venerdì 9 ottobre 2009

PEOPLE

ADAMO


Quando pensava di rimanere in compagnia solo della sua solitudine, incontra Viola.
Viola, era rimasta venti anni, tutti quelli della sua giovinezza, in una clinica psichiatrica. Era riuscita a venirne fuori.
Si incontrarono, si amarono, si sposarono.
Viola, pretese la sua parte di eredità: una casa colonica con un vasto terreno agricolo.
Qui Adamo e Viola vivono come a loro piace.
Nel loro terreno non usano veleni, nè concimi e non fanno neanche la rotazione delle colture.
Tutto quello che nasce vive, querce, erbacce o grano.
L' erba non viene tagliata, ma mangiata dai conigli.
Viola fabbrica delle grandi ceste di vimine, i conigli vengono posti sotto queste ceste, queste ultime sono poste in mezzo al prato.
Il metodo funziona.
Gli animali, tanti, non si uccidono, neanche topi o mosche.
Per sgranare i fagioli, i piselli o il frumento, vengono distesi sul pavimento della cucina. Qui camminandoci sopra si sgranano.
Il podere si trasforma in un' oasi incontaminata.
I bambini amano quel luogo, i grandi molto meno.
Viola muore, un tumore la porta via.
Adamo, solo si sente sperduto.
Eredita parte del podere e parte della pensione di Viola.
Viola l' aveva sempre rifiutata, perchè non voleva essere mantenuta dallo Stato.
Adamo viene poi adottato da uno straniero, che se lo porta via.



Il racconto è frutto di fantasia. Eventuali somiglianze a fatti realmente accaduti sono puramente casuali.

12 commenti:

stella ha detto...

Mamma mia Teo, quanti messaggi lancia questo racconto, seppure breve : malattia mentale, matrimonio, natura non violata, bambini allegri,incontentabilità degi uomini, morte, smarrimento, adozione...
Complimenti davvero!

teoderica ha detto...

Sai Stella, in questi racconti c' è il mio mondo, l' adozione finale è avvolta dalla nebbia, era sincera o era per l' eredità?
Un beso,sono molto sensibile ai complimenti.

Annarita ha detto...

Sì, racconto ricco di messaggi su cui c'è molto da riflettere. Un racconto delicato e forte nello stesso tempo.

Voglio immaginare che l'adoziione di Adamo sia frutto di carità e disponibilità d'animo.

Brava, Teo. Tenerissimo il disegno...

Un bacione:)

Gaetano ha detto...

Cara Paola,
vedo con piacere che il tuo esperimento di PEOPLE funziona. Brava!

Ma qual'è la CHIAVE che io vi intravedo e che in una certa misura risolve il mondo di Viola e Adamo che, altrimenti, non potrebbe assolutamente nemmeno esistere? Come sempre questa CHIAVE è nel disegno che tu esponi. Se non ci fosse in questo caso non avrebbe senso il genere di vita concepito da Viola con il sostegno di Adamo.
Non è difficile dimostrare quanto sia impossibile l'attuarsi di un vitale ecosistema nel podere di Viola e Adamo.

L'ecosistema e' un ambiente in cui ci sono organismi animali e vegetali, aria, acqua, terreno, luce e calore del sole che interagiscono tra loro: ogni elemento entra in relazione con gli altri.

In ogni ambiente naturale (un fosso, un bosco, un oceano...) il problema principale è la ricerca del cibo.

Senza il cibo nessun animale o pianta sopravvive. Perciò il fatto più importante perché sia mantenuto l'equilibrio di un ambiente è che tutti i suoi elementi possono procurarsi il cibo di cui si nutrono.
Così, facendo un esempio, i pettirossi si nutrono tipicamente di lombrichi, che a loro volta sono detritivori ghiotti di foglie in decomposizione. Dunque gli animali si nutrono consumando del cibo: alcuni consumano direttamente i vegetali (erbivori), altri mangiano altri animali (carnivori). Per questa ragione gli animali sono CONSUMATORI.

Ma qual'è il superamento di questa condizione degli animali, che nel podere di Viola non si "uccidono"?
Il mondo che tu, Paola, hai concepito per Viola e Adamo è allegorizzano, nel senso che non è realmente quello che noi terrestri viviamo, ma è quello vegetale. Le piante sono i soli esseri viventi in grado di produrre il nutrimento per se stessi; perciò sono chiamati PRODUTTORI.
Ecco che si dimostra quanto sia vero che gli animali (in realtà piante) "non si uccidono". Giusto la rappresentazione figurativa di Adamo con i piedi vegetali. Ecco la CHIAVE
che risolve l’equilibrio del mondo di Viola e Adamo.
Nondimeno la relazione col mondo animale non evita a Viola di morire a causa di un tumore che i batteri causano alle piante.
Questa è la mia visione, tu che ne dici Paola?
Buona serata,
Gaetano

pietro d. perrone ha detto...

Cara Paola, il tuo è un racconto campagna e di pianura.
Un racconto triste. Malinconico, come le storie di tutti i giorni. Come le storie di fatica. Come le storie di campagna.

Non è una storia di mare.
Nel mare non c'è la tristezza.
C'è una speranza infinita.
C'è anche la disperazione, a volte.
C'è la disperazione di chi si sente perduto in un'immensità sconfinata e liquida, mobile, sempre mutevole...
Ma ogni naufrago sa che un pò più in là della disperazione c'è sempre un confine che contiene la liquida paura. C'è un'isola. La costa di un continente. Una spiaggia. Il calore del sole che fa evaporare ogni umida solitudine...

Nel mare.

Sulla pianura, in campagna, le storie sono diverse.
In campagna si raccontano storie di eterni ritorni, di stagioni che passano e di terreni che fioriscono...
Le storie di pianura e di campagna raccontano di quello che si consuma e che fiorisce. Di quello che perisce per rinascere più vivo. Di quello che si trasforma perennemente per tornare ad essere sempre più profumato e colorato di prima...

I contadini, nelle notti di gelido inverno, sotto al cielo senza stelle, nel buio in cui si confondono la nebbia e luna nuova, sanno che la morte non esiste. Che è solo il frutto della fantasia disperata dei filosofi metropolitani, di città lontane, nelle quali chi sparisce non può più fare ritorno...

In campagna si piantano i semi dei meli, dei fagioli e dei piselli, che marciscono in poche ore per dare la vita a fratelli immortali...

teoderica ha detto...

Cara Annarita, ti ringrazio del tuo commento, la leader del racconto è Viola, Adamo è un comprimario. Ad Adamo pesa la solitudine, per questo accetta l' eremitismo di Viola, ma perso Viola, tramite "l'adottatore" a cui si affida per paura di restare solo, conosce una nuova vita, quella degli agi, ne ha ora la possibilità perchè vengono richiesti tutti gli arretrati della pensione rifiutata da Viola, e venduta la casa colonica. Viola viveva in una specie di tebaide per scelta, lei aveva molto più spirito zen di quelli che hanno fatto tanti viaggi in India e che frequentano corsi con guru alla moda. Questo era ciò che volevo comunicare.
Con affetto :-)

teoderica ha detto...

Sì, hai fatto centro! Viola è il guru che rifiuta la conoscenza, la tecnica, la scienza è l' antesignana dei pacifisti, dei verdi, dei filobuddisti. Disprezzata dagli abitanti del luogo, che pure fanno lunghi viaggi in India per conoscere la filosofia orientale, oppure manifestazioni pacifiste, o manifestazioni contro il nucleare o richieste al comune per salvaguardare aree da lasciare senza l' intervento dell' uomo ecc, ma non riconoscono chi hanno vicino, anzi la deridono.Adamo rappresenta la parte che aderisce dove porta o soffia il vento, un buono da niente e per questo non so se "l'adottatore" lo terrà per sempre o lo abbandonerà finiti i soldi.Adamo ha i piedi non in terra ma nei vasi, e poi ha il gesto della mano che può significare"sesso, droga e rock and roll" oppure anche un gesto benedicente delle antiche icone russe.Lui può essere produttore e consumatore, Viola solamente produttore.
Poi arriverà il racconto brevissimo su Viola.
Ma Gaetano, dimmi questi miei racconti ti piacciono?
Con amicizia.

teoderica ha detto...

I contadini, nelle notti di gelido inverno, sotto al cielo senza stelle, nel buio in cui si confondono la nebbia e luna nuova, sanno che la morte non esiste. Che è solo il frutto della fantasia disperata dei filosofi metropolitani, di città lontane, nelle quali chi sparisce non può più fare ritorno...
Sì Pietro, l' Eterno Ritorno di cui parla tanto Nietzsche, chi sta a contatto con la natura lo comprende anche se non lo ha studiato. A te Piero, piace la natura o la città ti ha assorbito completamene? A me piacciono entrambe,ma la natura mi cura il corpo e lo spirito, mentre la città mi tiene in contatto con l' Uomo.
Buonanotte.

Gaetano ha detto...

Paola hai detto bene,

Viola è la parte "vegetale" di Adamo (l'uomo di nuova generazione da venire, o è già fra noi). È la mente che ha dovuto vincere la "depressione", un male abbastanza diffuso in quest'epoca cruciale, e ne è uscita fuori (dalla clinica psichiatrica).
La mente siffatta (Viola) è veramente "produttrice" similmente al mondo vegetale.
Adamo, come tu dici, con esultanza, incoraggiata dalla mia visione, è grazie a Viola, non solo "consumatore" ma anche "produttore", a differenza degli altri uomini che, inconsapevolmente, si comportano, chi più e chi meno, da "parassiti" (i batteri del tumore di Viola). Essi, quali “neuroni” di una mente globale terrestre, non sanno che uccidono sé stessi e dal punto di vista della scienza sono definiti appunto “geni egoisti”
Tu ti chiedi "se 'l'adottatore' lo terrà per sempre o lo abbandonerà finiti i soldi.". Ma la risposta te la sei già data quando racconti che "I bambini amano quel luogo, i grandi molto meno.
Succederà come in quella favola del "Pifferaio magico" che comincia così:

«C'era una volta la città di Hamelin in Germania. Era una città molto graziosa, ma aveva due grossi difetti: i suoi cittadini erano molto avari e le sue cantine piene di topi.
Di gatti neanche l'ombra perché, siccome qualcosina costavano ai padroni, erano stati cacciati.
Fatto si è che i topi diventavano tanti e tanti che non era più possibile vivere nella città.
Si pensò allora di far tornare i gatti scacciati, ma i topi li misero in fuga. Era una vita beata la loro.
Ce n'erano di tutti i tipi: topi, topini, ratti, rattoni e per tutti c'era da mangiare: nei granai, nelle cucine, dove c'erano molte forme di formaggio (una meravigliosa visione epocale!).
I poveri cittadini, non sapendo più che fare, si rivolsero al loro sindaco, ma anche quello più che dire: - Cercherò... Farò... Non so... - insomma...non faceva.
Ma ecco, che una mattina comparve in città un ometto minuto tutto brio e allegria che disse al sindaco: - Io vi libererò dai topi, ma voglio in cambio mille monete d'oro...».
Leggendo il seguito succede che l'omino, su richiesta del sindaco, fece il miracolo grazie al suo piffero che con la musica incantò i topi molesti. Ma risolto il guaio, il sindaco non mantenne la parola sulla ricompensa al pifferaio, sicché questi li ripagò usando il suo pifferò per portarsi dietro tutti i bambini del paese verso una «grande montagna».
Giunti qui si aprì una fenditura e tutti vi entrarono, ma «restò fuori solo uno zoppetto che non era riuscito a camminare veloce come i compagni...».
«I cittadini che giunsero sul luogo dopo qualche tempo, lo trovarono là che piangeva disperato per non aver potuto raggiungere i suoi amici.
Dei bambini non c'era più traccia e nessuno seppe mai ciò che ne fosse stato.».

Morale: resta comunque all'uomo la possibilità di avere nuove generazioni con una nuova mente impregnata di un ricordo felice, che vale come meta da realizzare se pur compromessa a causa dell'azzoppatura del bimbo che non poté seguire i suoi compagni.

Ma questa sorta di "profezia" è incerta, mentre oggi potrebbe esserci il sorpasso: ci potrebbe far pensare che il racconto su Viola e Adamo non dice che i due ebbero dei figli...

Cara Paola, tre anni fa ho messo su un post nel mio sito, questo, in cui presento il tuo "Adamo" raffigurandolo attraverso la surrealtà della mappa di Perugia. E con tua meraviglia vedrai che hai visto bene nell'immaginare Adamo preso dal "rock and roll". Vi si intravede l'ispiratrice in alto a sinistra, Viola del tuo racconto che è in realtà una Madonnina". In quanto ai piedi di Adamo, si capirà quanto sia abile il "Perugino rock star" a reggersi attraverso gli altri.

Gaetano

Gaetano ha detto...

I tuoi racconti mi stimolano aprendo i me nuove consapevolezze: sei Viola, quella Madonnina.

Gaetano

giardigno65 ha detto...

Adamo viene poi adottato da uno straniero, che se lo porta via.
(è proprio un racconto di fantasia, ahimé)

teoderica ha detto...

Caro Giardino, noi non meritiamo più personaggi come Adamo.