venerdì 23 ottobre 2009

PEOPLE

GIANLUIGI



Inquieto, scontento, ma sicuro di sè.
Macina pensieri di grandezza.
Non sa bene cosa farà da grande, ma si sente un predestinato.
Ha tutto per riuscire nella vita: intelligenza, charme, possibilità, istruzione.
Sa vivere nel mondo.
Incontra Romina, un' affascinante ragazza naif.
Certo Romina è grezza, ma lo stuzzica, perchè non cade subito ai suoi piedi. E' così piena di sani principi obsoleti, così altera nella sua pochezza, non sa proprio vivere nel mondo di oggi, ma è così bella. I suoi amici hanno la bava alla bocca per la gnocca che si è trovato.
Ma Romina non cede, non si fida di lui, gli dice che il suo mondo è fatto di cose semplici, gli dice che lui non è adatto ai sacrifici di una vita normale.
Questa poi, una mezzacalzetta come Romina lo rifiuta, gli dice sesso sì, ma non vita in comune.
Incredibile GianLuigi si è sacrificato, mangiando cibo casereccio, sbaciucchiando parenti rinsecchiti ed ottusi, sopportando battute sceme e linguaggio truculento . Lui, così fine, per cosa poi si è sacrificato, l' ha sposata, con tanto di cerimonia in chiesa ( anche la religione ha dovuto mandare giù). E poi, le sue speranze svanite. Aveva pensato che allontanandola dalla famiglia, facendole conoscere la vita che conta, avrebbe capito come gira il mondo.
E 'sta scema, gli dice che è lui che non vale un cazzo.
Per fortuna se ne è andata senza fare storie.
GianLuigi scuote la testa, lui ci ha messo tutto sè stesso, per fare uscire dalla crisalide la farfalla.
E' proprio vero che ad essere buoni ci si rimette sempre.


Il racconto è frutto di fantasia. Eventuali somiglianze a fatti realmente accaduti sono puramente casuali.

10 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Nel tuo racconto è Romina che decide tutto.
GianLuigi ha una vita, un'esistenza in cui trova benissimo, ma che non è disposto a mettere in discussione.
Nella vita di coppia si mette in discussione tutto, sè stessi, la propria vita ed anche la propria esistenza.
E lo si fa per dare la propria al propiro oggetto di desiderio la massima prova di disponibilità.
Ma GianLigi Non fornisce questa prova.

Io credo che però a Romina importi poco di tutto questo.
Lei arriva e alla fine se ne va.
Passa dalla camera da letto, per qualche morbido abbraccio, si trascina in modo naif attraverso i salotti nei quali si spande il fumo delle sigarette di GianLuigi, e come una mattina di nebbia, sparisce senza lasciare traccia.

E' una storia questa molto contemporanea. Una storia molto metropolitana, anche se fosse ambientata nella provincia della padana brumosa e umida.
E' una storia nella quale i personaggi passano sul palcoscenico senza neanche vedersi.
Si sfiorano, si cozzano. Si fanno del male. Ma il loro sangue non macchia i vestiti dell'altro.

Capita spesso nella vita di tutti i giorni. Capita. E fare commenti su storie come queste serve solo a guastarle. Perchè, parlargli addosso, a Romina e GianLigi equivale a dargli sostanza e materia. A far sì che toccandosi si scòntrino ferendosi. Ad affilare le loro lame, affinchè affondino più profondamente quando la pugnalata viene inferta.

Il silenzio aiuta ad ascoltare l'indifferenza di GianLuigi, intento a fumare nei salotti naif della sua cittadina di provincia e le apparizioni di Romina, originaria di una grande città, ma costretta a vivere negli stretti spazi di una ombrosa realtà.

Quando si alzerà il sole a mezzogiorno, le loro ombre si accorceranno fino a sparire. E non ci sarà più nè noia nè dolore.
Solo il sole tiepido dell'inverno, nella mattina in cui viene annullata l'ora legale.
Loro, che erano figli dell'ora aggiunta agli orologi della calura estiva, resteranno prigionieri delle lancette che si spostano all'indietro.
Nessuno udrà il loro chiacchiriccio.
Nessuno più si domanderà di loro.

stella ha detto...

Dopo il commento di Pietro che mi ha incantata...non ho niente d'aggiungere.

teoderica ha detto...

Caro Pietro, tu mi rovini, mi dici come faccio a scrivere ancora i miei raccontini, se tu con la trama del tuo commento tessi un vero racconto.Hai fatto un commento che mi ha lasciato incantata......io e Stella incantate.
Comunque hai capito il senso di disagio che avverto nelle coppie di oggi: INCOMUNICABILITA', che se poi ci pensi è proprio di tutta la nostra società, altrimenti non si capirebbe il successo di internet.
Io coi miei racconti voglio esternare la mia inquietudine di fronte alla fatica di stare assieme, vogliamo stare assieme e siamo lontani, lontani.
Io Pietro, mi sono scocciata che mi dicano antiquata, o mi "tirino le orecchie" per il mio modo di essere, non sono peggio di tanti altri e se il mondo oggi gira sulle "tre esse" soldi/successo/sesso io ti rispondo che sono mazziniana, cristiana,conformista, sono così.....ci sarà ben qualcuno a cui vado bene..........ciao e buon fine settimana.

teoderica ha detto...

Io pure sono rimasta incantata dal commento di Pietro.......un bes e buona domenica.

Gaetano ha detto...

Cara Paola, non ti rammaricare.
Tu stessa hai voluto tessere un racconto per porre in evidenza un problema in cui soggiace molta gente di quest'epoca cruciale, L'INCOMUNICABILITÀ.
La recensione al tuo racconto fatta da Pietro, così articolata e raffinata, ti ha lasciato di stucco e così è stato anche per l'amica Stella. Ma tu sei per il sorpasso.
Sai che ti dico per svincolarti da questo stallo? Che senza che te sia accorta hai percorso un itinerario didattico della tua personalità, grazie ai tuoi post. Hai cominciato all'indomani del ferragosto di quest'anno in cui ti presenti sorridente sulla spiaggia in costume da bagno.
Dopo questo giorno, ti sei accomiatata con l'estate con una canzone di E. Dickinson, per poi disporti quale incosciente alchimista a estrarre dalla tua "miniera" un certo Alkaest, il conte Birdin e la sua consorte. Qui comincia la cottura nel crogiolo, di costui, preso per la moda al punto di obbligare la sua amata contessa a torture fisiche perché dimagrisse. Finisce con il suicidio di lui e con lei una vedovanza col peso di due orrendi delitti, la morte del marito e di essere fuori moda.
Al successivo domani "il distacco" in seguito all'oro derivante dalla prima operazione alchemica, una consapevolezza: "La vita è l’insieme delle forze che resistono al male".

In seguito si susseguono diverse esperienze e finalmente la vecchia coppia Birdin si riaffaccia con una reincarnazione in Malipiero che dopo aver visto morire la moglie si risposa, ma anche questa muore. La fine è un mistero perché non si sa nulla di Malipiero.
A questi, dopo alterne vicende, succede Adamo che sposa Viola che, ironia della sorte, finisce per morire a causa di un tumore. Ancora incerta la sorte di Adamo.
La successiva fase alchemica rivede la stessa coppia Adamo-Viola, ma è invertita perché il racconto inizia da lei. Stessa analoga fine con un progresso poiché un medico sentenzia che il tumore ha un'identità patologica sotto il nome di Cristo Bianco.
Ed ancora altre tappe si succedono a questa di Adamo-Viola e Viola-Adamo che preannuncia lo stadio alchemico della nascita del "Reuccio", il cosiddetto REBIS, ossia il due volte re!
Resta ora da superare una prova che vale l'ipoteca dell'oro finale, la pietra filosofale: superare lo scoglio della "prostituta" che viene adempiuto con il post "Uomini e topi".
Fu Gesù risorto che ce ne ha mostrato l'esempio apparendo prima a Maria Maddalena (Marco 16,9-11). Lei andò ad annunciarlo agli altri. Maddalena, lei una donna che era stata liberata da sette demoni!
Ed ora siamo alla fase conclusiva, almeno sembra, perché la coppia posta nel crogiolo infero è Romina e Gialuigi. Nulla di insuperabile perché si tratta di peccati di gola ma il carnefice e medico è Gianluigi che dopo averla sposata la trascura mettendola da parte.
L'essenza che Romina concepisce in sé, in seguito a questa prova, è la consapevolezza del gran valore del corpo che deve amare.
L'indomani è rassicurante perché è Mirko di scena come a far capire all'alchimista in Paola, che è l'ora sua ma questo la stupisce (stupor mundi), ancora non se ne rende conto. Manca un importante passo, non tanto per lei, Paola nelle vesti ancora di Romina quale interiorità femminile, la Luna in termini alchemici, ma il Sole che è adombrato per il momento in Gianluigi.
Basta è superfluo procedere nei dettagli del racconto che descrivono gli ultimi ritocchi (speriamo) per eludere le imperfezioni della coppia e che risultano dagli intenti di Gianluigi.
Nei commenti, gli ultimi, è Paola stessa che sembra averne consapevolezza quando dice: «Io credo che l'inizio della fine sia iniziato, lo credo veramente. Sì lo credo ... eppur si muove ... qualcosa si muove.
Con speranza.».

Gaetano

teoderica ha detto...

Ciao Gaetano, mi hai fatto sorridere di cuore , dici che è stato il conte Birdin.....sai che hai ragione, al conte Birdin io gli avrei tirato il collo come pure avrei tirato il collo ai pettegoli del funerale.....ti rendi conto la contessa colpevole due volte, due volte...uno per il suicidio del marito e due per essere fuori moda......ti rendi conto che anche oggi essere out...cioè fuori moda pare sia un "delitto"?
Romina è per me un personaggio positivo, il negativo è GianLuigi.Credo che l' incomunicabilità derivi dal non mettersi nei panni degli altri e soprattutto quel ciarpame di Romanticismo che ha rovinato la mia testolina, quel Cime Tempestose che ti fa amare il Dioniso invece che Apollo.......ho deciso ... qualcosa si muove....tu Gaetano sei Merlino, sì sono riuscita a buttare a mo rte il Romanticismo, questo movimento letterario ed artistico che mi piaceva tanto , non mi piace più. Oggi ho deciso che mi piace Don Chisciotte,( è venuto da me spontaneamente)forse lo ero già, ma avevo paura,ora a me piace combattere i mulini a vento....... così è se vi piace.
Un bes con lo schiocco.

pietro d. perrone ha detto...

Non voglio invadere il tuo post, credimi. Nè ho intenzione di approfittare dei tuoi racconti. Se non ti da fastidio, per me sono lo spunto per una gioco stimolante.

I tuoi racconti sono la voce a cui si aggiunge solo un'eco. Senza il tuo urlo esistenziale, triste, ma vero, non potrebbero dipanarsi le onde dell'eco.

Io, cara Paola, non penso che tua sia antiquata se non cedi al mito delle 3 ESSE.
Paola mia, quel mito è falso!
Quel mito nascondo il vuoto di chi dentro non ha nulla. La paura di scoprire che per essere qualcosa ci vuole il cuore, ci vuole la mente e ci vuole un pò di coraggio.
Se c'è qualcuno che ti tira le orecchie, come dici tu, scaccialo. Dagli aria. Toglitelo di torno.
Hai paura a guardare dentro di te?
Pensaci.
Guardaci.
Cosa trovi?
Il tuo essere. E' qualcosa. Nessuno di noi può dire di essere molto. Ma già essere qualcosa è molto.
Quegli altri. Cosa, invece, possono dire?
Di essere qualcuno, certo. Di avere tanti soldi. Di scopare fino a scoppiare.
Già!
Ma che che ci possono fare con i loro soldi? Possono comprarsi un istante di emozione? Un brivido di meraviglia? Un attimo di felicità?
Comprarsi il Ferrarino, o l'ultimo modello di telefonino di grido, pensi possa emozionare come sognare il viaggio per mare, verso l'isola di Utòpia, di un galeone incantato?

Dentro di te c'è un qualcosa che è grande come un mondo intero, ineguagliabile, inarrivabile, unico, assoluto!
Qualcuno potrà mai misurarne con i suoi quattrini il valore?

Floriana ha detto...

Cosa dire dopo tanta "analisi"?
Un invito a te amica mia a raccogliere questi racconti in un libro. Io l'ho già visualizzato: ogni racconto con le immagini da te ralizzate. I tuoi disegni sono un mondo in cui mi specchio, alcune volte mi ci immergo e le emozioni sono diverse e contrastanti, è il famoso "tombino" detentore di verità nascoste.... Il racconto puoi anche non rileggerlo, ma l'immagine è li, ti cattura e allora......dove scappi? Ciao e ti prego di continuare, un bacio.

teoderica ha detto...

Caro Piero, sono rimasta solo a bocca aperta per il tuo commento....era così pregnante, che mi sono vergognata del modo di scrivere mio, così paratattico.
Sai io sono cresciuta, come te, ho visto il tuo ultimo post, a contatto con la natura e certe persone ligie al dovere,e questo ti rimane dentro anche se vivi poi in una grande città.
Allora,quando quelli vicini a te, tuoi conoscenti, si lasciano acchiappare dalle tre esse, io faccio il grillo parlante, ti giuro non per criticarli, ma per salvare dalle loro grinfie quelle persone candide che ancora esistono.E sai il grillo parlante è un bel po' odioso e la sua fine è morire schiacciato.
I soldi sono importanti per essere autosufficienti, ma figurati che io non voglio in casa nessuno che mi aiuti con le pulizie, anche se mio marito mi sgrida perchè a volte mi vede stanca, ma io Piero non riesco a delegare ad un' altra persona di venire a pulire il mio sporco, amo l'autoisufficienza. Se dovessi trovarmi con troppo denaro mi sentirei in colpa, averne per una vita dignitosa è una cosa bellissima, ma avere troppo non mi piace per niente, quindi non ho invidia per la ricchezza anzi stimo molto chi la investe per dare lavoro ad altre persone. Poi critco ciò che io considero i falsi miti, ma interrogandomi sai cosa mi chiedo......non sarà che sono obsoleta attaccandomi a certi valori.....ma poi arrivate tu, Gaetano, Floriana, Stella e tutti gli altri e riconosco in voi me.
Poi se devo essere sincera ho avuto tante dimostrazioni d' affetto ed anche stima....ma dopo mi vergogno perchè io sono ben poca cosa, in confronto a persone meravigliose che ho conosciuto e che non hanno avuto nulla dalla vita, io ho avuto tanto, tantoe mi dispiace per chi ha avuto meno di me.
Basta che divento melensa....unbes con lo schiocco.
PS bes è bacio in dialetto romagnolo, mi piace darlo in segno di attaccamento alla natura.....considera che ai miei animali ho sempre parlato in dialetto..... un segno di poter parlare senza paura perchè gli animali ti vigliono comunque bene.

teoderica ha detto...

Floriana grazie,un libro....chissà.
Sto facendo una specie di analisi, che cerca di andare al fondo, per aiutarmi, ma anche per aiutare.
I disegni arrivano dall' immaginario,così come i racconti, escono, vogliono uscire con violenza.
Chi non ha paura muore una sola volta.
Un bes con lo schiocco........e grazie Floriana perchè ho visto dal tuo blog, quanta preparazione, coraggio, indomita volontà e spirito di sacrificio hai.