lunedì 19 ottobre 2009

DEDICATO A MIRKO



Alla vita

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Nazim Hikmet


10 commenti:

Gaetano ha detto...

Cara Paola,
dedico a Mirko e ai suoi genitori, quest'altra poesia di Nazim Hikmet, incarcerato nel 1938 quando io nacqui.
Se la poesia che hai citato, di questo poeta fra i più grandi del XX secolo, inneggia alla vita, quest'altra è di "Capitan Futuro" giusto quel che ci si augura per i propri figli alla soglia di quella stessa vita vinta da Hilmet ed ora da te: "Alla vita", esposta come post fra due You Tube della sigla di Goldrake. DUE ALI PER LA VITA.
Quante volte mi è piaciuto vedere Goldrake alla televisione insieme ai miei ragazzi!
Goldrake, si può ben convenire che sia in armonia con la poesia di Hikmet che ora immagina che declami:
«Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto».

Per il rintocco di una vagheggiata "mezzanotte",
Gaetano

teoderica ha detto...

Caro, caro Gaetano la poesia che hai messo nel commento è una delle mie preferite. Grazie per avercela dedicata,eizarg.( ho messo grazie alla rovescia come per farti una piroetta, perchè non so proprio più come ringraziarti della tua sensibilità). Quanto ci siamo divertiti anche noi, io , mio marito Oriano e Mirko a guardare Goldrake. Gaetano DUE ALI PER LA VITA hai capito anche questo.......sai avevo messo solo un video, poi mi sono accorta che erano due e li ho lasciati perchè sentivo che era più bello così, più " giusto", non avevo capito il perchè.Sono contenta che tu abbia capito il messaggio.......sai aspettavo il tuo commento per vedere se trovavi consono l' abbinamento Nazim/Goldrake, a me è piaciuto molto, azzeccato mi sembrava, il tuo commento me lo conferma. EIZARG.
Gaetano io sono nata il giorno 24, al rintocco della "Mezzanotte" ci dovrò ben arrivare.
Ciao.Oaic.

giardigno65 ha detto...

bellissimi versi e notevole abbinamento con actarus !!!

teoderica ha detto...

Grazie giardino, verrò poi a leggere il tuo racconto nel blog/giardino pieno di ZenZero.
Ciao.

Anonimo ha detto...

Grazie mammma per il pensiero. Siamo a quota 34 :). Grazie anche a Gaetano.
Mirko

pietro d. perrone ha detto...

SUI FIGLI

E una donna che reggeva un bambino al seno disse:
Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E benché vivano con voi non vi appartengono.

Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farvi simili a voi:
La vita procede e non s'attarda sul passato.
Voi site gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dellì'Arciere;
Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco.

Kalil Gibran da: Il Profeta

Non vorrei fare similitudini ardite, o banali, fra la freccia di Gibran e l'astronave di Actarus.
Se il futuro è la loro destinazone, allora hanno qualcosa in comune.
Se è la leggerezza, anche.
Altrimenti, godiamoci le due belle poesie.
Meraviglie ed emozioni scaturiscono da quelle parole.

PS. Vi copio il sito dove scaricare alcuni audio meravigliosi di conferenze/letture di grandissimi poeti, da parte di grandissimi interpreti:

http://www.auditorium.com/eventi/podcast?id_podcast=4949240

Un abbraccio.

teoderica ha detto...

Pensa quanti sono i miei anni.......mi sembra tanto lontano quel 19 ottobre di 34 anni fa.
Ciao.

teoderica ha detto...

Caro Pietro, grazie per il link del sito ed anche per la poesia di Kalil Gibran.....lo sai chi mi ha dato il libro di Kalil Gibran : un Islamico, perchè si vergogna di certi atteggiamenti che gli islamici hanno con noi donne ed ha voluto darmelo perchè mi ricredessi....l' ho trovato interessante ma non mi convince del tutto.Sarà ma la storia dell' arco e della freccia non mi piace del tutto......sarà perchè mi sono stancata di tutto questo via vai per il mondo, sarà perchè la mia freccia è andata troppo lontano, sarà.....quel che sarà.
Mentre mi è piaciuto tantissimo il futuro abbinato alla leggerezza, sì futuro e leggerezza ca va.
Ciao.

Annarita ha detto...

Leggi questa poesia scritta da un genitore di un ragazzo autistico. Io la trovo straordinaria.

un giorno nascesti ,

ma io gia’ ti amavo,

prima di conoscerti,

eri nei miei pensieri,

nella mia vita,

nel sole,

nell’universo,

eri la pioggia,

il mare,

le stelle,

il verde,

un angelo venuto tra noi,

nel silenzio per portare la parola,

della vita,

per insegnare ai grandi a tornare bambini,

con purezza e lealta’,

compiendo grandi opere senza ragionare,

pensando e non pensando,

dimenticando se stessi,

pensando come la pioggia che cade dal cielo,

pensando come le onde che corrono sul mare,

pensando come le stelle che illuminano il cielo notturno,

come le foglie verdi che germogliano sotto la brezza primaverile,

diventando noi stessi la pioggia ,

il mare,

le stelle,

il verde,

grazie di essere nato,

maestro della vita,

figlio mio.


Per te, per Mirko e per tuo marito.

Un abbraccio
annarita

hector49 ha detto...

Io quando ero piccolo, e lo sono stato, ascoltavo e vedevo goldrake, nel mio primo televisore a colori, un Caravaggio non so di che marca. Uno stupore simile a quando guardavo Ciuffettino, e la canzone della serie, ancora in testa, mi sta martellando in questi giorni tediosi. Morale: è meglio non guardare la tv dei piccoli quando si è piccoli, bisognerebbe guardare i cartoni anmati adesso.