lunedì 1 novembre 2010

I VIAGGI DI GILLES ( racconto incasinato)

IL GEMELLO INGLESE DI WATTEAU 8 puntata


William Hogarth è un pittore ed incisore ed è il “gemello inglese” di Watteau e delle sue raffigurazioni Egli scrive di sé. “ Ho voluto comporre pitture su tela simili a rappresentazioni sulle scene; e spero che vengano giudicate con lo stesso criterio; ho cercato di trattare il mio soggetto come autore drammatico; il mio quadro è il mio palcoscenico, e attori sono uomini e donne che per mezzo di atti e gesti figurano una pantomima.”

Le nuove convinzioni morali attraversano tutta l’opera dell’artista e, in particolare, i cicli pittorici come la celebre Carriera del libertino (1735). Il ciclo si articola in otto episodi che illustrano la disastrosa parabola di un giovane che, dopo aver ereditato una cospicua fortuna, invece di conservarla e accrescerla con rettitudine si circonda di persone poco affidabili, scialacqua le proprie ricchezze ai tavoli da gioco e nelle bettole, per poi finire – nonostante un opportunistico matrimonio con una donna anziana e facoltosa – con l’essere rinchiuso in carcere per debiti.
Nell’ultimo quadro del ciclo vediamo il libertino avvolto in stracci in un manicomio: accasciato in terra con i pugni serrati, egli guarda verso il basso con un’espressione smarrita.
La punizione per la sua condotta è puntualmente arrivata, e la sua sconfitta è totale.

L' immagine qui presente è il momento in cui l' allegro libertino si trova nelle taverne...qualche analogia col Billionaire?

6 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Rispondo ancora in ritardo, qui, per la tua domanda su Mussolini, desiderio post-roccocò.
Veramente no, non ne desidero un'altra incarnazione, qualunque forma possa prendere.
Non lo dico per "antifascismo" o cose così.
Lo dico perchè, veramente non riesco a provare nessuna simpatia per l'idea di mettere nella mani di un altro, un mussolini/craxi/andreotti/berlusconi, la delicatezza della mia vita, dei miei interessi, dei miei desideri, delle mie scelte, delle mie voglie, del mio futuro...

Vorrei essere io a tirare su la mia vita, anche se so che questo costa fatica e deolore. Ed inoltre so anche che io sono uno fortunato, che più o meno ce l'ha fatta.
Poi devo sistemare il figliolo, come tutti quelli che hanno un figlio che va a scuola.
E, ffortunato, o soddisfatto, e con un figlio da sistemare, credo di essere quello che sa meglio di tutti cosa va bene a me,a lui, alla mia famiglia, ai miei amici... ecc.

Nessun politico potrà prendersi in mano i miei doveri.
E i miei sarebbero, poi, i diveri di tutti, fuor di metafora.
No, credo che uno generoso così ancora deve nascere.
Quello che ci provò, 2000 anni fa, lo misero su una croce e lo lasciarono morire così, senza una ragione.
Ma dopo di allora, i presunti "generosi" sono solo impostori che nel nome nostro vogliono fare i loro interessi.

La tua tesi, al di là degli aspetti politici, assomiglia molto al pensiero dominante nel periodo "roccocò" italiano.
Signorie, principati, ducati, vicereami e... stati pontifici...
era questo il panorama italiano. Si costruivano palazzi reali, si affrescavano volte con colori superbi, spingendo la fantasia degli artisti verso l'olimpo degli dei per trovare lì le immagini con cui travestire la Nobiltà del tempo.
Intanto fuori d'Italia si scriveva la storia.
Da noi, invece, si danzava con il minuetto.

Ecco, lo sai che io non sto dentro i confini, che voglio lo spazio libero, una repubblica indipendente.
Ecco, io abito là, in quello spazio libero, in quella repubblica idipendente.
Vorrei stare dove si scrive la storia e non amo per niente i saloni dove si balla il minuetto e la quadriglia.

Insomma, il mondo, il mondo! Io voglio viaggiare nel mondo e voglio guidare io, voglio andare dove mi portano i passi, i pensieri, lo sguardo.
Nessuno può sapere dove andrò domani e quindi nessuno mi ci può portare.

I quadri, l'arte, i tuoi disegni, la tua arte, Paola mia, sono una ricchezza che sparirebbe se ci fosse un Mussolini qualunque a decidere per noi.
Sparirebbe la tua libertà, anche se, insieme ad essa sparirebbe l'ebbra vertiginee che avolte ti attanaglia.
Ma stringi i denti.
Tu appartieni a te, la tua arte è tua, tu sei lei, lei è te.
Cosa puoi desiderare di più?
Forse di volare senza ali?
Di volare senza provare la vertigine della paura?
Te lo ricordi il mio post: L'esploratore?
Ecco,io sono come lui, come l'esploratore.
E forse anche tu sei un pò come noi.

teoderica ha detto...

caro Piero,
ti capisco molto bene, questo viaggio che ho intrapreso un po' come il Matto ( la carta dei tarocchi che può avere come numero il 22, ma anche lo zero)è nato solo per scoprirmi e scoprire è un viaggio metaforico e mentale, un viaggio dalle tenebre alla luce e viceversa, un viaggio che può farmi cadere, ma già quel poco di occultamento storico che ho scoperto mi ha già dato molta soddisfazione.Ogni vero viaggio si fa sempre da solo , io ne parlo così apro di più gli occhi a me , e se qualcuno è curioso come me sono felice di aiutarlo col mio poco che ho scoperto. Tu parli di 2000 anni fa, bè le dannatio memoriae erano già iniziate.
Io come al solito cammino sulla linea stretta del confine, non ci posso fare niente, ho paura, ma la curiosià è ancora più grande.
Grazie sinceramente del tuo commento.
Buona settimana.

Gaetano Barbella ha detto...

Bene, bene!... Profondo nero! Cara Paola

Si vede all'infrarosso?!

Vedere dunque il 22 e non più il matto?

22: dicono alcuni, porta a costruire sul nuovo, costruire nuove vite e un nuovo mondo. Altri ritengono che questo numero presiede ad una intelligenza superiore, all'altruismo e alle ispirazioni superiori (in una certa misura vale anche per l'11. Si tratta di numeri doppi che, insieme altri, sono numeri maestri.

Del 22 se ne è discusso compiutamente, pensa un po', anche in un Carnevale della matematica. Vedi qui.

Sul 22 ho letto queste cose in merito.

Cosa significa vedere i numeri maestri o doppi?
giugno 21, 2008 on 12:18 pm | In 11:11, Numeri Maestri

Quanto spesso avete notato i numeri 11:11, 12:12, 10:10, 22:22, 12:34, 2:22, 3:33, 4:44 or 5:55 guardando l’orologio o apparirvi nei posti più impensati? Sono sicura molte volte.

C’è una ragione per tutto questo? Sembra proprio di si.

Sempre più persone al mondo concordano sul fatto di vedere sempre più i numeri maestri, ovvero una serie di numeri doppi o tripli. La frequenza con cui questo accade sta accelerando che ormai non si può più parlare di semplice coincidenza.

Il fenomeno sta avendo proporzioni gigantesche e tutti concordano sul fatto che ci sia un più profondo significato, un messaggio in codice per noi dal mondo spirituale.

Questi numeri hanno un grande fascino e molte tradizioni sia antiche che più recenti, dichiarano e assicurano sul loro potere; il potere di attivare in noi codici, memorie e capacità nuove. Questi numeri rappresentano un canale di comunicazione aperto con l’universo.

Tra i numeri maestri il più frequentemente avvistato e’ 11 e in particolar modo nella sua forma di 11:11. Ma cosa significa?

Significa che una Realtà Superiore si è inserita nella nostra vita quotidiana. Si sta verificando una fusione fra il nostro vasto cosmo e i nostri corpi fisici. Questo trasforma il nostro DNA e ci permette finalmente di diventare vivi e vibranti e totalmente reali.

La prossima volta che vedete l’11:11, fermatevi e sentite le impercettibili energie attorno a voi. L’11:11 è una chiamata al risveglio inviata a voi stessi. Un ricordo del vostro vero scopo qui sulla Terra.

Di solito, durante questi momenti di intensificata energia o cambiamenti personali accelerati, noterete molto più frequentemente l’11:11.

Personalmente ammetto che mi è capitato di essere influenzato dal magnetismo offerto dal numero 22. Mi capita spesso a letto, quando ci vado all'ora giusta, ossia non troppo tardi. Ad un tratto, durante il sonno, mi sveglio e osservo l'orologio luminoso accanto che segna le 22 e 22. E dopo una certa riflessione mi riaddormento.

Ciao Paola... ti tengo su col morale perché con tutto il buio improvviso...
Io ci sono abituato, non solo nel sito, nero sin dall'inizio...
Gaetano

giardigno65 ha detto...

anche con palazzo grazioli

teoderica ha detto...

Caro Gaetano,
era da un po'che mi frullava in testa il nero, ma non avevo il coraggio di osare, ho quindi optato per il bianco, poi all' improvviso ho iniziato a pastrocchiare ed è venuto il nigredo.
Ti piace?
Quella dei numeri mi capita quando mi sveglio e certe combinazioni mi fanno sognare ad occhi aperti, mi inquietano è per questo che cerco di non guardare la sveglia.
Ma Gaetano se ho avuto la forza di mettere il nero vuol dire che internamente sono colorata e luminosa...trovi il mio nigredo tetro?
Sono cambiata, ho persino deciso che Berlusconi è un bravo premier e che bubba bubba è molto vicino e quindi sarà meglio che piuttosto di criticare sia meglio cooperare.
La barzelletta bubba bubba che conosco io dice così....ci sono un francese, un tedesco , un italiano, prigionieri di un popolo primitivo ai confini del mondo. Lo stregone dice al francese tu morire o bubba bubba ma egli non sa cos'è, il francese risponde bubba, bubba, piuttosto che morire, e allora poveretto viene violentato da tutti i maschi del villaggio sino a che non muore. Tocca al tedesco anche lui non sapendo cos'è sceglie bubba bubba e finisce come il francese. Tocca all' italiano che dice allo stregone io voglio morire , non ho paura; bravo gli dice lo stregone tu sei un vero uomo...e allora taglio di testa ma prima fai bubba bubba anche tu.
Ciao Gaetano, spero che hai riso un poco.

teoderica ha detto...

Caro Giardino,
quello di Palazzo Grazioli è diventato bubba, bubba,qua non si salva nessuno perchè stare tra i vizi è contagioso.
Ciao.