo avessi saputo prima, se avessi intravisto che l' arte per eccellenza è la matematica, che i miei artisti preferiti sono tutti legati alla matematica.
Che senza la matematica non si fa nulla, nulla, ma santo cielo sarebbe ora che si smettesse di presentare a scuola la matematica come difficile e solo per intelligentoni, si presenta la matematica come uno scoglio, un esame difficile, mai la si presenta come un' affascinante Primavera botticelliana o con le storie come la presenti tu nel tuo < a hrep=http://lanostramatematica.splinder.com/>matematicamente< /a>
Ciao.

teoderica ha detto...

Che pasticciona sono.... il blog di Annarita è qui

teoderica ha detto...

A te Paolo, nuovo affascinante blogger [per me, che ti ho scoperto da poco e sempre per merito di Annarita che circa un anno fa mi ha fatto scoprire il megagalattico Gaetano( un beso Gaetano)] ti rispondo nel post seguente.
Ciaooooooooooooo:-)

giardigno65 ha detto...

CHE BELLO IL DISEGNO ...

Gaetano Barbella ha detto...

Nel precedente post, il tema è l'arte dell'Action Painting, da stimarsi ai limiti dei normali canoni seguiti da artisti "convenzionali" moderni. Ed io ho scelto di mettere in relazione quest'arte con una supposta fase "culturale" itinerante perseguita da Paola, l'autrice del post (Teoderica, Teo o Tea, corrispondenti a diverse sue sfaccettature, tutte da capire e far progredire il pensiero da lei seguito).

Non meraviglia una tal cosa, considerato che tante altre volte così è stato e a Paola è piaciuto, anzi questo si aspetta da me con ogni suo post. Dice addirittura che sono il suo Maestro, bontà sua. Comunque Paola non trascura affatto i commenti dei suoi amici, tutt'altro. La differenza con i miei commenti è che invece si svincolano dal mio modo a volte invasivo della "privacy" su di lei. Ma si è capito che l'amica Paola ha bisogno di entrambe le cose.

Soggetto e oggetto devono poter convivere in lei, come anima e corpo, e per questo occorre soprattutto il concorso degli amici in questione, oltre che me, a confermare il pieno appoggio della "macchina" umana nella sua completezza di motore, organi meccanici ed elettro-idraulici, cabina di guida e quant'altro. Tutte cose che si interconnettono e, di fatto, costituiscono una rete che è definibile "ecologia". Naturalmente a Paola e tutti noi preme l'"ecologia della mente".

Di questo risvolto sull'"ecologia della mente" ne ho parlato al blog "Scientificando" di Annarita http://scientificando.splinder.com/post/21689735#more-21689735, ma non è male che se ne riparli ora.

Cosa si intende per "ecologia della mente"?
Alla radice vi è la nozione che le idee sono interdipendenti, interagiscono, che le idee vivono e muoiono. Le idee che muoiono, muoiono perché non si armonizzano con le altre. E' una sorta di intrico complicato, vivo, che lotta e collabora, simile a quello che si trova nelle boschi di montagna, composto dagli alberi, dalle varie piante e dagli animali che vivono lì - un'ecologia, appunto.

All'interno di questa ecologia, vi sono temi importanti di ogni genere che si possono enucleare e su cui si può riflettere separatamente. Naturalmente, si fa sempre violenza al sistema nel suo complesso se si pensa alle sue parti separatamente; ma se vogliamo pensare dobbiamo fare così, perché pensare a tutto contemporaneamente è troppo difficile.
Infatti così è con l'apporto dei vari interventi specifici in questo blog oltre che me che tende a legare, a far da ragno e costituire una rete avvolgente.

Ecco che questo post di Paola, come tutti quelli precedenti e i post dei blogger in genere, hanno il modo nuovo e progresso di definirsi come "metaloghi", un termine come l'"ecologia della mente", che fa parte di una tematica sviluppata nel libro "Ecologia della Mente" di un grande scienziato, Gregory Bateson che è stato un antropologo, sociologo, linguista e studioso di cibernetica britannico, il cui lavoro ha toccato anche molti altri campi. È morto nel 1980.

Ma che cosa è un metalogo?
Un metalogo è una conversazione su un argomento problematico. Questa conversazione dovrebbe essere tale da rendere rilevanti non solo gli interventi dei partecipanti, ma la struttura stessa dell'intero dibattito. Si tratta dunque una conversazione che possiede questa doppia rilevanza. Proprio il caso ed altri post di Paola in discussione.

C'è il seguito,
Gaetano

Gaetano Barbella ha detto...

Seguito

Ho detto «Soggetto e oggetto devono poter convivere in lei, come anima e corpo», giusta l'opinione di Paolo sull'artista.
Egli dice: «E così, ha ragione Anna: l'artista è colui che usa il linguaggio in forme nuove, e perciò scopre qualcosa di sconosciuto. Ciò può essere anche la sua anima, come detto.». Ed è questo lo scopo del viaggio itinerante di Paola post dopo post: scoprire la sua Anima.

Di qui la tesi di Paola che dice: «... se l'artista non viene accettato, ne soffre perché vuole essere capito, ... » che però soggiace alla convinzione di dover cercare un equilibrio onde salvarsi dalla "morte", come quella della sua frase su Nietzsche. Ma è inevitabile che, una volta disposta al suddetto "viaggio itinerante" tanto somigliante a quelli iniziatici dell'esoterismo, questa esperienza si profili prepotente e si disponga con forza con esplicazioni diverse, non necessariamente così violente e autolesive come i casi di artisti suicidi del post precedente.
Ed è facile l'aggancio a esperienze metafisiche di "artisti" presi dall'amore per "donne" tutte eguali fra loro, come Beatrice per Dante Alighieri e dei suoi "amici" dei "Fedeli D'Amore".

Non c'è che dire, è veramente un interessante e soprattutto raffinato "metalogo" che Paola ha imbastito con i suoi post!
A questo punto, col presente post a commento "Dal gesto nasce il pensiero", Paola ci pone davanti al bivio sul concetto di artista.
Dice Annarita: «l'artista è colui che usa il linguaggio in forme nuove, e perciò scopre qualcosa di sconosciuto». Ma l'uomo è artista in tutta la sua gamma di potenzialità intellettive, tuttavia con questo bivio risulta evidente che l'intelletto dovrà occuparsi dell'arte figurativa pittorica. Perché? É Michelangelo della Creazione di Adamo qui esposta, che ce lo conferma attraverso le due mani, quella sua e del suo creatore quasi a sfiorarsi. Le stesse mani, dunque di un pittore, o comunque di un disegnatore (di un architetto – mettiamo).

Chi può dire allora qualcosa di esatto o approssimarvisi sui perché, come e quando degli artisti? Gli opinionisti, ossia quelli che usano le "mani" della mente che tutto possono, ma devono poi, a rigor di scienza, lasciare spazio alle prove di "laboratorio". Per dire che SOLO I "MAESTRI" D'ARTE, attraverso la loro esperienza, possono aggiornarci sull'origine dell'Arte e del suo peculiare modo in loro di esplicarsi. E così nascono i loro detti e aforismi che poi altri ripetono.
Dunque se DAL GESTO NASCE IL PENSIERO, come titola questo post, È DA ESSI CHE NASCE IL PENSIERO e non da altri, se pure ripieni di cultura.

Gaetano

teoderica ha detto...

Ciao Giardino, ieri ero venuta a commentare da te, ma non sono riuscita a fare l' invio. Stasera ci riprovo.
Ciao.

teoderica ha detto...

Ciao Gaetano, hai fatto benissimo a postare il commento in entrambi i post, i quali sono l' uno conseguente all' altro.Ti rispondo nel post seguente.
Un beso.