martedì 8 marzo 2011

SEMPRE REGINE VOI DONNE

IL REGNO DELLE DONNE


Cè un regno tutto tuo
che abito la notte
e le donne che stanno lì con te
son tante, amica mia,
sono enigmi di dolore
che noi uomini non scioglieremo mai.
Come bruciano le lacrime
come sembrano infinite
nessuno vede le ferite
che portate dentro voi.
Nella pioggia di Dio
qualche volta si annega
ma si puliscono i ricordi
prima che sia troppo tardi.

Guarda il sole quando scende
ed accende d'oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole.
E se passa il temporale
siete giunchi ed il vento vi piega
ancor più forti voi delle querce e poi
anche il male non può farvi del male.

Una stampella d'oro
per arrivare al cielo
le donne inseguono l'amore.
Qualche volta, amica mia,
ti sembra quasi di volare
ma gli uomini non sono angeli.
Voi piangete al loro posto
per questo vi hanno scelto
e nascondete il volto
perché il dolore splende.
Un mistero che mai
riusciremo a capire
se nella vita ci si perde
non finirà la musica.

Guarda il sole quando scende
ed accende d'oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole
dopo il buio ancora il sole.
E se passa il temporale
siete prime a ritrovare la voce
sempre regine voi
luce e inferno e poi
anche il male non può farvi del male
.


ALDA MERINI




8 commenti:

cosimo ha detto...

Un bell'abbraccio....
Auguri!

teoderica ha detto...

Grazie Cosimo.
Un abbraccio riscalda sempre anche se fatto di bit.
:)

Gaetano Barbella ha detto...

Cara Paola, Ada Merini ha dipinto meravigliosamente la donna quale regina metafisica di un mondo notturno, ma non manco di disporla in termini della scienza matematica.
Riporto perciò il commento che ho fatto per Annarita su Scientificando, ma mi è stato negato l'accesso, preso per spam.

Cara Annarita,
non mi vedi spesso qui, dalle tue parti, ma oggi sì. Tuttavia ti seguo costantemente come un'ombra. Tu sei ovunque con la tua tastiera a perlustrare in lungo e largo il web, come una sorta di Odisseo... O forse la sua parte complementare, Penelope, che col pensiero cercava di “rintracciarlo”: per il fatto che sei donna, della quale ieri si è festeggiato la sua festa (giusto in concomitanza della data di questo post a commento). Però non manco a certi peculiari incontri e questo, che apparentemente non presenta tracce di motivi di scienza, invece no.
Invece no perché più della scienza che dà certezze, per le quali si usa dire che sono “matematiche”, chi c'è, il parroco o tutt'e due in sintonia? Ecco un primo nesso con la “sicurezza”, dunque la scienza, a cominciare dai primi passi della scuola elementare. Cosa che comporta l'educazione alla “legalità”, alla “sicurezza stradale”, quella della vita, e che trova legame con quella del post precedente, quale “Punto di incontro fra Istituzioni, Aziende, Enti e Associazioni, insegnanti, studenti e genitori” e così via.
È bello intrattenermi con i giovani, ma anche con quelli più su di età, per fare riflessioni su come integrare lo studio con la pratica della vita: ecco due altri incontri “ravvicinati”, quasi per alludere a cose da fantascienza! Ma non è così la situazione della teoria con la pratica della vita odierna? Come dire “si predica bene e si razzola male”.
Ma, questa mattina mi sono svegliato con l'idea di dire qualcosa qui da te Annarita, avendo letto ieri (la tua festa) i due post a commento. A prima acchito non sapevo cosa, ma poi la mia mente mi ha pungolato e così il mio dito indice, aiutato a volte dall'altro di sinistra (le altre dita non ne vogliono sapere e mi considero perciò uno “zoppo”, scusami), si sono messi a saltellare qua e là come festosi.
Ma mentre saltavano allegri, mi suggerivano di parlare a cosa paragonare, attraverso la matematica, il concetto di “legalità”, di “sicurezza stradale”, perché, mi dispiace non ravvisare nei docenti oggi un tantino di fantasia creativa, per disporli a concepire lezioni, quasi che l'opera da essi svolta, oggi, fosse un dipinto del Rinascimento. Perché?
Ma perché gli artisti rinascimentali non mancavano di prefigurare la tavola, la tela o la parete di una stanza, prima di comporre il tema pittorico, con la geometria composita in tanti svariati modi. Uno di questi, quello più amato, era il ricorso alla geometria della sezione aurea o della divina proporzione.
Che c'entra la sezione aurea ora con la “sicurezza” in generale? C'entra e come!
La sezione aurea, non solo in natura e nell'arte, ma anche in geometria è dappertutto! La sezione aurea si ravvisa in modo privilegiato nelle figure piane, nei solidi cosiddetti platonici, ma fa meraviglia vederla danzare come la principessa Sharāzād dei racconti di “Le mille e una notte” in punta di piedi su ogni genere di curve geometriche. Sharāzād, rischiando per amore la sua vita, racconta le sue storie al re Shāhrīyār e lo dissuade dalla sua ossessione omicida.
Si dice che è pi greco il numero irrazionale e trascendente a stare dappertutto, ma non lo si è mai visto tangibilmente in seno alle curve in geometria e quasi mi viene da paragonarlo a quel re pazzo Shāhrīyār dei racconti di “Le mille e una notte”. E la principessa Sharāzād alla sezione aurea, il numero irrazionale, ma non trascendente...
Non è un sogno, o forse... più di un sogno chimerico per la matematica delle “sicurezze”, nell'immaginare che pi greco non è veramente un Odisseo predisposto a non poter mai ritornare ad Itaca dalla sua Penelope, ovvero la sezione aurea?...
Gaetano

teoderica ha detto...

Che bello questo commento e come mi è piaciuto il tuo nuovo coniglio estratto dal cappello...eh sì Gaetano questo commento doveva venire anche a me.
Dunque Odisseo è il pi greco così irrazionale e alla cerca, e la sezione aurea è invece Itaca o Penelope, l' incontro avviene quando è giunto il momento e la loro unione dovrà essere sempre viva ( le sfere mantengono il movimento)...e quando le cose filano si possono ben adattare a tutti gli ambiti della vita.
Ma ti chiedo Gaetano non è che la sezione aurea possa essere Calipso, in fondo è lei la figura di donna più generosa?
Ciao.

Gaetano Barbella ha detto...

È presto detto. Calipso, in modo traslato, fa parte di uno dei racconti della principessa Sharāzād al pazzo re Shāhrīyār dei racconti di “Le mille e una notte”. Ma non l'ultimo racconto necessario per rendere finalmente savio il monarca che poi s'innamora della bella Sharāzād.
Calipso rientra nelle analoghe peripezie della mente sempre in agitazione di Penelope. E così hai ragione di intravedere in Calipso la figura di donna più generosa che fa maturare nella rinuncia (che costò dolore a Calipso) il cuore di Penelope presa dalla necessità di dover decidere sulle pretese dei principi di Itaca a scegliere uno di loro come nuovo sposo.
L'odissea è un'esperienza interiore, dell'anima, e non tanto riferibile alle cose terrene.
Buon mattino,
Gaetano

giardigno65 ha detto...

che meraviglia

teoderica ha detto...

Grazie Gaetano per la tua pronta risposta. Io intendevo ricreare un nuovo finale per Odisseo, in quanto tu hai creato un nuovo matrimonio quello fra il pi greco e la sezione aurea...matrimonio che nessuno aveva osato prima di te.
Ciao.

teoderica ha detto...

Ciao Antonio,
meraviglia l' Alda, le donne o il matrimonio aulico/matematico di Gaetano?
Ciao.