lunedì 21 febbraio 2011

SACRIFICIO PAGANO

Qui , nell' immagine presente, è raffigurato "Sacrificio pagano" di Benvenuto Tisi da Garofalo, detto il Garofalo ( Garofalo 1481/ Ferrara 1559), pittore rinascimentale. Esponente di spicco della scuola ferrarese, si discosta dalle linee secche e dure proprie della pittura ferrarese avvicinandosi alle linee morbide e ai colori evanescenti di Dosso Dossi e di Raffaello.
Fece parte della corte estense.
Il soprannome Garofalo deriva dal nome del paese in cui forse nacque e lui stesso occasionalmente firmava i suoi quadri con un piccolo disegno di un garofano. Ci tengo a dirvi che Garofalo è un pittore quasi romagnolo.
Gaetano Barbella, studioso erudito, ma fuori dagli steccati accademici ha elaborato un saggio , o se volete un matrimonio, osservando attentamente l' iconografia, la simbologia e la struttura di questo capolavoro del Garofalo. Dopo aver letto il lavoro di Gaetano, leggo facilmente nel quadro, l' armonia fra l' antico e il moderno, fra il sacro e il profano, la realizzazione della pace degli opposti . Il saggio abbastanza corposo, si snoda in 37 pagine, la lettura risulta impegnativa ma affascinante , l' autore passa dai fotoni alla sezione aurea, alla radice di 2, per sfiorare l' antico e il nuovo testamento e sondare gli antichi miti e dei, con intuizioni felici e intense. Gaetano usa un ragionamento ed un linguaggio perduto , che un tempo gli eruditi ben conoscevano, se la lettura dell' opera può risultarvi forzata, non dimenticate che i pittori rinascimentali erano fucine di temi intricati, basti pensare che ci sono opere di cui ancora non conosciamo pienamente il significato ( una per tutte la " Flagellazione" di Piero della Francesca).
Se volete partecipare al matrimonio fra la sezione aurea e la radice di 2, cliccate qui


4 commenti:

hector49 ha detto...

Finalmente (here we are at last) un dipinto che non parla di madonne o di sacro in genere. Sono stato agli Uffizi di Firenze (Paola lo sai bene) e ho visto tanta sacralità. Ecco, questo sarebbe un buono spunto per te e Gaetano: la sacralità dei Medici in contrapposizione (ma non vorrei sembrare un eretico) alle nefandezze compiute dalla Chiesa nel Rinascimento. Un caro saluto

teoderica ha detto...

Ciao Ettore,
Gaetano ha realizzato un capolavoro...Medici o Chiesa è uguale ad ambedue interessava il potere, l' arte era uno strumento di scambio e di valore era un po' come l' oro o i fiorini.
Ho letto anche il tuo pezzo su Sanremo, interessante e piacevole ma questa volta sono contro di te...infatti sono allergica a Benigni, per inciso le sue entrate a cavallo hanno stufato come uno stufato di patate bollite.
Ciao al mio giornalista preferito...che è Ettore per chi non lo sapesse.

Gaetano Barbella ha detto...

Lettera aperta di Dora Liguori a Roberto Benigni
di Dora Liguori
martedì 22 febbraio 2011
Gentile Signor Benigni, una mancanza di obiettività quando si affronta la storia, sia pure a fini spettacolari, crea sempre dei danni; se poi la mancanza proviene da lei, che di certo è un personaggio straordinario o come spessissimo dice, riferendosi ad altri “memorabile”, e lo fa attraverso il mezzo più mediatico esistente - la televisione- questo danno diviene assolutamente grave sino a raggiungere l’offesa. Pertanto mi consenta, come direbbe qualcuno, di fare alcune precisazioni al suo lungo, e peraltro in certi momenti esaltante, monologo sui prodromi dell’Unità e conseguente lettura del famoso inno di Mameli...
Per il seguito vedi qui.
Un appoggio per ciascuno...
Ciao, Gaetano

teoderica ha detto...

Ciao Gaetano,
grazie per l' interessante lettera che hai preposto. Benigni non è un giullare, ricco e sposato con una pronipote di un papa,è più un organo di opinione, non volevo parlarne, ma la telefonata di congratulazioni, il nostro Presidente poteva farla agli insegnanti e proporre poi l' invio di un DVD alle scuole dello show del comico mi è sembrata un' enormità.
Festeggiare l' Unità d' Italia dovrebbe essere riscoprire la storia con più obbiettività.
Non conosco bene questa parte di storia,ma so dei contadini del sud divenuti briganti per fame, delle feroci repressioni, del primo fotomontaggio della storia , per denigrare arrivando alla volgarità di far fare dei fotomontaggi della Regina Maria Sofia in pose pornografiche, che furono spediti a tutti i governi d'Europa e a Francesco II stesso e poi gli stessi volontari garibaldini vittoriosi vennero spediti ad aiutare gli americani, chi si arruolò coi sudisti, chi coi nordisti,non vennero immessi nei ranghi dell' esercito sabaudo perchè considerati degli anarchici e dei ribelli.
Più che la fanfara un po' di serietà, ma Gaetano qua ogni giorno è carnevale, forse per il periodo di Carnevale dovremmo fare i seri, dato che per tutto l' anno gozzovigliamo.
Ciao.